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Il piantone cucina per tutti. Stipendio e doveri, ma anche punizioni che potevano far saltare la pensione. Il regolamento delle guardie municipali del 1886

Sette erano in totale le guardie municipali e divise per zone di competenza e turni notturni. Il regolamento spazia dal vestiario all'armamento fino alla tanto agognata pensione. 

Di Tiberio Chiari - 07 gennaio 2018 - 06:01

TRENTO. Corre il 1886 e finalmente le guardie municipali di Trento vengono dotate di compendio organico. Il regolamento, stampato proprio in quell'anno con grafica e impaginazione a cura della Tipografia Edizioni di Giuseppe Marinetti, è un documento unico e interessantissimo che ci riporta indietro nel tempo, quando il Trentino, allora Tirolo Meridionale, viveva un periodo felice a seguito del suo rilancio economico sotto la guida del podestà di Trento Paolo Oss Mazzurana.

 

“Per essere ammessi al Corpo delle Guardie Municipali occorrono i seguenti requisiti:

  1. Aver compiti 24 anni e non oltrepassati i 40.
  2. In regola essere celibe, o vedovo senza figli.
  3. Avere una costituzione fisica sana e robusta, da constatarsi mediante visita del medico civico.
  4. Avere una statura non inferiore alla media (metri 1.65)
  5. Avere soddisfatto alla leva militare.
  6. Avere la capacità di redigere un rapporto
  7. Essere non solo immune da pregiudizi legali; ma altresì di una antecedente condotta inappuntabile sotto ogni aspetto.”

Il regolamento del 1886, dal quale sono estratti alcuni passaggi, tratta tutto quanto riguarda il corpo delle guardie municipali. Si spazia dal vestiario alle punizioni fino alla tanto agognata pensione.

 

E' necessario ricordare che dopo il ritorno del Trentino sotto il controllo austriaco, il corpo iniziò una nuova e efficiente trasformazione che in stile militare porta le guardie a essere accasermate nella sede municipale dove, per evitare la frequentazione di bettole o osterie, è predisposto che la guardia di piantone cucini per i colleghi il pranzo e si occupi della spesa al mercato.

 

Sette erano in totale le guardie municipali, con Capo e Sottocapo, e divise per zone di competenza riuscivano efficacemente a sorvegliare il centro urbano, alternandosi anche in turni notturni. Il loro stipendio e l’eventuale pensione erano così accordati:

 

“Gli stipendi e competenze assegnate al Corpo di Guardie, sono:

  1. all’alunno Guardia una diaria di f. 0,85
  2. alla Guardia effettiva una diaria di f. 1,--
  3. al sottocapo una diaria di f. 1,25

più alloggio in Municipi, legna, illuminazione, attrezzi da cucina, ed un terzo delle multe inflitte ed estratte per contravvenzioni da esse scoperte e denunciate.

Il Capo Guardia avrà un annuo stipendio fisso di fiorini 600 più per averso quartiere f. 150

Senza diritto a nessun’altra competenza di qualsiasi genere ad eccezione di quella sulle multe”

 

Questo per quanto riguarda gli stipendi, altro capitolo di attualissimo interesse è sicuramente quello relativo alle pensioni:

 

“Potranno aspirare alla pensione nella misura della metà del soldo le guardie ed il sotto capo, che compiute onoratamente tre capitolazioni venissero dichiarati assolutamente inabili a continuare nel servizio attivo di guardia o in qualsiasi altro servizio cui piacesse al Comune destinarli.

Alle medesime condizioni percepiranno due terzi dello stipendio quando avranno compiuto 55 anni di età. E dopo 20manni di continuato e zelante servizio senza punizioni iscritte a matricola.

Finalmente dopo 30 anni di continuato e zelante servizio salve sempre le condizioni surriferite, le guardie ed il sotto capo potranno aspirare all’intiero soldo della pensione”.

 

Se prendiamo in considerazione a questo punto che l’aspettativa di vita in Italia era di 36 anni nel 1880, di 42 anni nel 1900, si può dire che le condizioni allora fossero un 'poco' peggiori delle attuali e si parla qui di impiegati pubblici, una categoria considerata privilegiata.

 

I compiti nei quali le guardie erano impegnate, giorno e notte in orario continuo perché accasermati, erano principalmente il controllo delle strade e del traffico dei carri, quindi quello delle fabbriche e del regolare svolgimento dei cantieri secondo le norme comunali.

 

Altri controlli che le guardie municipali dovevano svolgere erano relativi all’igiene, a quei tempi questione di vitale importanza per la città: dovevano curare il corretto smaltimento dei rifiuti, soprattutto provenienti dai macelli, controllare che le esalazioni delle fabbriche non fossero tossiche, che pisciatoi e fogne non avessero perdite e che i letami fossero trasportati correttamente.

 

Non è tutto. Dovevano prestare aiuto durante soccorsi di vario genere, sorvegliare l’illuminazione notturna e aiutare quando possibile i cittadini e i forestieri bisognosi di informazioni: risposte rapidema senza mai essere scortesi.

 

Per quanto riguardo il vestiario e l’armamento, che le guardie in servizio dovevano sempre utilizzare, veniva consegnato al momento dell’entrata in caserma ed era così composto:

  1. uniforme da parata.
  2. uniforme di servizio giornaliero.

L’uniforme di parata consiste:

  1. tunica e pantaloni di panno bleu oscuro filettati in giallo
  2. kepi di feltro con fondo e visiera di pelle lucida
  3. cravatta nera e guanti di pelle bianca

Per il servizio giornaliero:

  1. giubba di panno bleu oscuro filettata di giallo
  2. pantaloni grigi
  3. berretto di panno bleu oscuro filettato in giallo

In temo d’inverno: Mantello bleu oscuro filettato in giallo.

In tempo d’estate: uniforme completa in tela greggia filettata in giallo.

L’armamento di tutto il corpo delle guardie consisterà in una daga con centurino di pelle nera.”

 

Anche allora esistevano le punizioni, che andavano a sporcare il libretto di servizio e nei casi più gravi portavano al licenziamento o alla perdita di ogni diritto riguardo il pensionamento. Queste erano inflitte per negligenza, ubriachezza, mancanza in servizio, incuria, contrazione di debiti, vendita illecita di licenze e oggetti personali, sgarbatezza, frequentazione di caffè e osterie e corruzione.

 

“Le punizioni da infliggersi sono le seguenti:

  1. ammonizione semplice,
  2. ammonizione all’ordine del giorno,
  3. perdita della paga giornaliera fino a 15 giorni,
  4. arresti alla sala di disciplina fino a 15 giorni con perdita dell’intera paga,
  5. retrocessione di grado,
  6. espulsione dal corpo con perdita totale del fondo di garanzia

Le punizioni a, b sono inflitte dal Consigliere referente, quelle alle lettere c,d,e,f dalla Giunta Municipale dietro rapporto del Consigliere referente.”

 

Un documento quello del 1886 che permette, se letto nella sua integralità, di scorgere una lontananza dal presente non così marcata: un importante lavoro quello della guardia municipale di allora, al pari di quello dell’odierna polizia locale, che nella sua sostanza era volto al servizio alla comunità di Trento e al corretto e ordinato svolgimento delle sue laboriose attività quotidiane.

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