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Il piccolo Alessandro e la richiesta di midollo sui social, i telefoni di Admo in tilt: ''Chiamate solo se volete donare anche per altre persone''

La richiesta dei genitori del bambino è stata ripresa anche da La Repubblica (con tanto di errori deleteri) e altri giornali e in queste ore in tantissimi stanno chiamando l'Associazione donatori del midollo. La presidente trentina: ''Chiamano e quando scoprono che non potranno aiutare lui direttamente attaccano. In questo modo tolgono spazio a chi vuole donare veramente. Lo si fa per amore del prossimo non spinti dall'emotività''

Di Luca Pianesi - 24 ottobre 2018 - 15:38

TRENTO. ''Non siamo noi a scegliere a chi donare il nostro midollo osseo, una scelta di cuore non può che essere rivolta a chiunque abbia bisogno di aiuto. Se volete donare solo al piccolo Alessandro Maria, non chiamate. Il gesto di amore lo si fa per tutti''. E' molto chiara la presidente di Admo Trentino Ivana Lorenzini. La storia del piccolo Alessandro Maria sta toccando il cuore di tantissimi italiani: nato a Londra da genitori italiani, ha un anno e ha una patologia, la Linfoistiocitosi emofagocitica, conosciuta in medicina come Hlh, che colpisce lo 0,002 per cento dei bambini, la metà dei quali non riesce a superare il primo mese di vita. I medici dopo le cure e le visite del caso hanno sentenziato che il bimbo potrà avere qualche speranza solo con la donazione del midollo, altrimenti gli rimangono cinque settimane di vita.

 

La Repubblica.it ed altri quotidiani nazionali hanno ripreso l'appello che i suoi genitori hanno lanciato su Facebook dando il via a un tam tam mediatico di enormi dimensioni che, di fatto, sta mandando in tilt i centralini di molte sedi locali dell'Associazione donatori midollo osseo compresa quella di Trento, una delle eccellenze di tutto il panorama nazionale.

 

''Stiamo ricevendo moltissime richieste - spiega Lorenzini - tante persone ci dicono di voler donare il loro midollo ad Alessandro Maria ma quando spieghiamo loro che non possono farlo direttamente, che ogni donazione è protetta dalla privacy, che la compatibilità è di circa 1 persona ogni 100.000, che il loro sarebbe comunque un gesto bellissimo perché aiuterebbe altri Alessandro Maria, altre persone, giovani o anziani, donne o uomini, magari da un'altra parte del mondo, allora si fermano e ci dicono che non sono più interessati. Questo sta causando dei gravi problemi perché ruba spazio e tempo a chi è davvero interessato ad aiutare il prossimo quindi, se non avete intenzione di aiutare a prescindere un'altra persona a vivere, lasciate perdere, non telefonate, non rubate spazio a chi davvero vuole donare il suo midollo''.

 

Ovviamente i genitori di Alessandro Maria hanno fatto bene a chiedere aiuto alla comunità, ma la comunità deve rispondere presente a prescindere non solo se mossa da un sentimento estemporaneo e poco razionale. Al momento il Registro dei donatori del midollo conta oltre 400.000 persone registrate in Italia ed è collegato con i registri di tutto il mondo ma siccome le compatibilità sono molto difficili da trovare (1 ogni 100000 come dicevamo), ovviamente più persone saranno ''tipizzate'' (hanno fatto l'analisi, che si fa con un semplice prelievo del sangue, e hanno inserito il loro ''tipo'' di midollo nel registro) più facile sarà trovare le compatibilità e salvare vite. Quindi fatelo ed è bene che se ne parli e gli organi di informazione diffondano il verbo.

 

''Però bisogna farlo bene'', prosegue Ivana Lorenzini riferendosi all'articolo de La Repubblica.it che a un certo punto parla di trapanatura delle ossa del bacino. ''Una definizione sbagliatissima - spiega - questa sì che può far male al mondo della donazione visto che non si usa nessun tipo di trapano. La donazione del midollo avviene in due modi: o tramite una siringa che dal bacino estrae del midollo osseo, che in poco meno di una settimana si riforma nel corpo senza nessun problema, oppure con un prelievo del sangue dopo che per quattro giorni si è assunto un fattore di crescita delle cellule staminali nel midollo osseo''. Altra informazione non chiara scritta dal quotidiano nazionale la frase ''oggi e domani la raccolta dei campioni salivari,(..) , sarà effettuata a Milano, in piazza Sraffa, a partire dalle 9.30. Sabato a Napoli, in piazza Trieste e Trento''. In molti pensano che anche a Trento ci sarà un campagna e stanno chiedendo informazioni sempre ai centralini di Admo che sono sempre più in difficoltà. In realtà è la piazza di Napoli che si chiama Trento e Trieste. Tra l'altro a Trento, per la tipizzazione, non si usa nemmeno la tecnica dei campioni salivari (QUI TUTTE LE INFORMAZIONI).

 

Ma come si arriva alla donazione? ''Prima si deve essere 'tipizzati' - prosegue la presidente di Admo Trentino - e possono farlo solo le persone che hanno un'età compresa tra i 18 e i 35 anni e in buona salute. Questo non perché è pericoloso o altro ma semplicemente perché ogni esame costa tra i 150 e i 200 euro al sistema sanitario quindi si cerca di avere dei registri che possano durare il più a lungo possibile. Può infatti capitare che una volta tipizzati non si venga chiamati per molto tempo perché bisogna trovare la persona compatibile. Per fare la tipizzazione, comunque, si deve passare da Admo che prenota l'analisi tramite l'azienda sanitaria. Nel nostro Trentino abbiamo oltre 600 persone in attesa di essere tipizzate e magari tra loro c'è già la persona compatibile con Alessandro Maria. La priorità, oggi, è avere tipizzazioni più rapide mentre noi, a fronte di centinaia di iscritti che si rivolgono ai nostri uffici, riusciamo a tipizzare 230 nuovi donatori l'anno''.

 

Insomma bene fanno le persone in difficoltà a fare appelli che smuovono coscienze e invitano la comunità ad aiutarli, ma sta ai cittadini, poi, capire che certe cose non si fanno sull'onda emotiva, specificatamente per quel soggetto che ci ha tanto colpito o emozionato, tra televisione e web. Come lui o loro ce ne sono migliaia, anzi, milioni nel mondo che potranno essere salvati da un vostro gesto facilissimo, sicuro e che porta via pochissimo tempo ed energia. Ci si ''tipizza'' per aiutare il prossimo perché questo è il vero atto di amore: ridare la vita a qualcuno (perché questo fa la donazione del midollo) ma non di specifico, a chiunque abbia bisogno di aiuto.

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