Contenuto sponsorizzato
| 11 nov 2018 | 21:42

Il presidente del Forum per la Pace e i Diritti umani: ''Di questi temi dobbiamo continuare a parlarne''. Anche con la nuova maggioranza di centrodestra

L'organismo, che dipende dal Consiglio provinciale, è ora in scadenza e dovrà essere rinnovato. Aperte le iscrizioni per le associazioni che vogliono aderire, il cambio del presidente in primavera. "Spesso nessuna interlocuzione con il Consiglio, ci si accorgeva di noi solo per le polemiche". Tante le iniziative svolte negli ultimi 5 anni, "soprattutto sul territorio"

Il presidente del Forum per la Pace e i Diritti umani: Di questi temi dobbiamo continuare a parlarne''
di Donatello Baldo

TRENTO. Con il rinnovo del Consiglio provinciale dovranno essere rinnovati anche gli organismi che dal Consiglio provinciale in qualche modo dipendono, come il Forum per la Pace e i Diritti umani. "A partire dall'insediamento della nuova assemblea legislativa scattano i 120 giorni di proroga - spiega l'attuale presidente Massimiliano Pilati - per dare tempo al Consiglio di nominare i suoi membri all'interno del Forum". 

 

La legge prevede che siano tre, uno di maggioranza e due di minoranza e la prassi, fino al 2013, voleva che a presiedere l'organismo fosse il rappresentante della maggioranza. La scorsa volta l'assemblea del Forum decise di nominare presidente uno dei rappresentanti delle associazioni aderenti. Pilati è infatti rappresentante, in seno al Forum, del Movimento Nonviolento.

 

Ma c'è da dire che il centrodestra non si è mai mostrato molto interessato alle attività del Forum: "Nessuno della minoranza (ora maggioranza, ndr) ha mai partecipato - spiega Pilati - né Giacomo Bezzi Gianfranco Zanon. Quest'ultimo lo abbiamo visto soltanto una volta. Molto presente invece la vicepresidente Violetta Plotegher, delegata dal Consiglio in quota della maggioranza".

 

Pilati, cosa succede ora?

Ora si conclude il lavoro. Dal giorno dopo le elezioni sono aperte le adesioni per le associazioni che vorranno far parte dell'assemblea del forum. C'è tempo fino a dicembre per le iscrizioni poi in primavera, dopo che tutti gli organismi avranno nominato i loro delegati, si andrà a eleggere il nuovo presidente. 

 

Vorrebbe forse ricandidarsi?

Fare il presidente mi  piaciuto e mi sta piacendo, devo ammettere che potrei anche pensare di ripropormi ma forse dopo 5 anni avrei anche voglia di fare altro. Il ruolo di presidente impone un comportamento istituzionale che nei fatti limita la possibilità di esprimersi liberamente. Credo sia giusto, visto che si rappresentano tutte le associazioni, ma vorrei anche potermi esprimere come Massimiliano Pilati, di dire qualcosa che non sia puramente istituzionale.

 

Dicevamo del Consiglio provinciale, del disinteresse di alcuni. Ma i rapporti con l'istituzione da cui emana il Forum come sono stati?

Uno degli obiettivi era quello di cercare un maggiore coinvolgimento del Consiglio provinciale ma non ci siamo riusciti in pieno, forse anche per demeriti nostri forse, non lo nego. Devo però dire che il presidente Bruno Dorigatti ci ha sempre lasciato autonomia ed è sempre corretto. Ma per il resto del Consiglio provinciale, del Forum ci si ricorda solo quando ci sono da fare polemiche.

 

Mi viene in mente la legge contro l'omofobia, in quel caso siete stati chiamati a dare il vostro parere. Ma anche in quel caso ci furono polemiche.

Il Forum per la Pace e i Diritti umani è istituito da una legge provinciale, non è un'associazione che interviene a piacere sulle questioni. E' anche un bellissimo esempio di partecipazione, che unisce  l'attivismo delle associazioni con le istituzioni. In quel caso eravamo stati chiamati alle audizioni in Commissione. Avevamo portato le nostre riflessioni dato il nostro parere. Favorevole. 

 

Alcuni consiglieri dissero che il Forum per la Pace è politicizzato.

E cosa significa? Questa storia della politicizzazione esce anche tutte le volte che si parla di Israele e Palestina. Ma i diritti umani sono diritti umani, la pace è la pace. Poi è ovvio che quando si prende una posizione si fa politica, ma non nel senso partitico. Ovvio che può dare fastidio che qualcuno sottolinei le cose che non vanno bene, ma in certi casi il nostro compito è anche questo.

 

Prima di lei la presidenza del Forum era assegnata ai consiglieri provinciali di maggioranza, quelli non erano politicizzati?

Vede, io credo che i miei predecessori Nardelli e Bombarda abbiamo lavorato con equilibrio, in modo corretto. La scelta, con la mia nomina, di indicare uno dei rappresentanti delle associazioni andava però nella direzione di dare ancor più autonomia al Forum, slegandolo dalle logiche politiche e partitiche. 

 

Nonostante questo l'accusa: siete politicizzati. Ma è 'di sinistra' occuparsi di pace e di diritti umani?

No, non avrebbe alcun senso. Lo ripeto: i diritti umani sono diritti umani, la pace è la pace: c'entra la politica ma non in senso partitico. Del forum fanno parte associazioni di tutti i tipi, laiche, cattoliche, islamiche, buddiste. Ci si occupa di temi che non hanno appartenenze politiche ma è vero che occupandosene si fa politica, come succede ogni volta che si prende posizione su un dibattito che riguarda la vita delle persone.

 

Nessun colore politico, quindi?

La promozione di una cultura di pace e la difesa dei diritti umani non hanno colore politico e sono un dovere primario per un organismo che nel suo operare deve seguire quanto sta scritto nella legge provinciale che l'ha costituito, nella nostra Costituzione e in ultimo nella dichiarazione universale dei diritti umani

 

Ora la maggioranza è cambiata, al posto del centrosinistra autonomista c'è la Lega e la coalizione di centrodestra. Sarà con questa nuova compagine che si dovrà confrontare per i prossimi mesi.

Io mantengo le relazioni con l'istituzione, indipendentemente da chi ricopre la carica. Noi siamo un organismo istituito dalla legge, non siamo parte politica. 

 

Se le chiedessi un bilancio di questi 5 anni alla presidenza del Forum?

Dicevamo del rapporto con il consiglio in cui ci sono stati dei chiaroscuri, ma guardando ad altre iniziative il bilancio credo possa essere positivo. Siamo riusciti a muoverci anche al di fuori dal 'centro' che spesso si concentra solo su Trento e Rovereto, andando spesso sui territori con tanti progetti. Dalla Val di Sole alla Val di Non, dalle Giudicarie alla Valle dei Laghi dove a Vezzano abbiamo addirittura organizzato un festival sul tema della pace. 

 

So che avete puntato sulle nuove generazioni, vero?

Certo, attraverso le amministrazioni comunali e i Piani giovani. Il Forum ha promosso anche un questionario che è stato somministrato alla fascia delle superiori. Si è indagato il rapporto tra gli adolescenti e tema della pace, dei diritti umani e civili, la loro idea rispetto al diverso inteso come migrante, disabile, omosessuale. Una ricerca che ci ha permesso di impostare il nostro lavoro, anche con le scuole. E proprio a proposito di scuole, in questi 5 anni abbiamo ripreso a portare all'interno degli istituti molte iniziative.

 

Ci sono state le celebrazioni della Prima guerra mondiale, siete stati coinvolti come Forum per la pace?

Ci siamo proposti ma non siamo stati coinvolti. Ci dispiace, anche se devo dire che ci sono state tante iniziative molto belle. Non si è però riusciti a togliere di mezzo la mitizzazione della guerra: la Grande guerra, la Grande difesa delle nostre montagne. Di grande c'è stata la distruzione. Poi per carità, alle persone che sono cadute e che hanno sofferto va tutta il mio rispetto, ma la retorica della guerra ha prevalso e se fossimo stati coinvolti avremmo suggerito altrimenti.

 

C'è stata anche l'adunata.

Abbiamo provato a contattare gli Alpini e ci siamo anche incontrasti in alcune occasioni.. C'era disponibilità ma ad un certo punto sono stati inghiottiti nel gorgo dell'organizzazione e non si è più fatto niente. Ci sarebbe piaciuto fare qualcosa con loro ma non è stato possibile.   

 

Una retorica che durante l'Adunata si è notata molto...

C'è stata la mostra delle armi con i bambini invitati ad usarle. Ma non c'è stato confronto e questo è un mio rimpianto. Spero però che con gli Alpini si possa un giorno ragionare assieme sulla retorica di guerra, sarebbe un confronto senza dubbio positivo.

 

Torniamo alla parte educativa del Forum, sul rapporto con le scuole e con le giovani generazioni. 

Ieri ero a un dibattito con alcuni ragazzi universitari e si discuteva se sia giusto o sbagliato riconoscere i diritti umani a una figura come il boss mafioso Provenzano. Ha fatto uccidere molte persone, come si può pretendere che lo Stato debba garantirgli chissà quali diritti? Ne è nato un bel dibattito, e l'importante è confrontarsi, continuare a parlare di pace, di diritti umani, senza mai dare per scontato che siano nozioni acquisite una volta per tutte. 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 21 agosto | 16:15
Solidarietà e sgomento: le reazioni della Federciclismo e del presidente della Provincia Fugatti dopo l'inqualificabile intimidazione di un [...]
Cronaca
| 21 agosto | 16:54
Dopo la chiamata d'emergenza sul posto sono intervenuti i soccorsi ed in volo si è alzato anche l'elicottero d'emergenza
Cronaca
| 21 agosto | 16:57
La vicenda ha suscitato l'immediata reazione della politica e delle associazioni cittadine, il consigliere regionale Fdi Giacomelli: "Studiare come [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato