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Olimpiadi delle Dolomiti 2026, dal tridente congiunto con Milano e Torino alla corsa da soli, ultime ore prima del voto

Ieri il presidente Giovanni Malagò ha incontrato i sindaci per trovare un progetto condiviso, ma sarebbe arriva la fumata nera, soprattutto, di Torino. Possibile la candidatura Cortina-Milano. Domani il Coni è chiamato a decidere

Di Luca Andreazza - 31 luglio 2018 - 17:13

TRENTO. Domani il Coni è chiamato a decidere per la candidatura ai giochi olimpici invernali del 2026. Nel frattempo ieri il presidente Giovanni Malagò ha incontrato i sindaci di Cortina, Milano e Torino per cercare una convergenza, una candidatura unica per arrivare poi compatti in sede Cio

 

Ma il verdetto ancora non c'è. E' soprattutto la fumata nera di Chiara Appendino a pesare con Torino che non vuole fare la stampella di nessuno. 

 

Sarebbero tre le strade che il Coni potrebbe percorrere. Un voto per scegliere un dossier, quindi una candidatura congiunta sull'asse Milano-Cortina, le aspiranti apparentemente più disponibili a questa soluzione oppure il tridente.

 

Tutte insieme, Cortina, Milano e Torino d'un fiato e senza città capofila, ma questa soluzione richiederebbe comunque una deroga al Cio per cambiare le regole.

 

La sensazione è che il capoluogo piemontese si trovi a rincorrere, troppo recenti le Olimpiadi del 2006. Per la candidatura delle Dolomiti, l'avversaria da superare sarebbe Milano e il claim "Sport will move the city forward". E proprio qui dovrebbe risiedere la forza della candidatura: minimizzazione del suolo occupato, budget limitato e forte Legacy sportiva con il nuovo palazzetto polifunzionale (che sarà costruito e coperto con fondi privati) per tutte le discipline indoor.

 

Il costo previsto in quel di Milano per organizzare le olimpiadi sono molto simili a quelle di Cortina. Si viaggia intorno a miliardo e 300 milioni (Qui articolo). 

 

Un ruolo di rilievo è quello della mobilità. Se il dossier di Cortina coinvolge anche Trentino e Alto Adige, Milano prevede due cluster, cioè Alta Valtellina con Bormio, Santa Caterina ValfurvaValdidentro e Livigno, oltre all’alleanza con St. Moritz e l’Engadina.

 

Questa è l'unica candidatura che vede una partnership extra-italiana e quindi parte dell'indotto cadrebbe in territorio svizzero. Nel dettaglio Sankt Moritz (sede di gare di bob, skeleton, slittino, salto e combinata nordica) dista da Milano circa 180 chilometri (2 ore e mezzo di auto). Potrebbe essere un problema, ma anche un punto di forza: la nuova Agenda 2020 del Cio prevede questa possibilità e potrebbe trasformarsi in assist.

 

L'amministrazione meneghina prevede anche investimenti per quanto riguarda il trasporto, anche se dopo Expo 2015 il grosso delle infrastrutture già è presente e ha retto l'onda d'urto di circa 21 milioni di visitatori.

 

Tolta l'Italia, sono sei i Paesi hai nastri di partenza, già arrivate in largo anticipo. Le città in lizza sono Graz (Austria), Calgary (Canada), Sapporo (Giappone), Stoccolma (Svezia), Sion (Svizzera) e Erzurum (Turchia). Qui quello che emerge è una candidatura svedese forte, fortissima, sul piano internazionale per due aspetti: i Giochi non si sono mai svolti in Svezia, il dossier a quanto pare è ben fatto

 

Le altre. La prima edizione italiana è proprio quella di Cortina nel 1944, quindi ecco quella del 1956, l'ultima kermesse tricolore proprio quella di Torino nel 2006. Graz sarebbe una new entry, ma l'Austria si è presentata due volte con Innsbruck tanto tempo fa (1964 e 1976). Non è una novità Calgary (1988, Vancouver nel 2010 invece l'ultima assegnazione per la foglia d'acero). 

 

Il Giappone ha salutato due edizioni ormai nel secolo scorso (Nagano '98 e Sapporo '72), ma il sogno di Sapporo potrebbe durare poco a causa degli ultimi appuntamenti in Oriente, cioè le passate PyeongChang 2018 e le future Pechino 2022. Per rotazione si dovrebbe tornare in Europa.

 

La Svizzera potrebbe far valere le sue ragioni con Sion, le ultime edizioni sono ormai lontanissime (San Moritz 1928 e 1948) e il paese elvetico si è già assicurato le due principali manifestazioni multidisciplinari a livello giovanile più simili alle Olimpiadi.

 

Per così dire "esotica" la candidatura di Erzurum, nel recente passato ha ospitato la Universiade invernale nel 2011, così come i campionati mondiali juniores di sci nordico 2012. Aspetti negativi? La situazione politica e la sicurezza: il Cio non dovrebbe fare politica, ma potrebbe farla. A questo si aggiungono i fatti del 2014, quando tre trampolini Kiremitliktepe sono letteralmente crollati a causa di banali errori di costruzione

 

L'intenzione italiana è ovviamente quella di vincere, ma l'altra ipotesi è quella della doppia assegnazione. A fronte di due progetti credibili il Cio ha selezionato nella stessa sessione per le Olimpiadi estive Parigi per il 2024 e Los Angeles per il 2028. Se non dovesse essere il 2026, Cortina, Milano e Torino potrebbero puntare a blindare almeno il 2030. Insomma, tutte le strade sembrano ancora aperte.

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