Contenuto sponsorizzato

Olimpiadi delle Dolomiti 2026, ok di Governo e Coni per andare avanti, ma decisione slitta. Cortina e Milano, cifre di spesa simili

Una commissione è chiamata a valutare i tre studi di fattibilità. La decisione potrebbe già arrivare in agosto oppure a settembre. Sono tredici i criteri per scegliere la candidatura migliore e sconfiggere anche le avversarie internazionali, Mellarini: "Basso profilo, identità e peculiarità naturali le nostre armi"

Di Luca Andreazza - 11 luglio 2018 - 06:01

TRENTO. Dopo ampio e approfondito dibattito, il Coni ha ricevuto dal governo il pieno sostegno a una candidatura italiana da inviare al Cio per ospitare i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali 2026 e il massimo ente nazionale ha nominato una commissione di valutazione per esaminare i dossier di Cortina, Milano e Torino.

 

Si entra nella fase calda del fuoco amico per poi andare a misurarsi in sede internazionale, dove già da tempo aspettano Graz (Austria), Calgary (Canada), Sapporo (Giappone), Stoccolma (Svezia), Sion (Svizzera) e Erzurum (Turchia).

 

Ci sono anche i criteri di selezione per trovare la candidatura migliore, sono tredici i punti che la commissione è chiamata a prendere in esame per decidere la rappresentante tricolore in questa sfida.  

 

Il nome della città candidata sarà deciso nella prossima riunione del Consiglio nazionale (proposte le date del 1 agosto oppure come termine ultimo il 10 settembre) dopo che la commissione di valutazione avrà esaminato nel dettaglio i tre studi di fattibilità. Il Cio decide poi a settembre 2019 nella seduta di Milano.

 

"E' ancora prematuro - commenta Tiziano Mellarini, assessore e presidente Fisi del Trentino - ma questi requisiti garantiscono maggiore trasparenza e chiarezza nella graduatoria. Viene valutato tutto ciò che è inerente l'organizzazione dei Giochi olimpici. Siamo comunque fiduciosi di poterci giocare le nostre carte in questa partita".

 

Si va dalla visione generale del progetto comprensiva delle motivazioni strategiche della candidatura da proporre all'attrattività internazionale anche in funzione di una possibile competizione con altre analoghe concorrenti candidate di altri Paesi, così come il contenimento dei costi e la valorizzazione del rapporto costi/benefici.

 

A questo si aggiunge l’acquisizione della delibera piena e incondizionata del Consiglio comunale delle città e il supporto politico delle Regioni e/o Province autonome coinvolte

 

E ancora la compattezza del progetto anche in riferimento alla qualità dell'esperienza che si propone verso gli atleti e alle iniziative di coinvolgimento dei cittadini e degli spettatori, sostenibilità del progetto a livello economico-finanziario, sociale e ambientale, le considerazioni sull’eredità dei Giochi verso la città, le future generazioni, il Paese e il movimento Olimpico e il rispetto delle norme internazionali e degli standard richiesti dal Comitato Olimpico Internazionale, in particolare i principi esposti nell’Host City Contract inviato dal Cio al Coni e dal Coni alle città.

 

Quindi i sistemi di mobilità sostenibili e compatibili col progetto, adeguatezza delle dotazioni energetiche, informatiche e telematiche del territorio, la possibilità di sinergie tra diverse località sempre nell’ottica di presentare al Comitato Olimpico Internazionale un progetto credibile e innovativo e individuare, infine, sulla base delle precedenti considerazioni, la soluzione che dia maggiori garanzie di successo finale per l'Italia.

 

Insomma, il dossier di Veneto, Trentino e Alto Adige, salvo qualche criticità, comunque normale in questa fase preliminare, sembra poter rispondere in modo positivo a questi criteri di selezione.

 

"Come comitato strategico- evidenzia Mellarini - siamo stati molto attenti nel puntare e sottolineare la sostenibilità economica, ambientale e sociale della proposta anche in ottica futura, l'eredità di questi giochi che vuole evitare cattedrali nel deserto. Abbiamo un importante patrimonio di infrastrutture già presente, senza dimenticare competenze e know-how. L'ottimismo non manca, anche se è prematuro tirare le somme".

 

La commissione chiamata a vagliare i dossier coordinata da Carlo Morati, segretario generale del Coni, è composta da Franco Chimenti (vice presidente vicario Coni), Alessandra Sensini (vice presidente Coni), Flavio Roda (presidente Fisi), Andrea Gios (presidente Fisg), Valentina Marchei (Rappresentante commissione atleti Coni), Jacopo Luchini (atleta paralimpico), Franco Carraro (membro Cio), Mario Pescante (membro Cio), Ivo Ferriani (membro Cio e presidente federazione internazionale bob e skeleton), Manuela Di Centa (membro onorario Cio e campionessa olimpica sci fondo) e Ottavio Cinquanta (membro onorario Cio e ex presidente federazione internazionale sport del ghiaccio). Per quel che può contare la rappresentanza veneta è garantita.

 

In questo momento le Olimpiadi delle Dolomiti si distinguono anche per il diverso approccio nei confronti delle altre candidate, senza entrare nel merito dei dossier e cercare di sminuire le proposte.

 

"Manteniamo il basso profilo - conclude Mellarini - ma cerchiamo di mettere in luce i nostri punti forti e non le debolezze degli altri. Noi possiamo puntare sull'identità e le peculiarità naturali dei nostri territori in questa visione innovativa. Se le Olimpiadi vengono riportate in montagna, la proposta congiunta Veneto, Trentino e Alto Adige sarebbe la scelta più giusta".

 

Nulla è certo, ma se Torino rincorre, troppo recenti le Olimpiadi del 2006, l'avversaria da superare è Milano. "Sport will move the city forward", questo il claim del capoluogo lombardo. E proprio qui dovrebbe risiedere la forza della candidatura: minimizzazione del suolo occupato, budget limitato e forte Legacy sportiva con il nuovo palazzetto polifunzionale (che sarà costruito e coperto con fondi privati) per tutte le discipline indoor.

 

In quel di Milano il budget per le infrastrutture è stimato a 384 milioni di euro (167 dei quali per il villaggio olimpico destinato a trasformarsi un campus universitario), circa un quinto degli investimenti per Torino 2006. In linea con la proposta delle Dolomiti (Qui articolo).

 

Il budget per l’organizzazione si attesa invece intorno a un miliardo e 214 milioni, comprende tutte le istallazioni temporanee. Risorse che si prevede di coprire interamente attraverso privati e gestione. Anche qui è praticamente pareggio rispetto alla proposta della macro-area dolomitica.

 

Un ruolo di rilievo è quello della mobilità. Milano prevede due cluster: Alta Valtellina con Bormio, Santa Caterina Valfurva, Valdidentro e Livigno, oltre all’alleanza con St. Moritz e l’Engadina.

 

Questa è l'unica candidatura che vede una partnership extra-italiana e quindi parte dell'indotto cadrebbe in territorio svizzero. Nel dettaglio Sankt Moritz (sede di gare di bob, skeleton, slittino, salto e combinata nordica) dista da Milano circa 180 chilometri (2 ore e mezzo di auto). Potrebbe essere un problema, ma anche un punto di forza: la nuova Agenda 2020 del Cio prevede questa possibilità e potrebbe trasformarsi in assist.

 

L'amministrazione meneghina prevede anche investimenti per quanto riguarda il trasporto, anche se dopo Expo 2015 il grosso delle infrastrutture già è presente e ha retto l'onda d'urto di circa 21 milioni di visitatori.

Video del giorno
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 20 settembre 2018
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

20 settembre - 19:44

Il consigliere provinciale lascia il centrosinistra. E' arrivato l'ok di Fugatti: "Non si tratta di un ex assessore o di chi ha avuto ruoli importanti all'interno del centrosinistra nella scorsa legislatura”

20 settembre - 20:31

Dei fantomatici ''Alcuni giornalisti dell'Ordine'' avrebbe depositato un esposto per un reato che non c'entra assolutamente nulla con quanto fatto da lui (''una leggerezza'', c'ha spiegato) ma qualche sito ha pensato di pubblicare le voci così come l'ha ricevute 

20 settembre - 18:39

C’è anche un progetto del Centro di biologia integrata dell’Università di Trento tra i sei programmi internazionali finanziati da una collaborazione tra Cancer Research Uk, Airc e Fc Aecc. L’obiettivo è quello di sviluppare un esame del sangue che aiuti a selezionare il trattamento da utilizzare nei pazienti con cancro alla prostata avanzato

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato