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Olimpiadi delle Dolomiti 2026, dossier pronto: il Trentino c'è con Val di Fiemme e Piné

Il Comitato strategico si è riunito a Venezia per sottoscrivere il masterplan. Il baricentro a Cortina, quindi Alto Adige con Bolzano e Anterselva. Il Coni chiamato a decidere entro il 10 luglio tra le Dolomiti, Milano e Torino, poi tutto passa al Cio: "Se superiamo la prima selezione, ma salta il 2026, puntiamo all'assegnazione immediata per il 2030"

Di Luca Andreazza - 27 giugno 2018 - 06:01

TRENTO. La candidatura delle Dolomiti alle Olimpiadi 2026 prende forma. Il Comitato strategico si è riunito a Venezia per sottoscrivere il masterplan. 

 

Emergono già le location selezionate per l'eventuale kermesse a cinque cerchi. La certezza è Cortina, già individuata quale baricentro di questi giochi olimpici. Anche il Trentino è pronto a far la sua parte, soprattutto in val di Fiemme, designata per ospitare il comparto sci nordico (sci stretti, salto e combinata), e Piné per quanto riguarda il pattinaggio di velocità. 

 

In Alto Adige ecco Bolzano per l'hockey e Anterselva per il biathlon. Il dossier deve essere presentato entro il 3 luglio, quindi ci si gioca tutto entro il 10 luglio, quando il Governo e il Coni sono chiamati a scegliere tra le Dolomiti, Milano e Torino.

 

Invece non trapela nulla sul lato economico. Ma se si legge lo studio di Innsbruck (candidatura poi cassata dal referendum popolare), realtà simile a quella di Trento, Bolzano e Belluno per impianti e morfologia, si parla di un investimento di almeno 1 miliardo e 300 mila euro. Non ci si dovrebbe scostare tanto.

 

Un piena condivisione tra gli attori chiamati in causa. All’incontro hanno partecipato Luca Zaia, presidente della Regione del Veneto, affiancato dagli assessori Cristiano Corazzari e Federico Caner, quindi per il Trentino presente Tiziano Mellarini, assessore e neo-presidente della Fisi, mentre per l'Alto Adige Thomas Aichner, responsabile del dipartimento marketing Idm, per il governatore Arno Kompatscher.

 

Completano il tavolo Gianpietro Ghedina, sindaco di Cortina, e Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno, oltre ai tecnici che hanno redatto l’articolato documento.

Il piano approfondisce nei minimi dettagli i diversi aspetti tecnici, sportivi, organizzativi e logistici della candidatura.

 

"E' ora di riportare le Olimpiadi in montagna - spiega Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno -. Non sarà facile battere Milano e Torino, ma crediamo di essere in pole position per diverse ragioni. La nostra è una proposta forte, migliore per gli aspetti ambientali e paesaggistici, ma anche a livello impiantistico economico. Si può perdere in questa corda, ma abbiamo chiesto regole e requisiti chiari. Vogliamo trasparenza".

 

Un punto di vantaggio è quello dell'austerity nell'organizzazione delle Olimpiadi. Tutto previsto nell'agenda Tokyo 2020. "Le infrastrutture - dice Padrin - ci sono e il livello è ottimo, qualcosa sarà temporaneo, ma a Cortina sono stati già assegnati i Campionati del Mondo di sci alpino del 2021 e stiamo già lavorando per potenziare le infrastrutture. Trentino e Alto Adige sono pronti, anche in questo caso si tratta di chiudere solo qualche cerchio".

 

Un punto debole di Torino, che sembra in calo nelle quotazioni, è quello di aver ospitato le Olimpiadi solo 12 anni fa, "mentre per Milano - evidenzia il presidente della Provincia di Belluno - non conosciamo ancora i termini della candidatura e comunque le Dolomiti sono l'unica realtà davvero di montagna".

 

Alcuni dubbi sono legati alla gestione di sicurezza, mobilità e villaggio olimpico. "Tutto si può superare e la soluzione è pronta. Le distanze sono percorribili - commenta Padrin - serve qualche investimento per migliorare i collegamenti, ma queste infrastrutture poi restano a beneficio dei territori: sarebbe un passo in avanti, un valore aggiunto. Penso che gli spostamenti e le distanze per raggiungere le location di gara siano proprio tra le criticità di Milano". 

 

Tolta l'Italia, gli altri sei Paesi hanno all'arco solo una candidatura. Le città in lizza sono quindi Graz (Austria), Calgary (Canada), Sapporo (Giappone), Stoccolma (Svezia), Sion (Svizzera) e Erzurum (Turchia).

 

Ammesso che il Coni decida per Cortina, l'altra candidatura forte sembra quella svedese. "L'intenzione è ovviamente quella di vincere e presentare un dossier articolato e importante - conclude Padrin - ma l'ipotesi è la doppia assegnazione. A fronte di due progetti credibili il Cio ha selezionato nella stessa sessione per le Olimpiadi estive Parigi per il 2024 e Los Angeles per il 2028. Ecco se non dovesse essere il 2026, puntiamo subito a blindare il 2030".

 

Insomma alle Dolomiti non resta che sognare, le tappe sono il 10 luglio per il Coni, quindi le candidature ufficiali saranno comunicate in ottobre, mentre la scelta della città organizzatrice è fissata per il 10 settembre 2019 nella sessione del Cio a Milano.

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