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A San Martino l'edicolante che aggiusta anche le scarpe. "Tutte le cose, anche quelle distrutte, possono essere salvate"

Gabriele Sannicolò è il titolare della tabaccheria di piazza Sanzio. "Emilio, il calzolaio storico del quartiere, mi ha insegnato il suo mestiere. Quando è andato in pensione ho iniziato ad aggiustare scarpe al posto suo". Fino ad una decina di anni fa i calzolai a Trento erano svariate decine oggi sono solo 8

Di Arianna Viesi - 30 novembre 2019 - 19:41

TRENTO. Sotto Torre Verde, in Piazza Raffaello Sanzio, c'è una tabaccheria speciale. A gestirla è Gabriele Sannicolò, intraprendente edicolante che, circa un anno fa, ha dato vita ad un'attività singolare, in tutti i sensi.

 

Il negozio di Sannicolò si trova in zona San Martino, uno dei quartieri più antichi e caratteristici della città. Tra le strade della borgata tutti conoscono lui, ed Emilio Viola. Emilio Viola è stato, per cinquant'anni, il calzolaio storico del quartiere. Da lui arrivavano signore ad aggiustare tacchi, signori a riparare suole, giovani a forare cinture. Un presidio, sociale e culturale, che però, dopo più di mezzo secolo di onorata carriera, ha chiuso baracca e burattini.

 

Così Sannicolò, che dal 2007 gestisce l'edicola, ha pensato bene di imparare un mestiere, e farlo suo. "La richiesta - racconta Sannicolò - arrivava dalla gente. Le persone entravano nella mia tabaccheria rimpiangendo il negozio di Emilio". 

 

Gabriele Sannicolò chiede, quindi, ad Emilio di regalargli il suo prezioso dono. "Ho chiesto ad Emilio di insegnarmi quello che sapeva fare. Gli ho detto: 'Se vedi che faccio malanni, fermami subito'". E' così che, giorno dopo giorno, Gabriele inizia ad imparare un nuovo mestiere. Sbagliando, aggiustando il tiro, migliorando. "Sotto la tabaccheria ho un grande magazzino. Quando Emilio è andato in pensione, ho quindi rilevato tutta l'attrezzatura, l'ho messa sotto e ho iniziato a portare avanti la sua attività artigianale".

 

Sono arrivate le macchine e, con loro, anche i primi clienti. "All'inizio le persone non erano molte. Ovviamente non ci si aspetta di trovare un calzolaio in una tabaccheria. Ora che la voce si è sparsa, le richieste aumentano sempre più. Si va dalle scarpe da aggiustare, alle cinture, dalle borsette ad altri oggetti di pelletteria". 

 

Insomma, una rivoluzionaria resistenza. In un'epoca in cui nulla s'aggiusta e tutto si getta, anche riparare ciò che è rotto può diventare un modo, meraviglioso, di (r)esistere. D'altronde, che quella dei calzolai (come tanti altri mestieri artigianali) sia una specie in via d'estinzione è chiaro a tutti. Come ci racconta Sannicolò, fino a una decina di anni fa i calzolai a Trento erano svariate decine oggi, quel numero, si è ridotto a otto.

 

 

Che le edicole e le tabaccherie, negli anni, abbiano iniziato ad offrire servizi differenziati non è cosa nuova. "Nel resto d'Italia - continua Sannicolò - si prestano per numerosi servizi: è una prassi molto diffusa nel resto dello stivale. Qui da noi, in Trentino, la tabaccheria è vista solo come tale: sigarette, giornali, bollo dell'auto e stop. Ma credo che, lentamente, le cose cambieranno". 

 

In Piazza Sanzio le cose sono (meravigliosamente) già cambiate. "Emilio aveva ereditato la bottega. Suo padre era un abile calzolaio ed Emilio aveva imparato da lui l'arte di aggiustare le scarpe. Emilio sapeva aggiustare tutto. Ricordo una volta in cui mi aveva portato delle scarpe distrutte che io credevo irrecuperabili e che, quindi, avrei senz'altro gettato. Emilio, invece, mi ha mostrato, e dimostrato, che tutte le cose, anche quelle distrutte, possono essere salvate".

 

 

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