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''Anche le biblioteche vengono dimenticate. Tutti fermi, in attesa che il Governo provinciale faccia il suo lavoro''

L'ex assessora Sara Ferrari dopo aver letto la lettera che abbiamo pubblicato ieri di Francesco Morandini, bibliotecario a Predazzo che dopo 40 anni sta per andare in pensione, ha deciso di fare un'interrogazione e un ordine del giorno. ''Il sistema bibliotecario trentino era il più avanzato modello italiano di rete culturale. Ora è necessario attivarsi subito, a partire dal prossimo assestamento di bilancio''

Di Luca Pianesi - 04 luglio 2019 - 18:07

TRENTO. ''La malinconica lettera di Francesco Morandini, bibliotecario a Predazzo, ha la forza di richiamare all’attenzione di tutti quale sia la principale responsabilità di chi governa: scegliere''. L'ex assessora alla cultura Sara Ferrari commenta così la lettera che abbiamo pubblicato ieri (QUI IL TESTO COMPLETO) firmata da Francesco Morandini, bibliotecario a Predazzo che dopo 40 anni di carriera si appresta a chiudere la sua esperienza. Una lettera che ha voluto scrivere per lanciare un importante ''allarme'' spiegando che: ''La qualità del Servizio bibliotecario trentino ha raggiunto il suo minimo storico. Quello che era un modello anche per altre regioni d’Italia, ora ha il fiato corto, imbrigliato fra i “niet” di informatica trentina, la mancanza di coraggio di chi, politici e funzionari, dovrebbe garantire la funzionalità del Catalogo Bibliografico Trentino, i contrasti interni e il depotenziamento dell’ufficio e forsanche una scarsa incisività, chiamiamola così, dei bibliotecari''.

 

Una testo che racconta come nonostante ci sia stato anche un incontro con l'attuale assessore provinciale competente, Mirko Bisesti, nulla è stato sbloccato e da novembre libri acquistati dai Comuni non possono essere catalogati e restano negli scatoloni ad invecchiare (''ci si è accorti (tardi) che occorre una gara europea per appaltare il servizio di catalogazione - ha spiegato Morandini - e non si può più assegnare il servizio alle cooperative che lo hanno garantito fino ad ora''). ''Quando nel 2000 il mio lavoro era quello di una bibliotecaria in Val di Cembra e ad Arco - commenta l'attuale consigliera provinciale del Pd Sara Ferrari - il sistema bibliotecario trentino era il più avanzato modello italiano di rete culturale per qualità dei servizi offerti e capillarità geografica''.

''La malinconica lettera di Francesco Morandini, bibliotecario a Predazzo, ha la forza di richiamare all’attenzione di tutti quale sia la principale responsabilità di chi governa: scegliere. Le nostre biblioteche, quel sistema a metà tra presidio sociale e avamposto culturale che per anni ci siamo appuntati alla giubba come fiore all’occhiello della nostra autonomia, arrancano oggi - prosegue l'ex assessora - sepolte da stanziamenti scarsi e da impedimenti burocratici. Per lettori appassionati e studenti obbligati, il sistema bibliotecario trentino è invece stato fondamentale per anni ed ha permesso l'accesso a tutti, residenti nelle valli o nei centri urbani, ad una patrimonio librario unico e condiviso. Mentre in nome della montagna si organizzano oggi mirabolanti “Stati Generali” e di una nuova attenzione ai territori s’infarcisce ogni discorso pubblico, scopriamo che dopo l’incuria che lascia ancora sospesi gli stanziamenti per gli esercizi commerciali di montagna, anche le biblioteche del territorio vengono dimenticate, e i libri lasciati invecchiare negli scatoloni''. 

 

E allora ecco che al riguardo Ferrari presenterà un’interrogazione immediata per sapere come intenda agire urgentemente l'assessore Bisesti e ''depositerò un ordine del giorno. Perché - completa - è necessario attivarsi subito, a partire dal prossimo assestamento di bilancio. Un bilancio nel quale, ad oggi, non v’è traccia di una scelta in merito. Con buona pace dei cittadini lettori, dei libri, dei bibliotecari che li hanno scelti, dei soldi spesi dai comuni per acquistarli, e lasciando anche in standby le professioniste catalogatrici. Tutti fermi, in attesa che il Governo provinciale faccia il suo lavoro''.

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