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''Cara biblioteca ti scrivo: la qualità del servizio ha raggiunto il suo minimo storico e i libri invecchiano negli scatoloni''

Lettera di Francesco Morandini che dopo 40 anni di servizio sta per chiudere la sua esperienza con la biblioteca di Predazzo: ''Un sassolino dalla scarpa me lo voglio togliere'' e spiega come il sistema di catalogazione sia allo sbando e nonostante l'incontro avuto con l'assessore Bisesti da novembre nulla si è mosso

Di Luca Pianesi - 03 luglio 2019 - 20:35

TRENTO. ''La qualità del Servizio bibliotecario trentino ha raggiunto il suo minimo storico. Quello che era un modello anche per altre regioni d’Italia, ora ha il fiato corto, imbrigliato fra i “niet” di informatica trentina, la mancanza di coraggio di chi, politici e funzionari, dovrebbe garantire la funzionalità del Catalogo Bibliografico Trentino, i contrasti interni e il depotenziamento dell’ufficio e forsanche una scarsa incisività, chiamiamola così, dei bibliotecari''. Per questo, ''cara biblioteca ti scrivo''.

 

Francesco Morandini, bibliotecario della Biblioteca di Predazzo, sta per chiudere la sua lunga carriera di ''bibliotecario di montagna'', così si definisce, e ''fra i tanti sassolini che ho nelle scarpe'' uno, lo spiega lui stesso, vuole ''toglierselo''. Lo fa con una lettera importante perché mostra, senza troppi fronzoli, lo stato dell'arte di un sistema bibliotecario provinciale bloccato anche dal fatto che ''la Provincia, che dovrebbe garantire la catalogazione sulla base di una convenzione stipulata con tutte le biblioteche, non lo fa. Perché? - spiega - Qualcuno si è accorto (tardi) che occorre una gara europea per appaltare il servizio di catalogazione e non si può più assegnare il servizio alle cooperative che lo hanno garantito fino ad ora''.

 

E nonostante un incontro con Bisesti e i funzionari preposti, nulla è stato sbloccato e da novembre ci sono libri acquistati dai Comuni che non possono essere catalogati e quindi restano negli scatoloni ad invecchiare. Il perché ce lo spiega Francesco Morandini che ringraziamo per questa bella lettera.

 

Cara biblioteca

Ti scrivo perché sto per lasciarti e fra i tanti sassolini che ho nelle scarpe, uno voglio togliermelo. Ha ragione un mio collega dell’altra sponda (dell’Adige): la qualità del Servizio Bibliotecario Trentino (SBT) ha raggiunto il suo minimo storico. Quello che era un modello anche per altre regioni d’Italia, ora ha il fiato corto, imbrigliato fra i “niet” di informatica trentina, la mancanza di coraggio di chi, politici e funzionari, dovrebbe garantire la funzionalità del Catalogo Bibliografico Trentino (CBT), i contrasti interni e il depotenziamento dell’ufficio e forsanche una scarsa incisività, chiamiamola così, dei bibliotecari.

 

Lo dico pochi mesi prima di lasciarti dopo 40 anni passati con te, come accade in questi tempi a molti figli della legge Lorenzin. Lo dico con sofferenza perché ho creduto, e ci credo ancora, nelle tue potenzialità e in quelle delle tue colleghe trentine e del SBT. Quello che vedo però è desolante. Per anni, all’interno del Tavolo di lavoro bibliotecari/Provincia ho sentito annunciare il nuovo gestionale che dovrebbe dare una svolta importante al servizio. E’ cambiato il colore della mia barba, ma mi dicono che è ancora tutto in alto mare. Ciò che tuttavia rende insopportabile questa fase e offre il segno del declino del CBT, è la sospensione della catalogazione dei documenti. Dallo scorso autunno dobbiamo sperare che libri e DVD che acquistiamo siano acquisiti anche da alcune grosse biblioteche (che catalogano in proprio), altrimenti rimangono lì, negli scatoloni.

 

Ne ho parecchi da novembre dello scorso anno: specifiche richieste di utenti, annuari del 2018, un libro sul ’68 acquistato per il cinquantennale (servirà per i 60 anni), novità sul tema del Alzheimer, acquistate per una mostra legata a un’iniziativa promossa dalla stessa PAT, libri di autori che saranno presentati a breve e non possiamo inserire in catalogo, e quindi prestare, o una collana di DVD della Fondazione Dolomiti Unesco che non potranno essere disponibili per il decennale della stessa Fondazione che festeggiamo quest’estate. Per non dire delle letture in 4 lingue per bambini che abbiamo organizzato quest’estate: abbiamo acquistato molti libri, nessuno in CBT, quindi non possiamo metterli a disposizione. E potrei continuare. Il disagio per noi è davvero tanto.

 

Eppure, la Provincia, che dovrebbe garantire la catalogazione sulla base di una convenzione stipulata con tutte le biblioteche, non lo fa. Perché? Qualcuno si è accorto (tardi) che occorre una gara europea per appaltare il servizio di catalogazione e non si può più assegnare il servizio alle cooperative che lo hanno garantito fino ad ora. E accorgersene prima? Chi è il responsabile? Ammettiamo che possa accadere che sfugga qualcosa. Però i responsabili dovrebbero assumersela questa responsabilità e correre anche qualche rischio per trovare una soluzione tampone, anziché trincerarsi dietro i cavilli giuridici e burocratici che essi stessi non sono riusciti ad affrontare in tempo, come avrebbero dovuto. Nel corso di un incontro di una delegazione di bibliotecari con l’assessore Bisesti e i funzionari preposti, avevo fatto notare, anche con una certa veemenza che mi è propria, che se c’è un’emergenza (e di emergenza si tratta) va affrontata come tale. Non si aspetta l’appalto europeo per liberare le strade dagli alberi caduti.

 

E per te, come per le altre biblioteche, lo so, i libri sono come l’aria, non si può lasciarli lì, fermi, un anno o più, tanto più se servono per tue specifiche attività. Tutti d’accordo, ovviamente. Però nulla è successo! Non si può assumere qualcuno che lo faccia temporaneamente, non si può farlo fare al personale dell’USBT, non si può... non si può. Questo ci siamo sentiti dire per mesi e mesi: non si può.

 

Si può invece disattendere una convenzione con i Comuni trentini (qualche sindaco che si faccia avanti ci sarà?)

Si può lasciare invecchiare negli scatoloni i libri acquistati dai Comuni (non è anche questo un danno erariale?)

Si può disarmare e depotenziare il servizio di decine e decine di biblioteche come te per migliorare il quale abbiamo speso tutti, per decenni, grandi energie.

Questo sì che si può.
Con un velo di tristezza.

Francesco Morandini

bibliotecario di montagna

 

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