Contenuto sponsorizzato

Bullismo e aggressività nei giovani trentini, la dirigente del liceo Galilei: ''Fondamentale la collaborazione tra scuola e famiglia''

Tiziana Gullo, preside al Galilei spiega: ''Scuola e famiglia hanno lo stesso obiettivo: la crescita del ragazzo. Ma hanno canali comunicativi e strumenti diversi per portarlo avanti. È fondamentale che ci sia una corresponsabilità, ma allo stesso che che ognuno svolga la propria funzione"

Di Giuseppe Fin - 29 aprile 2019 - 10:30

TRENTO. “Le relazioni all'interno di una classe sono fondamentali e affinché siano serene serve la collaborazione tra scuola e famiglia, nel rispetto dei ruoli”. Le parole sono di Tiziana Gullo che da alcuni anni è dirigente del liceo Galileo Galilei di Trento, la prima scuola sul territorio in cui ha preso il via il progetto “#GenerAzione: giovani attivi contro violenza, discriminazioni e intolleranza”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (ai sensi dell’articolo 72 del Decreto legislativo 3 Luglio 2017, n.117), promosso attraverso Modavi Onlus e, in Trentino, da Assogiovani.

 

L'aggressività e l'incapacità da parte dei giovani di conoscere e saper riconoscere negli altri emozioni e diversità sono problemi che stanno aumentando anche in Trentino. Per questo è fondamentale riuscire a capire i ragazzi e le ragazze, stando attenti alle dinamiche che si sviluppano in una classe per evitare che sfocino in gravi fatti di bullismo (QUI L'ARTICOLO).

 

Professoressa Gullo, le relazioni all'interno di una classe sono importanti. Si parla spesso di bullismo, ma prima di arrivare a questo fenomeno c'è una serie di comportamenti che derivano da una difficoltà nelle relazioni. Che ruolo ha la scuola in tutto questo?

 

La scuola ha un ruolo importante nella crescita culturale degli studenti. Questo comprende non solo gli apprendimenti disciplinari ma anche la crescita nel rapportarsi con le persone, con il contesto, con ruoli diversi. In particolare la scuola superiore, pur non essendo il primo momento in cui si esce dall'ambito familiare, è il momento dell'adolescenza che comprende una serie di elementi di sviluppo. Si comincia con il sentire l'autonomia, il voler acquisire senso critico. Le relazioni, a qualunque livello, sono fondamentali perché siamo dentro una società e dobbiamo imparare a rapportarci non solo in contesti favorevoli, ma anche in quelli di qualsiasi tipo. La scuola è il primo momento in cui si percepisce per esempio l'ansia, magari del compito in classe o il timore del primo esame. I ragazzi devono essere accompagni in una sorta di allenamento per poi affrontare queste situazioni. In questo è molto importante la famiglia, luogo in cui vengono trasmessi i principi. La scuola è marginale rispetto a quello che è il contesto familiare.

 

La famiglia ha un ruolo importante ma sembra che alla scuola siano demandati molti compiti. Come possono scuola e famiglia incidere nelle relazioni?

 

È necessaria l'assoluta collaborazione. Scuola e famiglia hanno lo stesso obiettivo: la crescita del ragazzo. Ma hanno canali comunicativi e strumenti diversi per portarlo avanti. È fondamentale che ci sia una corresponsabilità, ma allo stesso che che ognuno svolga la propria funzione. I ruoli sono fondamentali e questo spesso non è chiaro. I genitori sono genitori, i nonni sono nonni, i docenti sono docenti. È altrettanto importante che i ragazzi capiscano bene la differenza.Una docente deve aiutare il ragazzo a sviluppare senso critico, analizzare, aprire la mente però non può sostituirsi ad altri ruoli.

 

Nel momento in cui ci sono problemi relazionali all'interno di una classe, che strumenti ha la scuola? Riesce a individuare questi problemi?

 

Bisogna fare riferimento alle dinamiche di gruppo. Cercare di capire il perché e il per come nasce una determinata situazione. Quali sono gli elementi di contrasto piuttosto che di condivisione e di avvicinamento. Il docente non è uno psicologo. Ed è per questo che all'interno della scuola c'è una figura importante come lo psicologo scolastico a cui ci si può rivolgere. L'esperienza della docenza ti porta comunque ad attivare delle strategie didattiche che vadano incontro alle esigenze degli studenti. Nella nostra scuola, per esempio, l'impegno è quello di creare dei gruppi pro-attivi. L'attenzione dei docenti su certe situazioni è sempre alta. La scuola com'era una volta, quella da “Libro Cuore” non è più così.

 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Montagna
08 febbraio - 20:38
La Commissione internazionale per la protezione delle Alpi esprime la sua grande preoccupazione per i Giochi olimpici invernali del 2026: [...]
Cronaca
08 febbraio - 20:02
Il piccolo Nicolas aveva solo 10 anni, le sue condizioni di salute si erano aggravate negli ultimi giorni. Grande cordoglio nella comunità di [...]
Società
08 febbraio - 19:16
Chico Forti si trova ancora in carcere ma per il suo 64esimo compleanno è stata inaugurata una statua che lo raffigura e sono arrivati gli [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato