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Carlo Budel il guardiano della Marmolada pronto a tornare a Punta Penia: ''In elicottero per riparare i danni di Vaia''

Il rifugista negli scorsi giorni ha raggiunto il Dal Piaz dove ha girato il VIDEO che mostra lo stato dell'arte. ''Tanta neve, tanta quanta ne ha fatta in tutto l'inverno. Ma è un bene perché la scorsa settimana già avevo visto dei crepacci aperti'', spiega e aggiunge che anche la Capanna necessita di interventi dopo le raffiche di vento a 200 km/h di fine ottobre

Di Luca Pianesi - 10 aprile 2019 - 18:10

MARMOLADA. Si è ritrovato davanti il Dal Piaz ricoperto di neve (GUARDA IL VIDEO SOTTO) praticamente inaccessibile anche perché tanta ne era scivolata giù dal tetto. ''Tanto che ho dovuto scavare una specie di tunnel. Quell'intercapedine che vedete e che mi ha permesso di raggiungere l'interno del bivacco l'ho aperta io. Quando posso vado su, mi piace entrare, mangiami un panino e poi tornare in giù''.

 

 

 

 

Carlo Budel è uno dei rifugisti più noti del panorama alpino. Lo scorso anno ha passato l'estate a quota 3.343 metri nel rifugio più alto delle Dolomiti, il Punta Penia, e da giugno è pronto a tornare sul tetto della Marmolada per accogliere alpinisti coraggiosi e appassionati della montagna e godersi quelle straordinarie albe e quei tramonti mozzafiato che lo hanno fatto innamorare di quel luogo davvero unico. Ieri ha raggiunto il rifugio Dal Piaz

 

Ma, c'è un ma. ''Prima dovremo fare dei lavori alla Capanna - racconta - perché il maltempo di fine ottobre ha causato dei danni anche lassù. Ha fatto venti oltre i 200 chilometri all'ora in quei giorni. Una cosa pazzesca e un mese fa, con Aurelio  (Soraruf, proprietario della struttura che lo scorso anno gli ha proposto di collaborare alla gestione il piccolo rifugio ndr) ci siamo alzati in volo in elicottero e siamo andati a vedere qual era la situazione. Ebbene le finestre erano sfondate e la gabbia parafulmini era stata schiodata, oltre ad esserci degli altri piccoli danneggiamenti. Ma la struttura ha resistito e quindi prima di giugno torneremo su e ci porteremo il trapano per ancorare come si deve la gabbia per i fulmini e installare i vetri doppi isolanti alle finestre. Poi il 16 giugno dovrebbero aprire gli impianti del Passo Fedaia-Pian dei Fiacconi e io mi farò trovare pronto''.

 

Classe 1973 è nato a San Gregorio nelle Alpi ed è cresciuto fino ai 20 anni a Lavis, in Trentino. Poi è tornato nel feltrino dove ha lavorato da dipendente nella Cartiera di Santa Giustina per arrivare a capire che, alla fine, la sua vera, grande, passione restava la montagna. Si è preso quasi due anni sabbatici durante i quali ha scalato praticamente tutte le montagne bellunesi per arrivare al fatidico incontro con Aurelio Soraruf, proprietario della Capanna Punta Penia sin dal 2004, che gli ha proposto di collaborare alla gestione della struttura che si trova sulla ''corona'' della Regina delle Dolomiti.

 

''Intanto ci godiamo la nevicata - conclude Carlo - ne sta facendo più in questi giorni che in tutto l'inverno. Ma è un bene. Lunedì 1 aprile ero salito in quota e avevo visto già un grosso crepaccio nel ghiacciaio. Questa neve riempie le spaccature e sarà importantissima per mettere in sicurezza il tragitto per raggiungere Punta Penia. E poi è fondamentale per l'ambiente e la tenuta idrica dei nostri territori''. Insomma una benedizione per tutti anche se, al momento, rende quasi inaccessibili certe località come Punta Penia che aspetta Carlo per una nuova straordinaria stagione di albe e tramonti unici e inimitabili.

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