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Casa Santel, dove si convive con l'orso: ''Facciamo bearwatching promuovendo un modello di turismo ecologico e sostenibile''

I gruppi che prendono in gestione la baita sull’Altopiano della Paganella devono sottoscrivere un “Patto con la natura”. Il gestore Alessandro Marsilli: “Qui proponiamo attività in equilibrio con il ritmo della natura, per convivere con l’orso bastano pochi accorgimenti”

Di Tiziano Grottolo - 09 settembre 2019 - 17:51

TERRE D'ADIGE. In questi mesi il tema dei grandi carnivori che popolano le montagne trentine è stato monopolizzato dalla vicenda di M49-Papillon, l’orso che ha beffato le due province autonome e che ora pare essersi messo in salvo nel Lagorai.

 

Questa vicenda in particolare, e la gestione dei grandi carnivori più in generale, sono argomenti molto dibattuti che da sempre dividono la popolazione fra “favorevoli alla reintroduzione” e “contrari alla presenza dei plantigradi”.

 

C’è però chi ha deciso di approcciarsi alla questione con un metodo diverso e assolutamente nuovo per il Trentino, dimostrando che non solo la convivenza tra uomini e orsi è possibile ma che può portare benefici ad entrambi.

Stiamo parlando di Casa Santel struttura di proprietà del Comune di Terre d’Adige e presa in gestione, tramite un bando, dall'Associazione culturale Turismo scolastico in Trentino assieme alla società Albatros.

 

L’edificio, che sorge sull’altopiano della Paganella in località Santel, è un esempio di architettura sostenibile con tutte le comodità di un’abitazione privata, ma al tempo stesso in grado di conservare il fascino della baita di montagna. Inoltre, cosa non da poco considerata la posizione a quota 1125 metri è facilmente accessibile e totalmente sbarrierata.

 

“La nostra offerta turistica è diversa – spiega Alessandro Marsilli titolare di Albatros – offriamo un’esperienza a diretto contatto con la natura, lontana dal turismo di massa, ci rivolgiamo in particolare ai gruppi di persone in questo modo non facciamo concorrenza alle altre strutture ricettive della zona”.

Una delle tovagliette realizzate dal Wwf in collaborazione con BearMe
Una delle tovagliette realizzate dal Wwf in collaborazione con BearMe

La casa infatti può accogliere un massimo di 42 persone e viene concessa a famiglie, gruppi di amici, associazioni, scuole che possono anche richiederla in autogestione e partecipare alle attività che fanno parte delle proposte dedicate di Casa Santel.

 

Fra queste vi sono escursioni giornaliere, diurne e notturne, che coinvolgono accompagnatori di media montagna certificati ma soprattutto naturalisti e faunisti professionisti che guidano gli ospiti lungo i sentieri. “Le attività più richieste – continua il gestore di Casa Santel – sono le uscite notturne dove mettiamo a disposizione anche le nostre strumentazioni tecniche come visori notturni, fototrappole, richiami e rilevatori di pipistrelli”.

 

Durante le escursioni non è raro imbattersi nella fauna locale, come allocchi, civette e poiane, ma anche scoiattoli, tassi, faine e ricci. E poi c’è lui l’animale che ormai è diventato un simbolo del Trentino, l’orso bruno.

Uno dei pannelli informativi realizzati dal Wwf in collaborazione con BearMe
Uno dei pannelli informativi realizzati dal Wwf in collaborazione con BearMe

In tutto il Trentino vivono tra i 60 e gli 80 esemplari che nella maggior parte dei casi conducono una vita appartata anche se non è più così raro incrociarli e riuscire a fotografarli, l’approccio di Casa Santel però è sempre responsabile, qui non c’è spazio per la foga di dover avvistare a tutti i costi l’orso: “La sua presenza è percepita come naturale – sottolinea Marsilli – i visitatori non temono questi animali e li rispettano”.

 

Questo infatti è il primo posto in provincia dove si pratica il bearwatching e si insegna ai turisti a convivere con grandi carnivori creando un rapporto assolutamente non conflittuale.

 

Una proposta diversa dunque che si avvale anche della collaborazione del Wwf trentino che per i gestori di casa Santel ha elaborato dei pannelli informativi e tovagliette, “Il nostro è un metodo scientifico che passa per una corretta informazione. Siamo a disposizione di tutte quelle realtà interessate ad azioni di questo tipo, a titolo gratuito”.

Il
Il "Patto con la natura" che gli ospiti devono sottoscrivere

Intorno alla struttura e ai sentieri (ma anche stampate sulle tovagliette dei pasti) sono state affisse le “regole d’oro” per convivere con i plantigradi, come: non abbandonare i rifiuti, tenere i cani al guinzaglio e la propria presenza durante le camminate. 

 

“Il lupo ancora non c’è ma credo non tarderà ad arrivare per ora comunque ci accontentiamo dell’orso – scherza Marsilli – ad ogni modo promuoviamo un turismo ecologico e sostenibile, in equilibrio con il ritmo della natura e chiediamo ai nostri ospiti di sottoscrivere un patto con la natura”.

 

Tutto questo si traduce in un maggiore consapevolezza che di riflesso non mette in pericolo i plantigradi che abitano queste montagne: “Con le nostre attività – afferma Marsilli – facciamo formazione e informazione sui grandi carnivori in maniera coerente e chiara perché oltre che gestori di una fantastica struttura siamo anche naturalisti professionisti e faunisti da oltre 30 anni e perché secondo noi la convivenza è possibile”.

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