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Catullo, gli albergatori premono. Battaiola: ''Fondamentale e necessario collegare meglio anche Venezia''. Bort: ''La Provincia deve continuare a investire''

Tra le ipotesi sul tavolo, l'operazione treno dal Trentino per collegare in modo sistematico la provincia all'aeroporto, mentre già oggi la ferrovia arriva a Dossobuono e da lì partono le navette che ci mettono 5 minuti a raggiungere l'aeroporto. Battaiola: "Necessario un collegamento strutturale, sistematico e puntuale". Bort: "Serve un maggior dialogo tra assessorati e un miglior coinvolgimento degli addetti ai lavori"

Di Luca Andreazza - 10 aprile 2019 - 06:01

TRENTO. "E' fondamentale realizzare un collegamento veloce e aprire ulteriormente il Trentino al mondo", questo il commento di Gianni Battaiola, presidente di Asat, l'associazione albergatori ed imprese turistiche della provincia, e Gianni Bort, presidente di Unat-Unione albergatori, nel rilanciare la necessità di intensificare i rapporti con aeroporto Catullo (Qui articolo), un gateway sempre più centrale anche per il nostro territorio, tanto la Provincia ha sempre investito e guardato con grande interesse a questa infrastruttura.

 

Tra le ipotesi sul tavolo, l'operazione treno dal Trentino per collegare in modo sistematico la provincia all'aeroporto, mentre già oggi la ferrovia arriva a Dossobuono e da lì partono le navette che ci mettono 5 minuti a raggiungere l'aeroporto. "La ricerca della clientela e la raggiungibilità - dice il numero uno di Asat - è fondamentale. Come albergatori abbiamo sempre appoggiato iniziative quali il Fly ski shuttle (servizio invernale di collegamento tra i principali aeroporti e le località sciistiche del Trentino) e Flixbus, ma serve qualcosa di strutturale, sistematico e puntale come il treno".

 

I numeri dell'aeroporto sono in costante crescita. Nel 2018 sono stati registrati 3,5 milioni di passeggeri per oltre un +11% rispetto al 2017, mentre il bacino d'utenza veronese è tra i più ricchi d'Italia (circa 400 mila aziende attive) e il primo per turisti con 19,3 milioni di arrivi nell'arco dei dodici mesi. Il 22% dei passeggeri dello scalo scaligero viaggiano per turismo e l'hub accoglie il 68% di traffico internazionale

 

Non solo. Sono 50 le compagnie aeree operative al Catullo per 90 destinazioni, senza dimenticare che Noes e Volotea sono basate proprio in quel di Verona. E questo 2019 già si muove bene: il numero dei passeggeri gennaio-febbraio si attesta a 397.683 per un +8,2% rispetto a dodici mesi prima e sopra la media nazionale del +5,3%.

 

Nel futuro prossimo, l'intenzione a Verona è quella di sviluppare l'asse con Parigi per implementare il mercato francese, oltre alle rotte con la Spagna, mentre i mercati russi e israeliani sono sempre più in espansione. "Bene - aggiunge Battaiola - aprire nuove tratte in presenza di analisi precise e puntuali. Abbiamo sempre sostenuto la necessità di appoggiare le compagnie low cost, siamo stati tra i primi a insistere con Trentino Marketing per creare sistema, si deve continuare a ragionare e confrontarsi. Qui in Trentino dobbiamo puntare al treno-navetta delle Dolomiti per mettere in sinergia e collegamento i nostri territori".

 

Nel frattempo il sistema aeroportuale del nord est saluta anche il record di Venezia, terzo gateway intercontinentale nazionale, che nel dicembre scorso ha raggiunto il nuovo traguardo di 11 milioni di passeggeri e ha concluso l’anno con un incremento passeggeri del +7,8%. 

 

"L'aeroporto di Verona - dice il presidente di Asat - è estremamente importante, ma non si deve poi dimenticare il Marco Polo di Venezia. Se si portassero a termine i lavori di elettrificazione della Valsugana, si potrebbe avere un ulteriori impulso al sistema aeroportuale con grossi benefici anche per il Trentino".

 

Insomma, il Trentino guarda con sempre maggiore interesse verso est. "Quello di Verona è un aeroporto strategico - evidenzia Bort - una porta per il Trentino che permette di accorciare tempi e distanze. La Provincia negli anni ha partecipato agli aumenti di capitale sociale e la strada giusta è quella in quanto è importante non solo per il turismo".

 

Serve però quello sforzo per migliorare il collegamento verso Trento. "Dispiace - conclude Bort - che il progetto del casello autostradale sia stato accantonato. In alternativa il treno può essere una soluzione. E' necessario però un maggior dialogo tra assessorati, ma anche un miglior coinvolgimento degli addetti ai lavori. Serve sinergia tra classe politica e quella più burocratica, altrimenti ci troviamo le strade panoramiche, ma senza aree di sosta per fermarsi e scattare una foto".

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