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Chiusura anticipata alla Scaletta, Udu e UNITiN: ''La città si chiude agli universitari''

Da Luca Bocchio di UNITiN l'auspicio di un incontro con l'assessore comunale Roberto Stanchina. Per Sofia Giunta di Udu l'ordinanza del Comune è "l'ennesima toppa che viene messa sul problema del rapporto tra gli universitari ma non solo e la cittadinanza"

Pubblicato il - 11 gennaio 2019 - 15:06

TRENTO. “E' l'unico luogo che tiene aperto fino ad una certa ora sia d'estate che d'inverno e dove i giovani si possono incontrare alla sera per conoscersi e bere qualcosa assieme. Il Comune prima di prendere una decisione, pur legittima, avrebbe potuto avviare un dialogo”. Non mancano le critiche da parte degli studenti universitari dopo la decisione del sindaco di Trento Alessandro Andreatta di ordinare la chiusura della Scaletta alle 22.30 con lo sgombero del locale non oltre le 23.

 

Una decisione che arriva, ha spiegato il Comune, in seguito a numerose segnalazioni dei residenti per una situazione venuta a crearsi “insostenibile”. La Scaletta è il principale luogo di incontro serale degli studenti universitari e non solo. L'unico sfogo di una città che, pur essendo universitaria, permette ben poco altro ai giovani negli orari serali.

 

“Siamo stupiti – ha spiegato Luca Bocchio coordinatore di UNITiN – della decisione che il comune ha preso. E' paradossale che si sia deciso di rispondere a una decina di segnalazioni arrivate dai resistenti e si faccia invece finta di non vedere come migliaia di studenti siano senza un luogo di aggregazione a Trento”

 

Un'ordinanza del genere è stata una vera e propria doccia fredda. “Ci saremmo aspettati – ha spiegato Bocchio - che l'amministrazione comunale prima di decidere un' ordinanza del genere, del tutto legittima, avviasse un dialogo con i giovani. Ma ci sorprende anche che l'organismo preposto a discutere di questi temi, la consulta comunale degli universitari, non sia stata minimamente interpellata. In città per gli studenti che dopo una giornata di studio ad una certa ora hanno voglia di rilassarsi e bere qualcosa in compagnia non ci sono altri posti. L'ordinanza di oggi rappresenta la città che si chiude agli universitari”.

 

Il problema di certo non è nuovo, per il coordinatore di UNITiN “Già oggi tanti giovani dopo essersi laureati fanno fatica a rimanere a Trento e anche chi nasce e cresce in questa città spesso decide di andarsene facendo perdere un'occasione di crescita a questo territorio”.

 

L'invito, quindi, è quello al dialogo. “I problemi si risolvono assieme – spiega Bocchio - ci piacerebbe che Stanchina ci invitasse ad un incontro. Noi siamo sempre disponibili al dialogo perché è l'unica strada per capire e risolvere”

 

Duro anche il commento della coordinatrice dell'Unione degli Universitari di Trento, Sofia Giunta. “Questa ordinanza – ha affermato – è l'ennesima toppa che viene messa sul problema del rapporto tra gli universitari ma non solo e la cittadinanza. Il problema va risolto con altri mezzi”. Per Giunta serve “maggiore vivibilità alla sera, più appuntamenti ed eventi. Trento è una città universitaria e deve fare i conti con questa realtà”. L'invito da parte di Udu è che si possa arrivare assieme alle istituzioni ad un ragionamento più “sistematico” con “soluzioni differenti” e di lungo periodo.

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