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Dal Rifugio Tosa Pedrotti parte la battaglia contro la plastica in montagna: ''Portate la borraccia, quella è per sempre''

L'iniziativa in favore dell'ambiente (lanciata qualche settimana fa anche dalla Sat della Vallagarina) mentre gli effetti del cambiamento climatico sono sempre più evidenti anche in montagna (nel 1850 i ghiacciai ricoprivano in Trentino 1850 chilometri quadrati oggi non superano i 32) e microplastiche sono state trovate in quantità altissime anche in quota 

Di L.P. - 24 giugno 2019 - 17:48

TRENTO. Stop alla plastica, anche in quota. Sta spopolando l'appello lanciato dal rifugio Tosa e Pedrotti dove si chiede ad alpinisti e visitatori di eliminare le bottiglie di plastica per fare spazio alle buone e vecchie borracce. Una richiesta che va incontro alle sempre più pressanti esigenze del nostro pianeta schiacciato nella morsa dell'inquinamento. E la plastica, come risaputo, è uno degli agenti inquinanti più impattanti in assoluto se si pensa che solo nei mari vengono scaricati ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica creando gravissimi problemi agli ecosistemi marini e distruggendo l'intera catena alimentare.

 

Ma oltre ai mari e le acque ci sono anche e soprattutto le montagne. Luoghi da sogno, dove a farla da padrona dovrebbe essere la natura ma che in realtà sono i primi ad essere esposti agli evidenti cambiamenti climatici in atto. L'esperto glaciologo del Muse Christian Casarotto ci spiegava (QUI ARTICOLO) che se la temperatura nei fondovalle negli ultimi anni è aumentata in media di 1 grado, sopra i 2.500 metri di altezza è cresciuta di 2 e che nell'arco di una ventina d'anni, se le cose andranno avanti così, i ghiaccia non li vedremo più sulle Dolomiti. E se si pensa che nel 1850 i ghiacciai ricoprivano in Trentino 1850 chilometri quadrati di montagne oggi non superano i 32 chilometri quadrati.

 

E proprio la plastica è tra gli inquinanti più presenti anche nei nostri ghiaccia. Lo ha certificato l'Università Statale di Milano con uno studio condotto da Guglielmina Diolaiuti sul ghiacciaio dei Forni nel Parco Nazionale dello Stelvio dove in ogni chilogrammo di sedimento analizzato sono state trovate 75 particelle di microplastica, un grado di contaminazione pari agli ambienti marini. E allora quale miglior iniziativa, per aiutare il nostro ambiente naturale e le nostre montagne, che fare questo piccolo e semplice gesto? Liberarsi della plastica quando si va in quota (per evitare di abbandonarla, perderla, gettarla nei rifiuti che comunque poi devono essere recuperati e smaltiti) a cominciare proprio dalle bottigliette.

 

Un'iniziativa fatta propria anche dalla Sat della Vallagarina che qualche settimana fa ha lanciato per i suoi associati il recupero della storica e classica borraccia in metallo da acquistare direttamente in sede (l'invito che fanno le sezioni Sat di Ala, Avio, Besenello, Brentonico, Mori, Rovereto, Val di Gresta, Vallarsa) con tanto di slogan ''per il clima e per l'ambiente''. E lo stesso propongono i gestori dei Rifugi alla Tosa e "T.Pedrotti" che si trovano nel Gruppo delle Dolomiti di Brenta, a quota 2.491 metri. Un cartello è apparso con scritto ''questo rifugio è sensibile al problema ecologico perciò stiamo eliminando le bottiglie di plastica se non avete con voi una borraccia potete acquistarne una da utilizzare, per sempre!''. 

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