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Finisce all'ospedale per la processionaria: ''Tre flebo di cortisone e antistaminico non sono servite a nulla. Fate tutti attenzione''

Rossella si ritrova con uno sfogo su tutta la schiena, il collo, il petto e fino alla gamba. Il prurito era diventato insostenibile ed è finita in ospedale in codice giallo. Tornata a casa ha ricostruito cosa era successo: ''Avevo trovato un bruchetto sulla giacca e l'ho allontanato''

Di Luca Pianesi - 23 febbraio 2019 - 13:40

ARCO. ''Mi sono ritrovata il corpo ricoperto di puntini rossi, prurito fortissimo e dolore. Sono andata in ospedale e dopo tre flebo di cortisone e antistaminico è cambiato poco o niente. Cosa mi è successo? Avevo un bruchetto sulla giacca che dopo ho capito essere processionaria''. Rossella Michelotti sta studiando per diventare educatrice cinofila e, come spesso accade, si trovava tra i boschi con alcuni cani che porta a passeggio. Mercoledì si trovava tra i boschi di Arco dietro alla palestra del Rock Master, lungo il fiume Sarca.

 

''Mi sono seduta su un prato con i cani - spiega - e ho anche notato su diversi alberi i bozzoli della processionaria. Erano ancora chiusi e quindi non ho dato loro troppo peso, ma sono comunque andata via. Poi però tornata a casa ho cominciato a ricoprirmi di bolle rosse sul collo, la schiena, il petto, e poi più giù fino alla parte alta della gamba. Io sono una persona molto allergica, per esempio in caso di puntura di ape rischio grosso, e quindi ho pensato mi avesse punto un qualche insettino e che potesse essere uno sfogo dovuto a quello. Ho cercato di non pensarci e sono andata a dormire sperando che si riassorbisse. Invece al mattino il prurito era diventato insostenibile e così sono andata in ospedale ricoverata subito in codice giallo. Gli stessi medici non riuscivano a capire cosa avesse potuto scatenare quell'effetto. Mi hanno fatto tre flebo con cortisone e antistaminico e mi hanno tenuta in osservazione per un giorno, praticamente, ma non è cambiato un granché''.

 


 

Tornata a casa Rossella ha cercato di approfondire su internet cosa poteva scatenare una reazione di quel tipo ''e lì ho capito - aggiunge-. La mattina avevo trovato proprio un bruchetto peloso sulla mi giacca. Non avevo ben chiaro cosa fosse e lo avevo lanciato via, proprio perché so di essere allergica e non volevo rischiare punture o morsi. E invece, evidentemente, aveva già colpito''. La processionaria, infatti, negli esemplari giovani che si presentano in stato larvale, ''bruchetti'', appunto, di lunghezza compresa fra i 3 e i 4 centimetri, è ricoperta di una serie di peli urticanti che si possono staccare facilmente in seguito al contatto ma anche semplicemente con il soffiare del vento. E sono proprio quei peletti (che si agganciano poi ai tessuti con una sorta di uncino) ad avere l'effetto urticante. Un effetto che negli uomini, tendenzialmente, si limita a trasformarsi in prurito ma negli animali, nei cani, soprattutto, può avere delle conseguenze anche letali

 

Il cane, infatti, vedendo il bruchetto si avvicina e o lo ''tasta'' magari anche mangiandolo o lo annusa. In questo modo si espone a un rischio molto alto. In caso di ingestione il primo sintomo è quello dell'abbondante e improvvisa salvazione, seguita poi da un rigonfiarsi della lingua che può portare addirittura al soffocamento dell'animale. I peli urticanti, infatti, provocano una violenta infiammazione delle mucose e possono arrivare a causare la necrosi dei tessuti. Un effetto che si ha anche se il cane inala i peli andando ad annusare la larva. 

 

''La mia reazione è stata sicuramente molto più grave del normale - conclude Rossella - e ad altri avrebbe fatto meno danni. Però resta che se ci fosse stato un bambino come me forse oggi la situazione sarebbe stata ancor più drammatica e poi ci sono i cani. Ora che sappiamo cos'è successo mi hanno detto di farmi tante docce nello stesso giorno e pulire tutto in casa per evitare che possa esserci ancora qualche peletto che gira. Sicuramente adesso cercherò di evitare le zone dove si trova la processionaria. Ho paura. Il Comune credo che debba prendere seri provvedimenti perché siamo veramente tutti in pericolo. Nella zona di Arco sono tantissimi i bozzoli che li contengono e che si stanno cominciando ad aprire. L'attenzione deve essere massima''. (QUI IL FOCUS)

 

 

 

 

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