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I segreti per salvare chi viene travolto da una valanga. Il Cai organizza il primo corso di formazione interamente su ghiacciaio

Il Cai Lombardia ha organizzato il primo corso interamente in ambito glaciale sulla gestione del paziente travolto da una valanga e sul suo salvataggio. Due giorni di teoria e attività pratiche dedicati agli operatori del settore per affinare il gioco di squadra e le conoscenze mediche e tecniche

Di Davide Leveghi - 20 novembre 2019 - 13:29

PONTE DI LEGNO (BS). Spesso quando avviene una valanga, chi è presente sul posto non sa come comportarsi. Il conto alla rovescia parte e la foga, il panico o l'impreparazione possono risultare fatali. Non a caso il consorzio Pontedilegno-Tonale, in collaborazione con la commissione medica regionale del Cai Lombardia, ha deciso di organizzare un corso teorico-pratico rivolto agli operatori del settore per gestire nel migliore di modi chi è travolto dalle valanghe.

 

Intitolato “La gestione del paziente ipotermico e del travolto in valanga”, il corso, il primo in Italia in ambito glaciale, punta a insegnare a non commettere errori e a saper fare gioco di squadra laddove ci si trovi nella drammatica circostanza di dover soccorrere qualcuno intrappolato nella neve. Un servizio determinante nato da un'idea del Cai lombardo e del suo presidente Renato Aggio, sostenuto da StudioGest, provider specializzato da anni nella “formazione in riabilitazione” rivolta agli operatori del settore, e affiancato dal Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico nonché della Scuola di scialpinismo del Cai di Brescia e della Commissione lombarda scuole alpinismo scialpinismo e arrampicata.

 

L'appuntamento è fissato per giovedì 28 e venerdì 29 novembre al rifugio Capanna Presena, situato sull'omonimo ghiacciaio. “Questo corso per la gestione del paziente ipotermico e del travolto in valanga – ha spiegato il dottor Flavio Azzola, medico chirurgo specialista in ortopedie e traumatologia e presidente della Commissione medica regionale del Cai Lombardia – punta a ridurre le distanze tra chi soccorre e chi deve ricevere il soccorso”.

 

Il corso, come accennato, non solo rappresenta la prima esperienza del genere organizzata e svolta interamente in ambito glaciale ma offre pure delle competenze riconosciute con 24 crediti per l'Educazione continua in medicina (Ecm). Nel corso si insegna come gestire l'emergenza da squadra, strategia che aumenta le possibilità di successo e di permanenza in vita di chi è travolto da una valanga.

 

Nella durata del corso si approfondiranno le conoscenze mediche sulla capacità d'adattamento del corpo umano alle condizioni di ipotermia e di rischi di scompenso, sull'identificazione dei primi sintomi del paziente ipotermico e sulla sua gestione dall'elicottero di soccorso all'ospedalizzazione. Accanto a queste si trasmetteranno insegnamenti di tipo logistico e tecnico sul come localizzare il travolto e sulle attività di scavo volte a gestire i traumi in loco.

 

“Sincronizzare la macchina dei soccorsi e spiegare a ognuno come si può essere più d'aiuto nel momento del soccorso in alta quota – ha aggiunto Azzola – è essenziale per regalare più chance a sciatori e alpinisti travolti dalle valanghe”. Per questo alla teoria verranno affiancate, nella seconda giornata, una serie di attività pratiche. Divisi in gruppi di lavoro, i corsisti prenderanno parte a simulazioni di soccorso e affineranno le tecniche di estrazione del travolto dalla valanga e delle sua corretta gestione e movimentazione.

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