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L'Associazione Alzheimer Trento "porta" la malattia dai ragazzi. Inaugurato un percorso formativo al Liceo Rosmini

Nel corso di quest'anno scolastico, una classe di terza del Liceo Rosmini di Trento avrà modo di confrontarsi con il tema dell'Alzheimer e delle demenze in collaborazione con un'associazione trentina. Film, lezioni e dibattiti per sfatare lo stigma che avvolge i pazienti e le loro famiglie

Di Davide Leveghi - 19 dicembre 2019 - 12:29

TRENTO. Raccontare la demenza a scuola. È questo l'obiettivo dell'Associazione Alzheimer di Trento, impegnata per quest'anno scolastico in un progetto coinvolgente il Liceo Rosmini del capoluogo volto alla sensibilizzazione degli studenti su un tema spesso stigmatizzato dalla società, visto il gravoso carico che pesa sulle famiglie.

 

I trentini colpiti da forme di demenza e da Alzheimer sono circa 8000. Un numero piuttosto alto che rende questo tipo di lavoro molto importante, vista la sensibilità del tema, la sua complessità e la scarsa conoscenza tra i membri della comunità. Per questo si è deciso di portare a scuola il racconto di chi lavora quotidianamente con le persone affette da queste malattie, gettando le basi per un percorso di conoscenza e approfondimento che occuperà l'intero anno scolastico.

 

Sarà una terza del Liceo Rosmini di Trento a indirizzo scienze umane la classe che per prima avrà modo di “battere” questa cammino in compagnia dell'Associazione. Con la docente referente, infatti, sono stati ormai definiti tutti i dettagli di un'iniziativa inserita all'interno delle attività d'alternanza scuola-lavoro.

 

Il calendario è fitto e il progetto ha ormai preso piede, con un primo incontro tenuto il 18 novembre scorso. Il presidente Renzo Dori ha illustrato agli studenti gli scopi e le finalità dell'Associazione, nonché tutte le iniziative intraprese quotidianamente a tutela dei malati e a sostegno delle famiglie dei caregiver, cioè quelle persone che, spesso consanguinei, si occupano delle persone affette da demenza. Si è poi parlato del mondo complesso del cervello, delle sue facoltà, della cognitività, dei tipi di memoria e di come tali facoltà vengano intaccate dalle forme di demenza.

 

Attraverso una presentazione si sono raccontate le caratteristiche e le fasi della malattia, per poi proiettare un cortometraggio, Ti ho incontrata domani, girato nel centro storico di Trento da Marco Toscani. L'interesse dei ragazzi per la materia è stato dimostrato dalle molte domande e dalle richieste di chiarimento. Sempre sulla scia dell'incontro di novembre, il 10 dicembre si è proiettato il film Still Alice di Glatzer e Westmoreland, pellicola pluripremiata che narra la vicenda di una donna giovane colpita da una forma rara di Alzheimer.

 

Per la sua realistica forza del messaggio, il film ha lasciato molti studenti commossi e stupiti per gli effetti generati nella persona con il progredire della malattia. L'incontro del 14 gennaio sarà invece concentrato sugli aspetti gestionali della malattia, sia a domicilio sia nei nuclei residenziali specializzati, e sulla struttura unica realizzata in Trentino, a Cavedine, da parte della locale Azienda pubblica di servizi alla persona (“Community dementia friendly”).

 

Da gennaio ci sarà inoltre un approfondimento riguardante le attività del Centro diurno Alzheimer di Trento ed una visita guidata alla struttura. Tra gli obiettivi del progetto v'è anche l'organizzazione di uno spettacolo da tenere in maggio presso il Teatro San Marco. Quel mese, tra l'altro, sarà dedicato interamente alle immagini, con l'allestimento di una mostra fotografica posta nei corridoi del liceo (“Quotidiani paralleli” del fotografo Luca Chistè).

 

Il successivo e ultimo mese di lavoro, infine, sarà dedicato agli approfondimenti in classe, con la preparazione da parte degli studenti di specifici testi che riassumano le loro esperienze, impressioni e valutazioni.

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