Missione compiuta, gli esploratori Belli e Giovannini dopo 1.300 chilometri nel cuore dell'Alaska protagonisti al Trento Film Festival
Si è conclusa l’impresa degli esploratori Maurizio Belli e Fulvio Giovannini realizzata, tra marzo e aprile, con la "super slitta" 3Ska, nome che suggerisce l'unione tra il territorio trentino e quello dell'Alaska, costruita da un gruppo di nove studenti del Dipartimento di ingegneria industriale dell'Università di Trento

TRENTO. Da Fort Yukon ad Anchorage per 1.300 chilometri in 54 giorni di viaggio. E’ questa l’impresa degli esploratori Maurizio Belli e Fulvio Giovannini realizzata, tra marzo e aprile, con la "super slitta" 3Ska, nome che suggerisce l'unione tra il territorio trentino e quello dell'Alaska, costruita da un gruppo di nove studenti del Dipartimento di ingegneria industriale dell'Università di Trento.
Anche il Trento Film Festival celebra la traversata degli avventurieri, la quinta tappa di un viaggio d'esplorazione per riscoprire proprio quelle vie che tantissimi trentini hanno percorso nel secolo scorso in quel periodo di febbrile migrazione di lavoratori alla ricerca dell'oro per migliorare le condizioni di vita.
"Una sfida mentale e fisica – spiegano Belli e Giovannini - un’avventura incredibile resa possibile dal fondamentale contributo degli studenti di ingegneria dell'Università di Trento". Scivolare su fiumi ghiacciati, superare grandi dislivelli, attraversare tratti innevati e strade asfaltate: il territorio dell'Alaska è un territorio dinamico e difficile da affrontare, ma i due sportivi si sono affidati alla loro determinazione e forza fisica per terminare con successo l'impresa.
Vento e neve compattata sugli alberi, ma soprattutto tanto bianco e l'effetto "Wind chill", cioè la percezione di una temperatura ancora più bassa di quella che effettivamente viene registrata. Fiumi gelati e l'impossibilità di prevedere le condizioni di meteo e ghiaccio a priori, tanto che anche in quei luoghi la primavera si è presentata in larghissimo anticipo, costringendo i trentini a cambiare piani e valutazioni momento per momento.
Gli esploratori hanno raggiunto il cuore dell'Alaska per la quinta e ultima tappa di un progetto, "Transcanada Alaska winter expedition" (Qui info), avviato nell'ormai lontano 1993 sulle tracce delle antiche vie degli esploratori trentini a caccia dell'oro, un'area tanto affascinante quanto inospitale. Un'iniziativa che vede Il Dolomiti come media partner per seguire puntualmente questa incredibile testimonianza tra passato e presente.
Un momento, quello del Trento Film Festival, per presentare la super slitta, unica in Italia, per utilizzo e materiali, progettata per essere un mezzo anfibio da terra e neve capace di trasformarsi velocemente in funzione dello stato del terreno e delle necessità degli esploratori, per andare sia sul ghiaccio sia sull’asfalto.


















La slitta è stata costruita in un anno di lavoro da parte degli studenti universitari, guidati dai professori Stefano Rossi e Luca Fambri. Hanno realizzato uno scafo dalla forma tradizionale su cui montare all'occorrenza due perni a sbalzo, rimovibili. “Sui perni hanno fissato due ruote, una per lato per consentire allo scafo di scivolare bene sulla neve. Per far scorrere la slitta sulla strada è stato sufficiente inserire i perni e le ruote e trasformarla così in un carro (Qui articolo).
Un progetto che ha contribuito inoltre alla raccolta fondi per l'associazione Almac, impegnata nella lotta alle malattie cardiovascolari.
Un'idea e una voglia di scoprire l'Alaska che prende corpo in Belli quasi cento anno dopo la febbre dell'oro. Una curiosità dettata dai racconti che sente in famiglia, il nonno aveva lasciato temporaneamente il Trentino per recarsi proprio in quelle lande ricoperte di ghiaccio e natura gelida alla ricerca di fortuna. E così l'esploratore trentino infila nel cassetto il sogno di ripercorrere quel cammino, che rispolvera nel 1993. Poi ci sono le spedizioni del 1997, 2011 e 2014. Tutto recentemente presentato nel bel servizio del giornalista e regista Gabriele Carletti e il cineoperatore Graziano Bosin per la trasmissione "60° parallelo" di Rai per la rubrica Tg2 Dossier (Qui video integrale).
Questo progetto che unisce tradizione e tecnologia, storia e cultura diventerà poi un libro e un film da presentare al Trento Film Festival 2020, quest'ultimo sempre realizzato dal giornalista Carletti, mentre durante questi primi giorni di spedizioni è presente Marco Busacca di Busacca video produzioni.
Tra i partner di rilievo anche Cerism di Rovereto per mettere a punto la preparazione, il noto nutrizionista Michele Pizzinini, la Fondazione museo storico del Trentino, la Sportiva, l'Azienda porfido trentino di Albiano dei cugini Pisetta, così come tantissime altre realtà del territorio.


















