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''Molti dei nostri figli coinvolti in episodi di razzismo. Si rimarca sempre di più la loro non appartenenza al 'noi'''. A Trento nasce ''Mamme per la Pelle''

Si tratta di un'associazione che riunisce mamme adottive, affidatarie, mamme biologiche con mariti o compagni di origine straniera (ma possono essere socie sostenitrici tutte le donne): ''Sentivamo l'esigenza di iniziare a fare qualcosa per fronteggiare gli episodi di razzismo con cui si scontrano sempre più spesso le famiglie come le nostre e promuovere una cultura dell’inclusione fatta di esempi positivi''

Di Luca Pianesi - 16 maggio 2019 - 19:09

TRENTO. L'associazione ''Mamme per la Pelle'' ora esiste anche in Trentino.

 

Tutto è partito nel febbraio del 2018 quando Gabriella Nobile, mamma adottiva milanese di due bambini arrivati dall'Africa, impaurita dal clima di razzismo che stava montando nel nostro Paese ha scritto una lettera aperta a Matteo Salvini, leader della Lega, per sottolineare come la sua violenta campagna elettorale contro gli immigrati avesse scatenato una terribile ondata di odio e intolleranza nei confronti di chi ha la pelle di un colore diverso con continui insulti e minacce che non hanno risparmiato neppure i bambini e gli adolescenti. L'incipit era il seguente: ''"Caro Salvini, sono una mamma adottiva di due splendidi bambini africani. Volevo ringraziarla perché sta regalando ai miei figli dei momenti di terrore davvero fuori dal comune". 

 

La lettera di Gabriella è diventata subito virale, con più di 60.000 condivisioni e 100.000 like ed immediatamente il gruppo si è allargato a macchia d’olio coinvolgendo centinaia di mamme in tutta la Penisola, fino alla Sicilia, dove alcune donne hanno adottato bambini non accompagnati arrivati in Italia con i barconi. Ora che Salvini è diventato ministro dell'Interno e anche in Trentino ha vinto la Lega per l'associazione il livello di guardia si è alzato ancora di più ''perché - spiegano - i proclami elettorali si sono trasformati in programmi di governo e il clima politico invece di rasserenarsi si fa ogni giorno più ostile contro le altre etnie''. Per questa ragione le mamme, anche trentine, hanno deciso di costituire un’associazione culturale a cui hanno dato il nome di “Mamme per la Pelle”.

 

Quante siete a Trento e come mai avete pensato di farla nascere anche qui?

 

Il gruppo del Trentino Alto Adige di Mamme per la Pelle è nato da un paio di mesi, per ora siamo una decina di socie: mamme adottive, affidatarie, mamme biologiche con mariti o compagni di origine straniera. Alcune di noi erano in contatto da qualche tempo, unite dall’idea che si dovesse iniziare a fare qualcosa per fronteggiare gli episodi di razzismo con cui si scontrano sempre più spesso le famiglie come le nostre e promuovere una cultura dell’inclusione fatta di esempi positivi. L’adesione alle Mamme per la Pelle è stata l’occasione per unirci in un gruppo più ampio ed organizzato che condivide gli stessi bisogni, principi e obiettivi.

 

Voi e i vostri figli avvertite un aumento delle problematiche in questo senso?

 

Sicuramente sì. La campagna di ostilità nei confronti degli immigrati, attorno alla quale l’attuale governo raccoglie il consenso, ha aperto il vaso di Pandora dell’intolleranza, per cui oggi chiunque si sente del tutto libero e legittimato di esternare i suoi peggiori istinti, prendendo di mira chi è di aspetto diverso, incurante persino del fatto che sia un bambino o una bambina, un ragazzo o una ragazza. Con preoccupazione e amarezza spiace constatare che anche nella nostra Regione il clima è cambiato in peggio. Molti dei nostri figli, chi più e chi meno, sono stati coinvolti in episodi di razzismo: nello sport, a scuola, per strada o sui mezzi pubblici, all’entrata in discoteca, sul luogo di lavoro. Si va dalle minacce, agli insulti, ad affermazioni ed interrogatori da parte di adulti e coetanei, sconosciuti e non, che rimarcano o chiedono conto della loro diversità. In ogni caso i nostri ragazzi, come ogni giovane di origini “straniere”, anche se non coinvolti in espliciti episodi di razzismo, crescono attorniati da un clima generale che rimarca puntualmente la loro non appartenenza al “noi”, al nostro Paese.

 

In questo modo create una rete che serve anche a sostenere le mamme?

 

Il sostegno è rivolto alle mamme e a tutte le famiglie, italiane e straniere, con figli che rischiano di subire discriminazioni per le loro origini. Mamme per la Pelle dispone di sportelli legali e psicologici a cui possono rivolgersi le famiglie o le singole persone. Condividere problemi e ideali anche attraverso il semplice mutuo aiuto, ci aiuta e ci rende più forti. Mamme per la Pelle infatti non si ferma alla denuncia, ma vuole contribuire a innalzare e custodire il patrimonio culturale della società multietnica, vigilare attivamente affinché le conquiste dell’uguaglianza multiculturale finora ottenute non siano annullate né affievolite in alcun modo e che siano la base per una società del futuro aperta e accogliente.

E' più un problema per le mamme o per i figli?

Noi mamme come tutte le mamme di ogni specie animale, proteggiamo i nostri figli, senza se e senza ma. Se mio figlio subisce insulti o è discriminato per il colore della sua pelle, è mio dovere prendere le sue difese. Il problema non riguarda oramai solamente mamme come noi e i nostri figli, il problema è per tutta la nostra società civile, proprio perché nel momento in cui l'articolo 3 della nostra Costituzione non viene rispettato, ricade su tutti i cittadini. Ad esempio quando un ministro della Repubblica afferma di non gradire bambini confezionati dall’Africa e di essere contrario alla sostituzione di popoli con popoli, non coinvolge solo i nostri figli, ma coinvolge tutta la società, perché è da parole come queste che storicamente sono scaturiti guerre e genocidi. La nostra è una battaglia di civiltà, di democratica e pacifica convivenza, di sostituzione di umanità e amore all'odio.

 

Quali sono le iniziative che metterete in campo e che porterete avanti sul territorio?

 

Il 13 aprile 2019 si è tenuta a Milano la prima assemblea nazionale di Mamme per la pelle, in quella sede si è discusso delle iniziative che si porteranno avanti in ambito nazionale (realizzazione di una banca dati su fenomeni delle discriminazioni per avere dati certi e oggettivi, iniziative nelle scuole sul tema dell'inclusione e accoglienza e diffusione della mostra fotografica “Una famiglia, tutti i colori” per sensibilizzare alla multiculturalità). Per quanto riguarda il Trentino Alto Adige, il nostro obiettivo innanzitutto è quello di far conoscere l'associazione e cercare di sostenerla. Stiamo inoltre prendendo contatto con diverse realtà associative, in particolar modo sportive, perché riteniamo che lo sport sia un ambito nevralgico per l’affermazione dei principi dell’inclusione e del rispetto reciproco, soprattutto tra i ragazzi. Stiamo anche lavorando per proporre progetti ad hoc nelle scuole sul tema dell’accoglienza, della rispettosa convivenza e della multiculturalità.

 

Come si può aiutarvi e come si può partecipare al vostro progetto?

 

Si possono iscrivere all’associazione come socie ordinarie tutte le mamme, siano esse biologiche, adottive o affidatarie di figli di diversa etnia e non, italiane e straniere. Come socie sostenitrici possono poi iscriversi tutte le donne vicine ai nostri principi e alla nostra lotta contro ogni tipo di discriminazione (per info ed iscrizioni www.mammeperlapelle.it). E’ ben accetto poi ogni contributo da parte di figure professionali competenti che possano aiutarci a sviluppare un dibattito e degli interventi intorno ai temi della lotta al razzismo e della affermazione di una cultura multietnica, vista come valore in sé.

 

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