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Minori vittime di reati: in Trentino Alto-Adige i casi di maltrattamenti in famiglia cresciuti del 66%. Aumentate anche violenze sessuali e abbandoni

Pubblicato da Terre des Hommes il dossier della campagna "InDifesa": numeri e dati per riflettere su diritti e dignità negati a milioni di minori in tutto il mondo. A farne le spese sono soprattutto bambine e ragazze che pagano violenze e discriminazioni. Una violenza su tre si consuma tra le mura domestiche

Di Arianna Viesi - 10 ottobre 2019 - 19:05

TRENTO. Presentata da Terre des Hommes l'ottava edizione del dossier della campagna "InDifesa" per riflettere su una piaga che pare fatichi a rimarginarsi, in Italia e nel mondo: quella dei diritti negati a milioni di bambini e, soprattutto, bambine (QUI DOSSIER).

 

Qualche dato che ci riguarda. I minori vittime di reati nel 2018, in Italia, sono stati 5.990 (il 3% in più rispetto all'anno precedente. E ben il 43% in più rispetto al 2009 quando erano solo 4.178). Le vittime, anche lo scorso anno, sono state prevalentemente bambine e ragazze. I dati, elaborati da Interforze, sono stati presentati oggi a Montecitorio. Dati drammatici, che fanno riflettere

 

 

Anche la nostra regione non ne è immune. Solo per citare qualche dato. I maltrattamenti in famiglia dal 2017 al 2018 sono cresciuti del 66% (da 29 a 48 casi). Aumentate anche le violenze sessuali aggravate (da 9 a 11). Drammatico il tasso di abbandono di minori o incapaci (+113% dal 2017): da 8 a 17 casi. In totale, secondo i dati diffusi da Terre des Hommes, i minori vittime di reati nella nostra regione sono passati dai 128 del 2017 ai 138 dell'anno successivo. Le più colpite sono - sempre - bambine e ragazze.

 

 

Quello che più sconcerta è constatare come la maggior parte delle violenze (un caso su tre) si consumi tra le mura domestiche. Il tutto mentre anche in Trentino vengono istituite commissioni apposite (sull'onda emotiva dei fatti di Bibbiano) sui diritti dei minori di matrice leghista dove si ripete che l'obiettivo principale è ''salvaguardare i minori - così ha detto la capogruppo della Lega Dalzocchio - innanzitutto evitando che siano allontanati dai genitori se non per brevissimo tempo, perché le separazioni li danneggiano gravemente''.

 

E invece, come dimostrano tutte le statistiche, bambini e bambine sono spesso in pericolo proprio dove, invece, dovrebbero essere protetti e difesi. I maltrattamenti in famiglia, nel 2018, hanno contato 1.965 vittime (il 14% in più rispetto all'anno precedente) e l'abuso dei mezzi di coercizione è salito del 7% con 374 vittime. Un triste primato, insomma.

 

La violenza sessuale è il secondo reato, in termini di vittime: 656 vittime lo scorso anno. Quasi il 90% di queste sono bambine e ragazze. A queste vanno aggiunte le vittime di violenza sessuale aggravata: 383 - anche in questo caso maggioranza femminile. Nonostante i numeri impressionanti di un fenomeno tanto feroce quanto - spesso - sottaciuto, ne va constatato un lieve calo. Calo che, però, non riesce a bilanciare l'impressionante numero di vittime.

 

In diminuzione la prostituzione minorile (3%, anche qui prevalentemente al femminile) mentre aumentano (+3%) i casi di minori vittime di pedopornografia: in tutto 199, per l'80% bambine e ragazze.

 

“Chiediamo al nostro governo un maggiore impegno nel contrasto e nella prevenzione della violenza e delle discriminazioni di genere, partendo dai più giovani che sono spesso dimenticati o dati per scontati in questa sfida”, dichiara Donatella Vergari, presidente di Terre des Hommes. “Il dossier InDifesa ricorda a ciascuno di noi che sulla lotta alle discriminazioni e alle violenze di genere il cammino è ancora lungo, anche per il nostro Paese”, aggiunge Elena Bonetti, Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia. “Occorre un cambiamento culturale, che deve partire innanzitutto dalla politicaSensibilizzare, favorire la conciliazione vita-lavoro, sanare il gender gap sono passi importanti nella valorizzazione del femminile e nel contrasto alle discriminazioni. Servono azioni concrete e coraggiose, sono convinta che il Governo potrà percorrere questa strada e questo sarà il mio impegno”.

 

L'ottavo dossier "La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo" della campagna InDifesa tratteggia un quadro desolante: delle violenze contro questa fascia di popolazione, delle opportunità che le vengono negate, degli stereotipi cui viene sottoposta. Di seguito qualche numero perché - anche se è vero che i numeri dicono poco e nulla delle storie e dei volti che, dietro quei numeri, si celano - aiutano (forse) a comprendere. E, per parafrasare Levi, se non comprendere, almeno conoscere. In tutto il mondo sono:

 

- 45 milioni le bambine non nate tra il 1970 e il 2017 a causa degli aborti selettivi

- 68 milioni le bambine che da qui al 2013 verranno sottoposte a mutilazioni genitali

- 130 milioni le bambine e le ragazze escluse da scuola

- 12 milioni le ragazze che, ogni anno, si sposano sotto i 18 anni spesso con uomini molto più grandi

- 2 milioni le ragazze con meno di 15 anni che, ogni anno, rimangono incinte (in un caso su due la gravidanza non è cercata). Nel nostro Paese, nel 2017, le baby mamme sono state 1.390 (1.100 italiane, le altre straniere)

 

Le violenze e le discriminazioni di genere s'aggravano quando, a farne le spese, sono bambine e ragazze con disabilità.

 

E allora ha ragione Vergani quando dice che su violenze e discriminazioni di genere c'è ancora un lungo cammino da fare, anche per il nostro Paese. Ma pure per la nostra regione, aggiungo io. 

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