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E' l'8 marzo ma non c'è nulla da festeggiare. Diminuiscono gli omicidi ma aumentano i femminicidi: a Bolzano uno dei tassi più alti

Pochi giorni fa è stato pubblicato dall'Istat il report "Le vittime di omicidio". La quota di donne assassinate (sul totale) è passata dall'11% del 1990 al 38,6% del 2018. Un incremento, insomma, del 27%. Nel 2018 gli omicidi sono stati 345, dodici in meno rispetto all'anno precedente. Calano, quindi, ma non per le donne. Nel 2017 le donne assassinate erano state 123, l'anno dopo il loro numero è salito di dieci unità

Di Arianna Viesi - 08 marzo 2020 - 15:34

TRENTO. Sono passati solo pochi giorni dalla pubblicazione del report "Le vittime di omicidio" stilato dall'Istat e relativo ai dati raccolti nel 2018 (QUI). C'è una buona notizia: gli omicidi sono in calo. Nel 2018 sono stati 345, dodici in meno rispetto all'anno precedente. Calano, quindi, ma non per le donne. Nel 2017 le donne assassinate erano state 123, l'anno dopo il loro numero è salito di dieci unità.

 

I dati, poi, diventano macigni quando ci si spinge un po' oltre: la quota di donne assassinate (sul totale) è passata dall'11% del 1990 al 38,6% del 2018. Un incremento, insomma, del 27%

 

Le donne, insomma, continuano a morire. Ed è significativo il fatto che, questo report, sia stato pubblicato proprio a pochi giorni dalla celebrazione dell'8 marzo, ricorrenza istituita per ricordare non solo le conquiste sociali, economiche, politiche (per le quali le donne che ci hanno preceduto hanno combattuto) ma anche (forse soprattutto) le violenze e le discriminazioni cui, quotidianamente, le donne devono sottostare, in tutto il mondo. 

 

Le donne sono uccise soprattutto tra le pareti domestiche: sono uccise dal partner o dall'ex partner (nel 54,9% dei casi) e da parenti (nel 24,8%). 

 

 

Diminuiscono le vittime, insomma, ma solo tra gli uomini. Negli anni Novanta, il rapporto tra vittime di sesso maschile e vittime di sesso femminile era di 5 a 1. Nel 2018 si sono invece verificati 212 omicidi di uomini e 133 di donne (corrispondenti rispettivamente a un tasso di 0,72 e 0,43 omicidi per 100.000 abitanti dello stesso sesso). Sono quindi assassinati più gli uomini delle donne, ma il rapporto è salito a 1,6.

 

 

Quello che emerge, poi, dal report dell'Istat, è come gli omicidi perpetrati a danno delle donne e quelli a danno degli uomini siano due fenomeni strutturalmente diversi. Le donne, infatti, vengono uccise in ambito domestico. Otto donne su dieci (circa l'80% delle vittime) conoscono il proprio assassino. Nel 55% dei casi circa si tratta del partner o dell'ex partner, nel restante 25% di un familiare. 

 

Delle 133 donne uccise nel 2018, 63 (il 47,4%) sono state uccise dal partner e 10 (il 75%) dall'ex compagno. Altre 33 (il 24,8%) sono state vittima di un familiare/parente. Solo nel 12,5% dei casi l'autore dell'omicidio era sconosciuto alla vittima mentre nel 6,8% l'omicida non è stato identificato. 

 

"Tra i partner, nel 2018, i mariti e gli ex mariti sono stati gli autori del 71,2% degli omicidi, con una percentuale in crescita rispetto al 2017 (anno che ha registrato il valore minimo, 51,9%). Negli anni precedenti, invece, le morti per mano di mariti ed ex mariti erano pari al 63,2% nel 2013, al 66,7% nel 2014, al 77,1% nel 2015 e al 69,3% nel 2016".

 

I dati italiani rispecchiano la situazione mondiale. A livello globale, infatti, le donne rappresentano il 20% delle vittime di omicidio. Questo dato, però, sale al 64% in ambito familiare e all'82% se si considerano gli omicidi compiuti da partner. "Il tasso di omicidio delle donne uccise da parte di un partner e da parenti è di 1,3 per 100mila donne, con forti differenze nei vari continenti: è massimo in Africa (3,1), seguono le Americhe (1,6) ed è minimo in Europa (0,7). In Italia nello stesso anno era pari a 0,35. Questi dati sono costanti malgrado le lievi oscillazioni e confermano la diversità strutturale degli omicidi a danno di uomini e donne".

 

 

Di regione in regione, cambiano i numeri. Stando ai dati raccolti, le zone in cui si registrano più femminicidi sono quelle del Nord-ovest e Nord-est (con un tasso di 0,25 per 100.000 donne). Questo tasso si abbassa nelle regioni del centro a 0,17. "Il tasso nel triennio considerato (2016-2018), sempre in riferimento alle morti inflitte da parte dei partner, è pressoché doppio a Bolzano (0,50) e in Friuli Venezia Giulia (0,43) rispetto al valore del Nord-est".

 

 

Tra le donne, la percentuale di vittime straniere è di poco più elevata (39,5%) rispetto a quella riferita alle italiane (38,6%), mentre nel 2017 la quota era maggiore (circa 40% le prime e 30% le seconde). Tra gli italiani, la proporzione tra vittime maschi e femmine è di 10 a 6 (in aumento sul 2017 quando era 10 a 5), tra gli stranieri di 10 a 7. La relazione con l’assassino evidenzia altre diversità.

 

Le donne straniere sono più di frequente uccise dai loro partner o ex partner rispetto alle italiane (rispettivamente 60% e 53,4%) e meno da parte di altri parenti (10% per le straniere e 29,1% per le italiane), ciò probabilmente anche a causa della generale distanza con gli altri componenti della rete familiare. Non di rado, infatti, le donne straniere migrano con il loro ristretto nucleo familiare e non hanno una rete di parenti e conoscenti in Italia. Le straniere sono, inoltre, più spesso vittime di omicidi di autori sconosciuti o di casi irrisolti.

 

 

Insomma, l'8 marzo si celebra la Giornata internazionale delle donne ma, a ben guardare, non c'è molto da festeggiare. 

 

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