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Quando il cielo era l'arena della Guerra Fredda: 50 anni fa il primo uomo mise piede sulla luna

Si celebra quest'anno il cinquantenario dell'allunaggio. Era la fase della corsa allo spazio. “Un piccolo passo per l'uomo, un grande passo per l'umanità”

Di Davide Leveghi - 20 July 2019 - 18:08

TRENTO. Era il 20 luglio 1969 quando Neil Armstrong e Buzz Aldrin, membri dell'equipaggio della missione spaziale Apollo 11, toccarono il suolo lunare. Per la prima volta un uomo calpestava il terreno del satellite terrestre, mentre sulla Terra, attaccati alle radio o davanti agli schermi televisivi, il resto dell'umanità rimaneva a naso all'insù.

 

La Guerra Fredda viveva in questa fase un periodo di distensione, dopo l'escalation degli anni '50. Il mondo comunque continuava ad assistere all'accensione di focolai di tensione, dal tentativo sotto Kennedy di invadere Cuba, con cui il mondo giunse al bordo dell'abisso, all'inizio della guerra in Vietnam, dove le truppe americane avrebbero subito la più sonora sconfitta della storia stelle-strisce. La protesta studentesca aveva già preso avvio, saldandosi alle lotte operaie e alle proteste contro la stessa guerra coloniale americana nel Sud-est asiatico.

 

Già dal '57 USA ed URSS si erano lanciate in una rincorsa allo spazio. Da quel momento le due superpotenze, in costante competizione, cominciarono un colpo su colpo che dalle iniziali vittorie sovietiche avrebbe portato a toccare il suolo lunare due astronauti della NASA, nata su pressione dell'amministrazione Eisenhower proprio per rispondere all'invio russo della sonda Sputnik 1, primo satellite artificiale ad essere messo in orbita attorno alla terra.

 

Una corsa che non avrebbe risparmiato nemmeno gli animali, se ancor prima di Yuri Gagarin, primo uomo a raggiungere lo spazio sulla navicella Vostok nell'aprile '61, russi ed americani lanciarono moscerini da frutta, cani- il più celebre, Laika, primo essere vivente ad orbitare attorno alla Terra-, scimpanzè e tartarughe.

 

Fu l'amministrazione Kennedy a promuovere il Piano Apollo da cui sarebbe scaturita la missione Apollo 11, a cui il nuovo leader sovietico Chruščëv rispose alzando il tiro. I voli in questa fase si moltiplicano. I russi inviano le prime donne nello spazio, e nel 1965 fanno effettuare ad un proprio cosmonauta la prima passeggiata spaziale della storia, non finita in tragedia per miracolo. La luna divenne il grande obiettivo da raggiungere.

 

Una targa in acciaio, apposta dai due primi uomini che toccarono il suolo lunare, testimonia chi sia stato il vincitore, almeno della corsa alla luna. Dopo il '69 altri paesi avrebbero cominciato a sviluppare programmi spaziali, togliendo importanza alla folle rincorsa sovietico-americana. I progressi tecnologici, intrinsecamente collegati alla corsa agli armamenti, avrebbero portato a sviluppare l'embrione di quella che sarebbe stata la grande rivoluzione della post-modernità: internet.

 

La sfida tra USA e URSS, che per procura si affrontarono nelle numerose guerre che infiammarono secondo e terzo mondo nei '70 e negli '80, avrebbe portato quest'ultima al collasso. Nel cielo come in terra, il modello capitalistico vedeva sancito il proprio trionfo.

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