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Rifiuti: il Trentino-Alto Adige la regione meno costosa con 190 euro. Anche Trento fra le città in cui si spende meno per la Tari (195)

Come ogni anno l'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva ha pubblicato la classifica delle città e delle regioni che pagano di più o di meno lo smaltimento dei rifiuti. La Tari in Trento-Alto Adige registra un incremento dallo scorso anno del +3,9% rispetto al 2018, ma la media tra le due province è la più economica d'Italia 

Di Davide Leveghi - 20 novembre 2019 - 17:16

TRENTO. Trento "spicca" anche per la spesa annua per lo smaltimento dei rifiuti. A dirlo è l'Osservatorio prezzi e tariffe dell'associazione Cittadinanzattiva, che anche quest'anno ha stilato la classifica delle città e delle regioni più o meno costose in un tema particolarmente delicato, le tasse sullo smaltimento.

 

Se Trento rappresenta, a pari merito con Cremona, la decima città più economica per la Tari (195 euro) – Bolzano è settima con 186 euro – è la regione Trentino-Alto Adige/Südtirol a distinguersi per la spesa media più bassa (190 euro). Un traguardo che aggiunge un elemento di merito a un territorio che sta alle spalle solo del Veneto per media di raccolta differenziata 73,6% contro 72%, con picchi di raccolta nei capoluoghi (79,3% a Trento, 66,3% a Bolzano).

 

 

Nella classifica redatta da Cittadinanzattiva il Trentino-Alto Adige primeggia (190 euro) mentre la Campania si trova a essere fanalino di coda (421 euro). Catania rappresenta la città in cui si paga mediamente di più (504 euro) mentre Potenza è quella più economica (121 euro). Se tra le dieci città più “virtuose” troviamo capoluoghi di provincia sparsi in tutta la penisola, la classifica delle “peggiori” include solo città meridionali. Il costo medio nazionale ammonta a circa 300 euro.

 

 

Rispetto al 2018, l'analisi sulle tariffe dei 112 capoluoghi di provincia esaminati ha fatto riscontrare delle variazioni in aumento in circa la metà delle città (51), una sostanziale stabilità in 27 e una diminuzione in 34. Se a Matera s'è registrato l'incremento più elevato (+19,1%), a Trapani, di contro, s'è misurata la diminuzione più consistente (-16,8%). Trento appartiene alla categoria delle città che ha visto la tariffa rimanere invariata tra il 2018 e il 2019, mentre Bolzano ha registrato un importante aumento (+8,3%).

 

Complessivamente, a livello di aree geografiche, i rifiuti costano meno al Nord, con una media attorno ai 258 euro, seguito dal Centro, con media di 299 euro e dal Sud, con una media di 351 euro. Non a caso, secondo i dati raccolti dall'Osservatorio di Cittadinanzattiva sono più di due famiglie su tre (il 68,2%) a ritenere di pagare troppo per la raccolta dei rifiuti, con picchi in Sicilia (83,4%), Umbria (80,2%), Puglia (79,1%) e Campania (78,4%).

 

D'altronde solo il 60% delle amministrazioni comunali o delle aziende che gestiscono il servizio elaborano e rendono disponibile la Carta dei servizi. Solo due su tre indicano il tipo di raccolta effettuata, la metà esplicita la frequenza con cui è effettuata, meno della metà comunica ogni quanto si ricorra all'igienizzazione dei cassonetti (47%), alla pulizia delle strade (37%) e allo svuotamento dei cestini per strada (25%).

 

 

In tema di smaltimento dei rifiuti continuano a registrarsi in molte aree del Paese ritardi ed inefficienze e la transizione verso un’economia circolare, prevista dalla strategia 2020, sembra essere ancora lontana - dichiara Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva - continuiamo a registrare una modalità di calcolo dei costi che non tiene conto dei rifiuti realmente prodotti e quindi non incentiva il cittadino a cambiare i propri comportamenti perdendo così un’occasione per costruire percorsi innovativi basati sul coinvolgimento di cittadini, aziende ed istituzioni in un circuito virtuoso”.

 

Molto marcate sono le differenze territoriali non solo in termini di costi del servizio – conclude - ma anche di qualità e la rilevazione delle eventuali agevolazioni disponibili restituisce una fotografia molto variegata: vivere in una città anziché un’altra può voler dire disporre di un servizio gestione rifiuti costoso, insoddisfacente e con limitate agevolazioni a sostegno del pagamento della tariffa”.

 

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