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Settimana nazionale della dislessia. In Val di Non alcune amministrazioni comunali aiutano ragazzi e famiglie

Paola Demagri, consigliere provinciale, e Cristina Marchesotti, assessore di Cles alle politiche sociali e giovanili, hanno deciso di impegnarsi per divulgare il tema e proporre delle strategie. Demagri: "Mi impegnerò affinché in Consiglio provinciale arrivino proposte concrete con tempistiche certe". Marchesotti: "Dobbiamo fare rete"

Pubblicato il - 12 ottobre 2019 - 18:59

CLES. I disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) sono dei disturbi del neurosviluppo che si manifestano attraverso difficoltà di lettura, scrittura o di calcolo. Negli ultimi anni la percentuale di giovani certificati è in costante aumentoAnche in Trentino la situazione è in linea con le statistiche e alcuni genitori, con l’aiuto di amministratori sensibili al tema, si stanno muovendo per trovare il modo di aiutare i ragazzi nella propria formazione.

 

Dal 7 al 13 ottobre Aid (Associazione italiana dislessia) organizza la quarta edizione della Settimana nazionale della dislessia.

 

In Val di Non da qualche anno alcune amministrazioni, guidate dal Comune di Cles con gli altri comuni appartenenti al Piano giovani di zona (Ville d’Anaunia, Bresimo, Cis, Livo e Rumo) mettono in campo strumenti di aiuto per i ragazzi e per le proprie famiglie.

 

Paola Demagri, consigliere provinciale, e Cristina Marchesottiassessore di Cles alle politiche sociali e giovanili, hanno deciso di impegnarsi per divulgare il tema e proporre delle strategie.

 

“Molte famiglie vengono in Comune per chiedere un sostegno e un aiuto, perché nonostante vi siano molti giovani con disturbi specifici dell’apprendimento la conoscenza del tema è ancora troppo scarsa”. Queste le parole di Marchesotti, che negli ultimi anni ha attivato a Cles dei progetti per aiutare i ragazzi nell’apprendimento, attraverso il coinvolgimento di esperti della materia. “Il progetto è molto apprezzato, e i miglioramenti dei ragazzi sono entusiasmanti. Tuttavia abbiamo la necessità che questi interventi vengano strutturati in maniera sistematica dentro le scuole.”

 

Da parte dell’assessore un invito anche alle famiglie dei ragazzi, che spesso non colgono l’importanza di fare rete e di affrontare prima possibile queste necessità.

Le famiglie hanno un compito fondamentale – continua Marchesotti – quello di aiutare le associazioni e le istituzioni a sensibilizzare sul tema, senza avere paura che questo possa significare mettere il proprio figlio in difficoltà. I Dsa possono essere affrontati e controllati, ma dobbiamo fare tutti rete”.

 

Altra necessità è certamente quella che la Provincia si faccia carico del problema, coinvolgendo personale qualificato ed adeguatamente formato per seguire i giovani nel percorso di studi.

 

La consigliera Paola Demagri, anche lei clesiana, sta mettendo a disposizione l’esperienza in campo sanitario e sociale che ha accumulato negli anni di lavoro in Azienda Sanitaria e come presidente della Casa di riposo “Santa Maria” di Cles.

 

La situazione dei ragazzi e delle famiglie che si trovano a far fronte ad un caso di Dsa è ancora difficile. Molto spesso infatti il primo problema che si trovano ad affrontare è quello di spiegare a professori e compagni cosa significhi Dsa. Sono ancora molti i casi dove i ragazzi con disturbi di apprendimento vengono messi in difficoltà a causa dell’assenza di conoscenza da parte di coetanei o adulti.”

 

“Ho incontrato l’associazione Domani Saremo Autonomi del Trentino, che mi ha ribadito la necessità di divulgare il più possibile cosa siano i Dsa. Proprio in queste settimana verranno svolte delle serate informative sul tema, che serviranno ad aumentare la conoscenza collettiva. Da parte mia – continua Demagri – mi impegnerò affinché in Consiglio provinciale arrivino proposte concrete con tempistiche certe”.

 

Oltre all’impegno per una maggiore divulgazione del tema, nel più breve tempo possibile sarà importante che l’ente pubblico metta in campo delle strategie per il sostegno dell’apprendimento dei ragazzi, tema che trova il massimo sostegno da parte di Marchesotti. “Questi ragazzi hanno potenzialità identiche ai loro coetanei, ma dobbiamo metterli in condizione di studiare al meglio. Va riconosciuto che negli ultimi anni si è posta molto più attenzione a valutare le difficoltà di apprendimento ma non ci sono ancora interventi sistematici da parte dell’ente pubblico”.

 

“La situazione - conclude Demagri - va presa in carico dai servizi provinciali competenti e va creata una sinergia fra scuola e progetti sociali. Solo in questo modo il sistema diventerà davvero efficace per permettere a tutti le medesime opportunità di studio”.

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