Contenuto sponsorizzato

Tre bambini scompaiono in Trentino, ecco il thriller di Corrado Campestrini, dal lavoro in banca alle librerie

Il libro nel "Nome di Alice" è ambientato dalle nostre latitudini e prende le mosse dalla scomparsa di tre bambini tra Trento, Meano e Predazzo. Una vicenda che scuote il Trentino e l'opinione pubblica, che già grida al mostro. Una situazione delicata e un'indagine che non riesce a decollare: il rapitore non ha lasciato tracce

Di Luca Andreazza - 13 gennaio 2019 - 17:09

TRENTO. "Un'ombra dal passato. Tre bambini svaniti nel nulla", questo il payoff di "Nel nome di Alice" (ed. Curcu&Genovese), primo romanzo dell'autore trentino Corrado Campestrini, che durante le festività natalizie è sbarcato nelle librerie. 

 

Un thriller ambientato dalle nostre latitudini e che prende le mosse dalla scomparsa di tre bambini tra Trento, Meano e Predazzo. Una vicenda che scuote il Trentino e l'opinione pubblica, che già grida al mostro. Una situazione delicata e un'indagine che non riesce a decollare: il rapitore non ha lasciato tracce. Nessun indizio e nessun collegamento tra le storie che ruotano intorno alle famiglie.

 

Una narrazione che si sviluppa in 366 pagine da leggere tutto d'un fiato, in apnea, tra colpi di scena e sprazzi di luce che si alternano a tensione e angoscia. Fino all'improvvisa intuizione che porta alla soluzione del caso. Tutto sembra risolto, ma la scoperta della verità non è banale e apre nuovi e sconcertanti scenari. "Non ho preso spunto da nessun fatto di cronaca. La storia - dice l'autore - è nata all'improvviso nella fantasia, influenzata da romanzi e film. Negli anni ho quindi affinato e limato la narrazione, fino a raggiungere il risultato finale".

 

Nato a Trento nel 1969, sposato con Giulia Forti e padre di Davide (18 anni) e Annachiara (15 anni), Campestrini vive a Pressano e questo rappresenta l'esordio nelle librerie. "La lettura - ricorda Campestrini - è stato un colpo di fulmine che poi ho sviluppato soprattutto nel periodo della scuola media".

 

Una passione coltivata fin da piccolo e finalmente un sogno che si realizza. Galeotta fu la piccola biblioteca in classe. "Era un'emozione sfogliare i libri - dice lo scrittore - leggere le trame e poi scegliere quello da portare a casa. Da 'Ventimila leghe sotto i mari' a 'Il giro del mondo in 80 giorni', da 'Viaggio al centro della terra' a 'Il sole di Hiroshima', erano i tempi dei grandissimi classici". 

 

Dalla lettura alla scrittura il passo è stato breve. Alle superiori arriva il primo racconto, un giallo, influenzato dai capolavori di Agatha Christie, ma tra i riferimenti ci sono Ken Follet, Dan Brown e Stephen King, mentre tra gli italiani ecco Niccolò Ammaniti.

 

A trent'anni Campestrini si misura nella realizzazione del primo vero e proprio romanzo. "Non è mai stato pubblicato - spiega Campestrini - ma le imperfezioni e gli errori strutturali di questo lavoro mi hanno indicato e spronato a trovare la via per scrivere 'Nel nome di Alice', la mia prima opera compiuta".

 

Perché un thriller? "E' senza dubbio - evidenzia l'autore - il genere che preferisco leggere. Se scritto in stile narrativo coinvolgente è un genere in grado di trascinarti nella lettura, quasi a soddisfare l'esigenza di arrivare velocemente fino in fondo per scoprire la soluzione e capire se il detective dentro di noi riesce a risolvere enigmi e situazioni. Questo è il mio obiettivo durante la sua stesura e mi auguro di esserci riuscito".

 

Un po' come i super-eroi, di giorno "insospettabile" lavoratore in banca e di notte scrittore, Campestrini, laureato in giurisprudenza all'Università di Trento nel 1996, è impiegato alla Cassa rurale di Lavis-Mezzocorona-Valle dei Cembra come vice responsabile dell'Area crediti.

 

"Forse - dice lo scrittore - scrivo per compensare la componente tecnica della mia quotidianità. Senza dubbio la mia propensione è più umanistica che scientifica, anche se nella mia vita queste due componenti si sono spesso alternate: dopo il Liceo scientifico mi sono iscritto a giurisprudenza e in attesa di trovare un lavoro coerente con gli studi universitari, ho trovato posto in banca. Un’occupazione provvisoria e diventata stabile e quindi nel tempo libero sfogo il lato umanistico".

 

E in cantiere un altro romanzo. "Sull’onda dell’entusiasmo per la pubblicazione di 'Nel nome di Alice' - conclude Campestrini - ho deciso di riprendere in mano il mio primo romanzo, quello mai pubblicato. Ho intenzione di rivederlo, sistemarlo e riadattarlo. Si tratta anche questo di un thriller, anche questo ambientato in Trentino, ma questo non vede coinvolti bambini. Ma ora è prematuro per rivelare troppo, il lavoro è ancora molto".

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 26 novembre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

29 novembre - 17:22
Sono stati analizzati 3.695 tamponi, 265 i test risultati positivi. Il rapporto contagi/tamponi si attesta al 7,2%. Altri 12 decessi, il bilancio è di 236 morti in questa seconda ondata
29 novembre - 19:23

Si trovava con un amico lungo il sentiero quando ha improvvisamente perso l’equilibrio precipitando per oltre 200 metri. Quando i soccorritori sono riusciti a raggiungerlo purtroppo per il 55enne non c’era più nulla da fare, troppo gravi le ferite riportate

29 novembre - 19:22

L'allerta è scattata alle 16.30 di oggi lungo la strada statale 237 all'altezza del centro abitato di Ponte Arche. In azione la macchina dei soccorsi tra ambulanze, elicottero, vigili del fuoco di Lomaso e polizia delle Giudicarie

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato