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Un corteo per ricordare Eleonora vittima di femminicidio e contro la violenza sulle donne

È l’idea lanciata in questi giorni dal consigliere comunale Tommaso Ulivieri che invita gli uomini ad essere in prima fila: “La Politica non può più tacere, dobbiamo fermarci e interrogarci sulla qualità delle nostre relazioni”. La proposta, nel frattempo, sta ricevendo il benestare della maggior parte dei sindaci dell’Alto Garda

Di Tiziano Grottolo - 08 settembre 2019 - 06:01

NAGO-TORBOLE. La vicenda è ben nota e da giorni occupa le pagine dei giornali, ieri l’autopsia ha rivelato i segni della violenza sul corpo di Eleonora Perraro: botte sugli zigomi e sulle labbra, morsi al volto e segni di strangolamento.

 

Per conoscere le cause della morte però è ancora presto, tra le ipotesi oltre alle percosse, che hanno causato ferite sì gravi ma a quanto sembra non mortali, c’è anche il soffocamento.

 

Al momento, il compagno Marco Manfrini, l’ultima persona ad averla vista quando era ancora viva, resta il principale indiziato per l’omicidio e per questo resta in stato di fermo nel carcere di Spini di Gardolo. Il 43enne dice di non ricordare nulla di quella tragica notte.

 

Nel frattempo il mondo politico sta prendendo una forte posizione per stigmatizzare questi fatti, ricordiamo che solo due anni fa la comunità altogardesana venne scossa da un altro femminicidio, quello di Alba Chiara Baroni, 22enne colpita a morte dal fidanzato.

 

Adesso a tenere banco è l’idea lanciata da Tommaso Ulivieri, consigliere comunale arcense di Abc-Futura, che ha proposto di organizzare un corteo in memoria della vittima e per tenere alta l’attenzione sul tema della violenza contro le donne.

 

“L'uccisione di Eleonora, così come quella di Alba Chiara, non è un fatto privato ma al contrario ci riguarda – afferma Ulivieri – ci coinvolge e ci deve costringere a non tacere perché è l'ennesimo femminicidio a poca distanza dalle nostre case è necessaria, una riflessione che non possiamo più procrastinare”

 

Una situazione che riguarda soprattutto gli uomini evidenzia il consigliere di Abc-Futura: “Dobbiamo interrogarci sulla violenza che è dentro di noi e che può non avere freni inibitori proprio perché non abbiamo ancora scolpito nella nostra cultura malata i capisaldi del rispetto della vita e di genere, quell'educazione fondamentale che dovrebbe partire dalle scuole primarie e che certa malapolitica travisa e cassa con cecità criminale”.

 

Secondo Ulivieri la politica non deve tacere, anzi: “questo è il momento di interrogarsi sulla qualità delle nostre relazioni, perché fatti come questo sono la punta di un iceberg che va sciolto con il calore di una sana educazione dei più piccoli”.

 

La riflessione si conclude in un invito rivolto a tutti i sindaci della zona e al Presidente della Comunità di Valle affinché si uniscano alla società civile per recarsi in corteo sul luogo del delitto “un piccolo gesto per cominciare a cambiare”.

 

L’appello lanciato dal consigliere comunale sta già riscuotendo l’approvazione dei diretti interessati, fra i primi ad esporsi c’è stato il sindaco di Dro Vittorio Fravezzi che si è detto favorevole a quest’iniziativa evidenziando però come contemporaneamente ci sia la necessità di costruire percorsi culturali per contrastare la violenza di genere.

 

“Soprattutto in questo periodo dove spesso l’odio è alimentato verso i più deboli” condotta questa che può incidere su episodi del genere secondo il sindaco di Dro. Che ricorda inoltre come chi ricopre ruoli politici e istituzionali, in questo senso, sia investito di una responsabilità maggiore, “spesso disattesa” fa notare suo malgrado Fravezzi.

 

Sono ancora impressi nella memoria di molti gli innumerevoli attacchi sessisti spesso rivolti alle parlamentari italiane, particolarmente feroci quelli diretti all’ex presidente della Camera Laura Boldrini in più di un’occasione accostata perfino ad una bambola gonfiabile, anche dall’allora segretario della Lega Matteo Salvini.

 

“C’è un problema culturale – dice Fravezzi – le amministrazioni non posso rimare inerti, bisogna impegnarsi con attività culturali che coinvolgano in primo luogo gli uomini, si deve rimettere al il valore dell’umanità in quanto amministratori dobbiamo aderire coerentemente a uno sforzo maggiore per investire in questo senso”.

 

Dello stesso avviso anche il primo cittadino rivano Adalberto Mosaner: “Sono favorevole a qualsiasi iniziativa che serva a mantenere alta l’attenzione su questo tema – questa spiega il sindaco – è una battaglia che va combattuta anche a livello istituzionale, i comuni gardesani hanno già messo in piedi iniziative in tal senso ma non c’è ombra di dubbio che ancora molto possa essere fatto per quello che è argomento molto sentito dall’intera cittadinanza”.

 

Favorevole anche Giuliano Marocchi, sindaco di Tenno il comune di Alba Chiara: “Credo che tutte le iniziative fatte per promuovere il rispetto dell'altro vadano bene, ancora di più su un tema che ormai ha dimensioni e numeri esagerati come quello sulla violenza alle donne”. Per questo il sindaco tennese si dice pronto a partecipare all’eventuale corteo.

 

Marocchi poi precisa: “Per quanto riguarda il tema legato all'educazione di genere credo che ognuno per le proprie responsabilità e competenze debba mettere in campo delle azioni, le parole servono a poco se non seguite dai fatti.  Nella mia maggioranza la metà sono donne, questi sono fatti e azioni concrete che vanno in questa direzione e con questa logica per quanto mi compete continuerò a lavorare”. 

 

Più cauti i sindaci di Arco, Alessandro Betta, e Nago-Torbole Gianni Morandi che ricordano come sia doveroso attendere la conclusione delle indagini: “Ritengo più che mai  corretto sentire la sua famiglia e i suoi affetti – fa notare Betta – concordando le iniziative congiunte che rispettino il dolore di quanti soffrono terribilmente. In questo momento – riprende il sindaco di Arco –  portare un fiore, un pensiero, una preghiera e ogni altra azione sentita con cuore e umanità, contro ogni forma di violenza in particolare sulle donne è più che mai condivisa, ma il nostro intento deve evitare ogni forma non rispettosa e che possa essere oggetto di inaccettabili strumentalizzazioni”. 

 

In attesa che anche gli altri sindaci prendano posizione, si aspetta di capire se la proposta di far partire un corteo prenderà realmente corpo o meno, ma soprattutto si attende di conoscere tutta la verità sulla tragica morte di Eleonora Perraro.

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