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Consegnata la mappa degli ordigni caduti su Bolzano durante la Seconda guerra mondiale. Servirà a individuare gli inesplosi

E' stata consegnata a Provincia e Comune di Bolzano la mappatura degli ordigni caduti su Bolzano tra il 1943 e il 1945. Era conservata nell'abbazia Muri di Gries. Digitalizzata, servirà non solo come interessante reperto storico ma anche per scovare le tante bombe inesplose in città

Di Davide Leveghi - 30 settembre 2020 - 16:54

BOLZANO. "Scovate due bombe, potrebbe esserci la terza". Non serve mutuare qualche detto popolare per rendersi conto che nella città di Bolzano il pericolo di trovare ordigni inesplosi della Seconda guerra mondiale sia concreto. Per questo, dopo le lunghe, laboriose e invasive operazioni di disinnesco avvenute nell'ottobre 2019 (QUI) e lo scorso 27 settembre (QUI), con l'A22 e la ferrovia bloccate e praticamente un terzo della città costretto a stare in casa, la consegna della mappatura delle bombe cadute su Bolzano tra il 1943 e il 1945 non rappresenta solo un'interessante questione storica.

 

Digitalizzata, la mappatura è stata consegnata a Provincia e Comune di Bolzano da parte del Curatorio per i beni tecnici culturali, dopo essere stata recuperata nell'abbazia di Muri Gries. “Le nostre ricerche archivistiche sono state sostenute da padre Plazidus Hungerbühler, oggi bibliotecario del convento che ci ha fatto accedere alla documentazione storica in possesso dell'Abbazia, tra la quale vi erano le mappe degli ordigni bellici”, ha dichiarato la direttrice del Curatorio Wittfrida Mitterer.

 


 

Il materiale cartografico originale, composto da 9 mappe in totale, indica la localizzazione precisa degli ordigni – bombe, ordigni inesplosi, bombe incendiarie – riportata in maniera puntuale sulla mappa catastale di Bolzano. Tra il 2 settembre 1943 e il 28 febbraio 1945, il capoluogo altoatesino fu oggetto di ben 13 bombardamenti, di cui ci fu parziale registrazione (mancano i tre avvenuti tra i 4 gennaio e il 28 febbraio 1945). Il grosso di questi interessò l'area della stazione ferroviaria.

 

Non è un caso, dunque, che proprio in quella zona della città si rinvengano ciclicamente degli ordigni inesplosi. Bolzano, d'altronde, non è certo un unicum nel panorama europeo, molte altre città, come Düsseldorf in Germania, ad esempio, si trovano di fronte al rinvenimento costante di bombe della Seconda guerra mondiale rimaste inesplose. Sotto alla pavimentazione delle strade, pertanto, si nascondono probabilmente molte altre “sorprese”.

 

L'opportunità della messa a disposizione del pubblico della mappatura degli ordigni bellici era stata fatta presente da padre Bertoldo Röllin nella pubblicazione di Mario Ferrandi 'L'Alto Adige nella storia' del 1971”, ha ricordato inoltre Mitterer. Padre Bertoldo, da parte sua, aveva svolto il ruolo di cappellano, facendo da testimone degli eventi bellici che scossero anche il territorio altoatesino e mettendo a disposizione l'Abbazia Muri di Gries alla popolazione.

 

Bolzano fu oggetto infatti di continue incursioni aeree da parte degli inglesi e degli statunitensi. Queste provocarono la distruzione del 60% del patrimonio immobiliare della città: 335 edifici vennero completamente distrutti, 648 danneggiati seriamente e altri 1395 interessati dalle bombe. A disposizione della popolazione c'erano 53 rifugi antiaerei di varie dimensioni, nonché la galleria del Virgolo che offriva riparto a 8000 persone. La sirena, si conta, risuonò ben 472 volte nell'arco di 2 anni, una volta ogni 2 giorni. Secondo le stime ufficiali, i morti furono 200.

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