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Coronavirus, da Los Angeles l'attrice trentina Gioia Libardoni vicina all'Italia: "Coltiviamo la speranza, immaginiamo un futuro positivo, la nostra ripartenza"

L'attrice trentina che oggi vive a Los Angeles ha deciso di prendere parte alla campagna social lanciata da "Vanity Fair Italia" con l'hashtag #iosonoilTrentinoAltoAdige per diffondere un messaggio di sostegno e forza: "Usiamo questo tempo per imparare cose nuove. Io ho cominciato un corso di canto e cucino a casa i piatti particolari che prima consumavo al ristorante. E nel mio frigo non manca mai una bottiglia di vino"

Di Lucia Brunello - 15 aprile 2020 - 14:54

LOS ANGELES. Dalla "città degli angeli" che in questo momento si trova in lockdown proprio come tutte quelle d'Italia, arriva un messaggio di vicinanza dell’attrice trentina di Levico Terme, Gioia Libardoni, che ha lavorato al fianco di attori da noi molto conosciuti come Raul Bova, Rocco Papaleo e Michele Riondino ma anche di fama mondiale come Tom Hanks, John Travolta e Shania Twain e per questo, da anni, approdata ad Hollywood. Ora vive a Los Angeles, ma Gioia ha radicate radici trentine di cui va molto fiera e che in questo momento di emergenza sente forti più che mai.

 

La famosa rivista di costume “Vanity Fair Italia”, lo scorso mese ha lanciato la campagna “#iosono” come “appello corale di unità” e vicinanza a tutte le città italiane maggiormente colpite dal Covid-19, a cui hanno aderito tantissime celebrità e che in pochissime ore ha invaso i social.

 

A questa ha deciso di partecipare anche Libardoni, con l'hashtag #iosonoilTrentinoAltoAdige: “Sono venuta a conoscenza della campagna social lanciata da Simone Marchetti per Vanity Fair Italia attraverso Instagram. Il senso di vicinanza e unità che mi sono arrivati immediatamente ha fatto sì che volessi unirmi anch'io alla campagna. Volevo lanciare un messaggio forte e di empatia ai miei cari e non solo, visto che ho amici in tutta Italia”.

 

E' risaputo che il virus abbia ormai colpito ogni regione geografica del pianeta, ma non è facile dimenticare quando l'emergenza sembrava riguardare solo l'Italia: i contagiati raddoppiavano di giorno in giorno e, con loro, aumentavano i decessi, il tutto sotto gli occhi del resto del mondo. “In quei primi momenti ho provato paura, ansia, tristezza e rabbia. Ero da poco tornata a Los Angeles dopo una vacanza in Trentino, e tutti i giorni mi svegliavo sperando che i miei cari stessero bene. Prego per il loro bene e quello del resto del mondo, sono consapevole delle mie emozioni negative e non voglio riversarle su altre persone, quindi faccio meditazione per portare speranza e buon umore all'interno della mia giornata. Sono vicina ai milanesi e all'amico Monsignor Giulio della Vite che ogni giorno combatte per Bergamo, la sua città, cosi fortemente colpita. Siamo esseri forti e dalle mille risorse".

 

"All'inizio mi informavo continuamente - continua Libardoni - ora cerco di moderarmi perché oltre alla nostra salute fisica dobbiamo pensare al nostro benessere mentale ed emotivo.Viviamo tutti, senza esclusione alcuna, nell'incertezza e in un momento traumatico di grande sofferenza, quindi è importante limitare la quantità di notizie negative. E' importante coltivare la speranza, immaginare un futuro positivo, la nostra ripartenza, insomma usare la propria creatività. Stare in contatto tramite telefono, internet, zoom. Imparare cose nuove, grazie alla generosità e unione delle persone ora ci sono molti corsi e musei online gratuiti e di tutti i tipi. Io ho cominciato un corso di canto e cucino a casa i piatti particolari che prima consumavo al ristorante. E nel mio frigo non manca mai una bottiglia di vino”.

 

E l’attrice ci offre anche uno spaccato di come la quarantena sia vissuta dall'altra parte del mondo, dove la lingua è diversa, ma i timori sono gli stessi: ”All'inizio, come in Italia, la pandemia è stata presa con scetticismo, ma presto i losangelini si sono resi conto della pericolosità del virus e hanno iniziato a comportarsi in modo responsabile. Fortunatamente Los Angeles è una città con grandi spazi, possiamo uscire a fare passeggiate salutari, andare in bici e fare jogging pur rispettando il social distancing. Possiamo andare a trovare i nostri cari e o persone sole e in difficoltà, ovviamente con il rispetto delle distanze e con guanti e mascherine”. Ad oggi, 15 aprile, nella contea di Los Angeles i contagiati sono oltre 10 mila con 360 decessi su circa 11 milioni di abitanti. “Abbiamo un sindaco figo di origini italiane e messicane, Eric Garcetti, che sta svolgendo un ottimo lavoro”, continua.

 

E una risposta piena di speranza e comunità alla domanda più difficile di tutte: cosa impareremo da questa difficile esperienza? “L' empatia e' molto importante. Interessarsi a se stessi e agli altri, le relazioni al centro l'universo. Senza relazioni umane siamo destinati all'isterismo, all'alienazione. E' importante non giudicare, non criticare ma l'unione, coloro che fanno credere di non aver paura stanno mentendo, tutti noi abbiamo paura perché siamo umani, solo che loro vogliono fare i fenomeni. Sensibilità, empatia e responsabilità sono fondamentali. E soprattutto sono felice per il pianeta che si sta rigenerando, i mari e l'aria si stanno ripulendo. Ecco, finita la pandemia vorrei anche che si considerasse maggiormente l'importanza che ha vivere in un pianeta sano e impegnarci tutti in questo senso”.

 

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