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Coronavirus, finiscono le valvole per l'ossigeno all'ospedale e il fornitore non può recapitarle in tempo. Due aziende le producono con la stampante 3D in poche ore

A Chiari finiscono le valvole e l'azienda produttrice non può fornirle in tempo. Arrivano cento valvole per i respiratori della terapia intensiva prodotte in poche ore con le stampanti 3D fornite dall’azienda trevigiana. Il co-founder di 3DZ: “Siamo a disposizione degli ospedali per emergenze simili, le stampanti hanno possibilità enormi". I complimenti del ministro dell’innovazione su Facebook

Di L.A. - 17 marzo 2020 - 12:42

CHIARI. Mancano le valvole salvavita, i medici non sapevano più come dare ossigeno ai pazienti nel reparto di terapia sub intensiva ricoverati all'ospedale di Chiari tra il bresciano e il bergamasco e in piena lotta per fronteggiare l'emergenza coronavirus. La soluzione è arrivata nel giro di poche ore dalle stampanti in 3D per la produzione di un centinaio di esemplari.  

 

L'allarme è scattato nei giorni scorsi, venerdì 13 marzo, quando sono terminate le valvole e quelle sostitutive non sarebbero arrivate in tempo. Da alcuni giorni, infatti, le scorte per i respiratori erano esaurite e la ditta fornitrice non sarebbe riuscita a soddisfare la richiesta. Ma a salvare diversi pazienti è stata la Lonati, un'azienda bresciana leader mondiale nel segmento delle macchine tessili: gli ingegneri tecnici Michele Faini e Marco Gavazzi hanno realizzato, infatti, una stampa 3D del materiale.

 

L'azienda bresciana ha usato, in particolare, le stampanti 3D fornite dalla 3DZ di Castelfranco Veneto nel trevigiano per replicare i modelli, coperti da brevetto, che la multinazionale fornitrice non sarebbe stata in grado di produrre e di fornire in tempo. 

 

Violazione del copyright, uso compassionevole dei dispositivi medici o un atto fondamentale in piena emergenza? La notizia ha fatto il giro d’Italia. "Complimenti a Cristian Fracassi e Massimo Temporelli, ma anche a tutte le persone che li hanno aiutati in questa impresa", ha scritto la ministra per l’Innovazione, Paola Pisano, in un lungo post su Facebook, per mostrare le valvole create con la stampante proveniente dall’azienda veneta attraverso un complicato processo tecnico che ha incluso la scansione 3D e la scelta dei materiali da utilizzare.

 

La catena solidale è partita in 3DZ, azienda con sedi in mezza Europa specializzata nella commercializzazione e nella consulenza sulle stampanti di ultima generazione. In particolare, le valvole sono state stampate con la "3D Systems Prox6100 Sls", una stampante che funziona a "polvere".

 

"E' motivante vedere i progressi che il team di ricerca e sviluppo della Lonati ha portato avanti", commenta Alberto Baraldi, co-founder di 3DZ Brescia, la persona che ha seguito nel progetto Lonati e ha spiegato loro come usare i macchinari. "Avere un cliente che utilizza Prox 6100 per nuovi progetti salvavita, capace di usare questa tecnologia in affiancamento alle altre attività, è la migliore ricompensa".

 

E' la conferma che in ambito medico e sanitario la stampante 3D è sempre più necessaria: si può stampare qualsiasi componente, riprodurre qualsiasi apparecchio. Un modo per trovare soluzioni rapide in momenti di emergenza. "Da anni ripetiamo che il futuro della prototipazione e della produzione passeranno attraverso queste attività. In questo momento di totale emergenza medica e sanitaria mettiamo a disposizione il nostro know how. Se possiamo salvare vite con le innovazioni tecnologiche, vogliamo essere in prima linea in soccorso ai medici", conclude Gianfranco Caufinco-founder di 3DZ.

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