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Coronavirus, insegnanti a Bisesti: ''Si affronti la riapertura della scuola con professionalità. Ad oggi sondaggi e esternazioni dell’Assessorato non l'hanno garantita''

Sono circa una dozzina di docenti delle scuole superiori ad aver sottoscritto una lettera inviata all'assessore all'istruzione. Anticipare le aperture a maggio? Non aggiungerebbe nulla dal punto di vista della preparazione degli studenti e aumenterebbe i rischi di contagio, spiegano chiedendo di essere coinvolti: ''La decisione di tornare a scuola, ad esempio, non può essere demandata all’esito di un questionario on line, messo a punto piuttosto precipitosamente''

Pubblicato il - 27 April 2020 - 13:43

TRENTO. E' firmata da una dozzina di insegnanti delle superiori: è una lettera inviata oggi all'assessore all'istruzione che chiarisce molte questioni aperte (per esempio che far tornare gli studenti di terza media e quinta superiore in classe a maggio non servirebbe a niente ai fini della didattica mentre aumenterebbe i rischi dal punto di vista sanitario), chiede ''una maggiore serietà da parte dei nostri decisori politici'' anche alla luce del questionario online che sta circolando in questi giorni e ribadisce come il miracolo realizzato sino ad oggi (riuscire in poco tempo a organizzarsi con le lezioni online) è frutto dell'impegno e della spinta professionale degli insegnanti, nel quasi abbandono nel quale sono stati lasciati.

 

E allora far tornare a scuola i ragazzi di terza media e quinta superiore entro il mese di maggio, anticipando i tempi? ''Non aggiunge nulla dal punto di vista della loro preparazione, dopo tre mesi di attività a distanza. Avrebbe piuttosto l’unico effetto di aumentare lo stato d’ansia dei nostri allievi e delle loro famiglie, legato a possibili contagi. Un aspetto molto critico rimane anche quello della mobilità degli studenti per raggiungere le scuole, tenendo presente la forte limitazione dei mezzi a disposizione e l’ampiezza dei bacini di utenza''.

 

L'attività di didattica online di questi mesi? ''Ci preme sottolineare come queste attività che noi docenti abbiamo messo in campo siano sorte perlopiù spontaneamente, essenzialmente in assenza di indicazioni puntuali da parte degli organi competenti, dietro la spinta della nostra professionalità e della nostra sensibilità, facendo leva sul nostro codice deontologico''.

 

E poi c'è il tema del questionario inviato al mondo della scuola che prima sembrava fosse stato realizzato per volontà dell'assessore Bisesti e che poi si è scoperto essere stato, in realtà, ideato, realizzato e gestito dalla consulta dei genitori e degli studenti? ''Ci aspetteremmo una maggiore serietà da parte dei nostri decisori politici, che per una volta avrebbero l’occasione di mostrare come la funzione più nobile della politica nell’emergenza non sia quella di inseguire il consenso, ma di contemperare i diritti con le evidenze scientifiche e con un principio di precauzione. La decisione di tornare a scuola, ad esempio, non può essere demandata all’esito di un questionario on line, messo a punto piuttosto precipitosamente e disponibile a tutti, anche a chi la scuola non la vive''.

 

''Ci aspettiamo dall’amministrazione provinciale - aggiungono gli insegnanti - il nostro coinvolgimento in un piano di ampio respiro riguardante la scuola, che esca dal semplice balletto delle date per la riapertura e affronti in modo efficace, e con tutti gli strumenti disponibili, tutte le criticità di cui sopra, al fine di garantire un inizio della scuola a settembre il più possibile sereno e organizzato. Da professionisti fin dal primo momento in prima linea chiediamo con forza che la discussione sulla riapertura della scuola venga affrontata con professionalità e completezza di visione cosa che sondaggi ed esternazioni estemporanee dell’Assessorato, sino ad ora, non hanno di certo garantito''.

 

Ecco il testo integrale della lettera

 

 

 

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