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''A settembre i nostri ragazzi torneranno in scuole simili a carceri di massima sorveglianza. Il Trentino faccia una scelta di coraggio''

Andrea Andreotti, che ha scritto una lettera indirizzata al presidente Fugatti dando voce a quella parte di comunità preoccupata per il futuro degli studenti che da settembre potrebbero tornare a scuola in delle classi blindate, tra lezioni miste (in presenza e online) e regole ferree sul distanziamento sociale

Pubblicato il - 04 giugno 2020 - 10:39

TRENTO. ''A settembre i nostri ragazzi ritorneranno in quelle che chiamavamo scuole, ma che ora, con le nuove disposizioni che si intravedono all’orizzonte, assomiglieranno di più ad un carcere di massima sorveglianza. Quali saranno i danni, per un’intera generazione di bambini e ragazzi, di un anno vissuto così? Qualcuno se lo sta chiedendo seriamente? Vogliamo interpellare qualche virologo anche su questo o permetteremo ad altri scienziati e professionisti di dire la loro?''. Queste domande arrivano da un lettore de il Dolomiti, Andrea Andreotti, che ha scritto una lettera indirizzata al presidente Fugatti dando voce a quella parte di comunità preoccupata per il futuro degli studenti che da settembre potrebbero tornare a scuola in delle classi blindate, tra lezioni miste (in presenza e online) e regole ferree sul distanziamento sociale.

 

Una situazione che potrebbe complicarsi ancora di più se davvero dovesse esserci la seconda ondata da coronavirus prevista da molti esperti per l'autunno prossimo, con il ritorno del freddo. A quel punto dalle classi blindate si potrebbe passare di nuovo alle lezioni in casa di didattica online ricordando sempre che da articolo 32 della Costituzione la Repubblica italiana ''tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività''. Forse è proprio per evitare quest'ultimo scenario che si dovranno imporre regole ferree che, giocoforza, stravolgeranno il mondo della scuola per come siamo stati abituati a conoscerlo (come qualsiasi settore delle nostre vite in questi mesi inediti per tutti, durante i quali è successo qualcosa di mai visto prima di una serietà che non va mai sottovalutata) ma la situazione è senz'altro caotica e c'è chi chiede comunque più coraggio alle amministrazioni 

 

''Mi auguro che dal momento che disponiamo di una autonomia dotata di competenze anche nel campo dell’istruzione - scrive Andreotti - il Trentino faccia una scelta di coraggio evitando di adottare una nuova scuola fatta di metri, saponi detergenti, divieti di gioco e di contatto in cui i bambini si scrutino a distanza di due metri occhieggiando da dietro le loro mascherine. Moltissime mamme e papà sono preoccupati da questo scenario''.

 

Ecco allora la lettera completa 

 

 

 
 

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