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"E' difficile trovare parole per esprimere ciò che ho dentro al cuore". In uno dei paesi più colpiti dal virus, Vermiglio, appaiono i primi segnali di speranza

La vita nel paese solandro appare segnata dal Coronavirus, che ha colpito il 2,4% della popolazione (ben al di sopra della media dello 0,38% del Trentino). E mentre cresce l'ansia, arrivano anche le prime buone notizie con la guarigione di un paziente ammalatosi ancora a inizio marzo. La sindaca Panizza: "Ci siamo sentiti tutti i giorni, il suo messaggio andrebbe letto da tutti quelli che prendono la situazione sotto gamba"

Di Davide Leveghi - 27 marzo 2020 - 05:01

VERMIGLIO. "In questo momento è veramente difficile per me trovare parole per esprimere ciò che ho dentro al cuore... ma è proprio da lì che parte il mio immenso grazie!". Comincia così il post di Achille, paziente malato di Covid-19 e guarito, tornato finalmente nel suo paese natale, in cima alla Val di Sole. 

 

Tra i luoghi più colpiti dall'epidemia di Coronavirus in Trentino figura proprio il paese di Vermiglio, arrampicato sulla cima della Val di Sole, al confine con la Lombardia. Con 43 casi alla giornata del 25 marzo, il centro solandro si trova in questo momento con una percentuale di contagiati da Covid-19 del 2,4%, ben al di sopra della media provinciale dello 0,38%.

 

L'atmosfera in paese, di conseguenza, non può che vivere l'ansia di una situazione di diffusa insicurezza, con i casi che in provincia di Trento non danno per ora segni incoraggianti di calo e la vicina Lombardia al limite del collasso. La luce in fondo al tunnel, ancora lontana.

 

“In paese credo ci sia una situazione di certo rispetto delle regole – spiega la sindaca Anna Panizza – anche se a qualcuno va ancora ricordato di restarsene a casa. Stiamo garantendo il servizio della pulizia delle strade, che è avvenuta nella giornata di oggi ad esempio. È chiaro poi che ci sia dell'ansia, non si vede l'ora che tutto finisca. I numeri sono importanti, abbiamo 43 casi positivi, 2 decessi che ci hanno segnato e fortunatamente anche un guarito dopo diverso tempo in ospedale”.

 

Molti sono in isolamento, essendo stati contagiati i conviventi, alcuni sono stati ricoverati – continua – attualmente 2-3 persone sono in terapia intensiva. I pazienti ricoverati sono a Cles, il centro a noi più vicino, a Rovereto, ad Arco. Quello che preoccupa di più è che non si sa quanti siano asintomatici”.

 

La preoccupazione del paese, dunque, è quella che attanaglia tutta la popolazione, un'ansia comprensibile sul fatto di essere malati o meno e sul fatto pertanto di essere contagiosi o meno. Una preoccupazione a cui fortunatamente dà sollievo la notizia di una guarigione.

 

Un paziente ha fatto rientro a casa e siamo molto felici – racconta sollevata la sindaca – era uno dei primi infatti ad essere stati ricoverati. È stato un percorso lungo e in salita, ci sentivamo tutti i giorni e la sua testimonianza su facebook spero possa servire a tutte quelle persone che sottovalutano questa situazione. Racconta come è stato, le paure, credo faccia bene ad affrontare con la serietà giusta il tutto”.

 

La persona guarita, infatti, ha affidato ai social tutta la sua gratitudine per l'affetto mostrato dai compaesani. Il tutto in una realtà, come tiene a sottolineare la sindaca, in cui è forte il senso di solidarietà, la tendenza “a fare rete” - “i Vermigliani sono persone uniti tra di loro” - come dimostrato anche dal grande sacrificio di dover rinunciare alla socialità - “in un paese con tanto spirito di socialità, l'isolamento mette a disagio”, dice.

 

 

L'origine dei contagi, d'altro canto, difficilmente non può essere riportata agli impianti sciistici. Tutto il paese, più o meno, gira attorno al comparto, e anche chi non ci lavora ha per lo meno un parente o un conoscente che lo fa. “Quella dei contagi per l'apertura degli impianti sciistici è un'ipotesi percorribile – afferma la sindaca – il paese di riflesso, comunque, ne avrebbe sofferto. Non me la sento di dire che sia stata la chiusura tardiva la causa, anche se sicuramente gli impianti hanno giocato un ruolo. Può essere però che i contagi siano avvenuti prima, che il virus sia cominciato a circolare durante tutta la stagione natalizia. Va anche preso in considerazione il nostro stretto contatto con la Lombardia”.

 

Per ora, intanto, la concentrazione va solo sul superare questo momento. “Noi continuiamo a fare le nostre raccomandazioni via social – conclude Panizza – cerchiamo di farci forza”. Messaggio ribadito dallo stesso Achille, che dopo aver ringraziato tutti "gli angeli custodi" che lo hanno aiutato a guarire, si rivolge ai compaesani: "Incredibile e prezioso il nostro mondo, adesso in ginocchio, ma dobbiamo essere fermamente convinti che andrà tutto bene, state tutti a casa".

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