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Coronavirus, su 28.000 tamponi in Trentino mai scoperto un asintomatico? I medici: ''Non si vede una strategia che guardi al domani per fronteggiare l'emergenza''

La battaglia coronavirus è incessante ormai da oltre un mese ma non sembrano essere stati registrati asintomatici su 28.240 tamponi. Marco Ioppi (presidente dell'Ordine ): "Il Trentino si preoccupa più a spiegare quello che è successo, una continua rincorsa agli eventi, invece di anticipare processi e decisioni come era abitudine fare. Anche il numero dei tamponi non è costante e non deve essere motivo di soddisfazione fare confronti con realtà che non sono a noi per nulla simili"

Di Luca Andreazza - 24 aprile 2020 - 06:01

TRENTO. "Un lavoro che viene portato avanti tra la diffidenza degli operatori sanitari, poco coinvolti, e non accontentati nella loro legittima richiesta di essere sottoposti a tampone. Non si intravede ancora un piano strategico che guardi al domani per fronteggiare questa emergenza coronavirus", queste le parole di Marco Ioppi, presidente dell'Ordine dei medici, che aggiunge: "La sensazione è quella che il Trentino si preoccupi più a spiegare quello che è successo, una continua rincorsa agli eventi, invece di anticipare processi e decisioni come era abitudine fare da parte di questo territorio. Anche il numero dei tamponi per un motivo o per un altro non è costante e non deve essere motivo di soddisfazione fare confronti con realtà che non sono a noi per nulla simili".

 

La battaglia coronavirus è incessante ormai da oltre un mese. La situazione è particolarmente difficile nelle aree a vocazione turistica, mentre quella nelle Rsa ha assunto proporzioni drammatiche. L'inizio dell'epidemia viene fatta coincidere da Provincia e Azienda provinciale per i servizi sanitari a domenica 1 marzo. Da allora sono stati registrati 4.368 casi e 382 decessi sul territorio provinciale.

 

A giovedì 23 aprile sono 2.249 i casi inseriti come pauci-sintomatici, 216 lievi, 18 severi e 29 critici; 364 guaiti clinicamente e 1.110 i guariti. Da oltre un mese la tabellina riporta il numero "0" tra gli asintomatici. A oggi quindi non sono stati registrati asintomatici su 28.240 tamponi? A Vo' invece era stato riscontrato attraverso uno studio, per esempio, il 43,2% di persone asintomatiche e sembra che la virulenza di Covid-19 non sia tanto diversa rispetto a quei cittadini che hanno presentato sintomi. 

"I tamponi - dice Ioppi - sono stati fatti nella maggioranza dei casi per confermare una diagnosi già fatta clinicamente, un approccio confermativo dell'insorgenza dell'infezione o per confermare la guarigione di un paziente. Abbiamo bisogno anche di scoprire come si trasmette e chi diffonde il virus. Sono informazioni utili per controllare e gestire la diffusione di coronavirus. Un po' come il ricorso alle strutture ricettive per curare le persone positive che non necessitano di ospedalizzazione (Qui articolo)".

 

Il Trentino si prepara a uscire dal lockdown e la prospettiva è quella di una crescita del contagio. "Non si può restare nella paura e pensare solo di puntare sulle misure di distanziamento sociale e sui dispositivi di protezione individuale - spiega il numero uno dei medici - perché in questi due mesi abbiamo avuto modo di fare esperienza, abbiamo studiato e analizzato il tipo di malattia che il virus provoca. Abbiamo scoperto meccanismi di azione prima sconosciuti. Abbiamo cioè conoscenze nuove che ci permettono di non solo subire, ma di poter contrastare contrastare l'epidemia in attesa del vaccino. Le limitazioni personali sono state una buona strada, ma non possono durare a lungo. Per questo è necessario puntare sulla ricerca, sulla prevenzione, sulla diagnosi precoce e su una cura tempestiva fatta a domicilio dal proprio medico, dalla medicina del territorio con terapie nuove e prescrivibili senza vincoli burocratici: più la cura a domicilio è tempestiva e più si evitano gravi complicanze che comportano ospedalizzazione e ricorso alla terapia intensiva" (Qui articolo).

 

E' necessario prepararsi a convivere con il coronavirus e mettere in atto le abitudini corrette e quelle conoscenze imparate in questi 2 mesi. Il dibattito sugli asintomatici è ancora in corso: il Veneto in questo caso è andato in controtendenza. 

 

"Da quanto mi risulta - evidenzia il presidente dell'Ordine dei medici - abbiamo pochi elementi di conoscenza sui portatori di virus asintomatici. A differenza del Veneto che è andato in controtendenza alle indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità il presidente Luca Zaia si è affidato a Andrea Cristani che ha insistito per fare i tamponi a tutti i contatti dei presunti infetti e ora la Regione è tra quelle che riescono a gestire meglio questa emergenza sul territorio".

 

C'è, infatti, il caso di Vo' Euganeo: sono stati eseguiti tamponi su quasi tutti i cittadini (85,9% nel primo studio e 76,1% nel secondo) e questo permette di avere un denominatore ben determinato su cui poi elaborare i rapporti sul numero di sintomatici, asintomatici, ricoveri e ricoveri in terapia intensiva. Un dato che emerge da questo studio è che quasi la metà dei contagiati (43,2% nei due sondaggi) era asintomatico.

 

Non è stata inoltre individuata alcuna differenza statisticamente significativa nella carica virale delle infezioni tra le persone sintomatiche e asintomatiche. Non sembra che chi presenta sintomi sia più contagioso di chi non li presenta. Ma in oltre un mese apparentemente non sembra siano stati riscontrati casi asintomatici in Trentino

 

"E' una questione di strategia - prosegue Ioppi - si pensa che il tampone serva solo per la diagnosi, soprattutto a conferma, ma deve essere anche una forma di prevenzione. E da sempre insistiamo per esempio sulla necessità di eseguire i test sul personale sanitario che non possa diventare un veicolo di contagio. Più tamponi significano più informazioni per controllare questa malattia (Qui articolo). Per la fase 2 sono fondamentali: dispositivi di protezione individuale, tamponi per la diagnosi e per individuare e isolare il virus, sostegno e valorizzazione del ruolo della medicina del territorio per una terapia precoce a domicilio. Contestualmente proseguire con la ricerca che è altrettando fondamentale: la scienza medica ha vinto tante altre malattie e sarà in grado di domare anche il coronavirus". 

 

Si parla dei test sierologici sul sangue e si dovrebbe partire con un progetto per capire la prevalenza nei cinque Comuni attenzionati in Trentino già a inizio mese, il 3 aprile (Qui articolo).

 

"Dalle notizie che ho avuto - continua Ioppi - dopo tante attese si sta iniziando. Speriamo non ci siano intoppi perché siamo sempre in forte ritardo. Questa epidemia ci ha trovato in ritardo anche in questo caso. I test sierologici rapidi che le aziende hanno messo sul mercato non sono completamente attendibili e non sono ancora certificati. In mancanza di nulla, vien da dire, meglio di niente perché comunque possono permettere di ricavare informazioni importanti: meglio qualcosa in più che in meno davanti a una malattia che ancora non conosciamo pienamente".

 

Tanti i cittadini che chiedono di estendere il ricorso a questi test rapidi. "Si propongono senza dare garanzie diverse strutture private che per la richiesta in aumento vedono non pochi vantaggi. E' da augurarsi che il pubblico riesca a offrire su larga scala questi test per aumentare gli strumenti utili per fronteggiare questa emergenza e ridurre la paura. E' importante la tempestività e l'urgenza delle scelte: decisioni di oggi rimandate a domani possono avere effetti cari da pagare", conclude Ioppi.

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