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Coronavirus, l'ex rettore: ''I ricoveri in terapia intensiva indicano la circolazione del virus. La politica dello struzzo non permette all'economia di partire come se nulla fosse''

Nella sua analisi l'ex rettore dell'università di Trento, Davide Bassi, prende in esame alcuni parametri quando ormai manca poco al termine del decreto Natale: "Il calcolo degli indicatori per il Trentino è stato alterato. L'indice di trasmissione del contagio che l'Iss ha calcolato sembra essere completamente sballato: registrato un doppio picco che è un chiaro artefatto"

Di Luca Andreazza - 05 gennaio 2021 - 10:57

TRENTO. "Il Trentino e il Friuli Venezia Giulia seguono a breve distanza il Veneto per quanto riguarda i morti per Covid-19". Così l'ex rettore Davide Bassi, che aggiunge: "Il dato di Trento per quanto riguarda i decessi è più che doppio rispetto alla media nazionale. Inoltre anche i ricoveri sono sempre alti e questa misura è abbastanza indicativa della circolazione del coronavirus".

 

Si avvicina l'Epifania e quindi la conclusione delle festività, l'Europa si interroga sulle nuove misure per cercare di fronteggiare la diffusione dell'epidemia coronavirus, ma anche per pianificare la miglior strategia della campagna di vaccinazione. Sono diverse le ipotesi per quanto riguarda l'Italia, si valutano diverse soluzione mentre i confronti tra Stato e Regioni sono costanti per delineare i provvedimenti da assumere nel periodo subito successivo la conclusione del Decreto Natale.

 

Si valuta anche un inasprimento per quanto riguarda l'Rt per far scattare zone gialle, arancioni e rosse. "In attesa che l'Istituto superiore di sanità riveda, spero profondamente, i 21 indicatori, i dati sui contagi in Provincia restano largamente incompleti. Attualmente - dice l'ex rettore dell'università di Trento - non sappiamo neppure quante siano le persone attualmente positive che risiedono in Trentino. Secondo le statistiche ufficiali rilasciate dalla Provincia sarebbero soltanto 1.981, praticamente il doppio di quante sono quelle che risiedono nel solo Comune di Trento (Comune che conta circa il 22% degli abitanti del Trentino)".

(La linea rossa rappresenta il numero di nuovi contagi (molecolari + antigenici - antigenici dei giorni precedenti confermati con tampone molecolare). La linea verde tratteggiata rappresenta il numero dei tamponi molecolari positivi, in pratica quello che viene comunicato ogni giorno alla Protezione civile nazionale. La linea blu rappresenta i tamponi molecolari che hanno confermato un positivo antigenico)

 

"Si nota che dopo i picchi mostrati nella settimana 14-20 dicembre - aggiunge Bassi - la linea blu si è abbassata e staziona intorno a valori medi nell'intervallo compreso tra 50 e 70 tamponi giornalieri. Significa che solo una piccola parte dei positivi antigenici (mediamente 300 al giorno) viene confermata con i tamponi molecolari. La media dei tamponi molecolari (linea verde tratteggiata) staziona a circa metà dei contagi reali. Solo nella settimana 13-20 dicembre le due curve (rossa e verde) si erano avvicinate a causa dell'alto numero di conferme fatte a positivi antigenici. Nelle ultime due settimane siamo tornati alle vecchie abitudini".

(La linea continua rossa mostra la media dei contagi reali. Notiamo il forte aumento registrato nel corso dell'ultima settimana, anche se - almeno in  parte - potrebbe essere legato a casi "arretrati" non identificati durante la settimana di Natale. La linea nera rappresenta i nuovi contagi settimanali comunicati all'Istituto superiore di sanità. Non c'è ancora il dato relativo alla settimana che si conclude oggi (lo sapremo probabilmente giovedì prossimo 7 gennaio), ). 

 

"C'è un abisso tra i contagi reali e quelli comunicati all'Iss. Tra l'altro questi sono i positivi su cui viene calcolato l'indice di trasmissione del contagio e non c'è bisogno di molte spiegazioni per capire come questo modo di fare abbia potuto alterare il calcolo degli indicatori del Trentino. In particolare - evidenzia l'ex rettore - alla luce dell'andamento del vero numero dei contagi possiamo dedurre che l'ultimo valore dell'indice di trasmissione del contagio che l'Iss ha calcolato per il Trentino 0.7 (CI: 0.55-0.85) sembra essere completamente sballato. La curva dei contagi sintomatici che è stata usata per il calcolo dell'indice mostra la presenza di un doppio picco che è un chiaro artefatto".

 

 

L'ex rettore è andato quindi a rivedere i valori del Rt puntuale che Istituto Superiore di Sanità ha calcolato per il Trentino nei suoi vari rapporti settimanali: "I valori dell'indice (gli stessi così importanti per l'assegnazione del livello di rischio) - prosegue Bassi - sono stati sempre sotto 1 da inizio novembre in poi, a parte il caso del 2 dicembre quando l'indice supera di poco il valore critico di 1. Senza bisogno di tanta matematica, Rt minore di 1 significa contagi decrescenti, mentre Rt maggiore di 1 significa contagi crescenti. Questi valori sono assolutamente incompatibili con la struttura a doppio picco dei contagi mostrata sopra. Il piccolo sforamento oltre quota 1 registrato a inizio dicembre non può certo giustificare l'esistenza del secondo picco ben visibile nel grafico dei contagi sintomatici (quelli utilizzati proprio per il calcolo di Rt).

Come può essere successo? "Posso solo fare una ipotesi. La stima del valore di Rt viene fatta con i dati fino a quel momento disponibili. Se molti contagi - continua l'ex rettore - vengono comunicati con grande ritardo, quando finalmente arrivano vanno a modificare il grafico, ma nessuno si preoccupa di rifare la stima di Rt con i dati aggiornati. Ovviamente la risposta giusta la dovrebbe fornire l'Iss".

"Fino ad oggi, invece di affrontare la pandemia con i provvedimenti che sarebbero stati necessari, in Trentino si è preferito ricorrere a interpretazioni fantasiose delle norme per schivare i vincoli dei 21 parametri Iss. Non credo che chi ha deciso di seguire questa strada abbia fatto un buon lavoro per il Trentino. Gli effetti della pandemia li scontiamo comunque e la politica dello struzzo non serve proprio a nessuno. Chi subirà i danni maggiori di queste scelte sono proprio le categorie economiche più esposte ai rischi di questa emergenza, come il settore turistico, che non può sperare di riprendere le attività 'come se niente fosse' finché non saremo riusciti a svuotare i reparti Covid degli ospedali".

 

Continuano a preoccupare i numeri delle ospedalizzazioni: sono 422 le persone che ricorrono alle cure del sistema ospedaliero di cui 43 pazienti sono in terapia intensiva 57 in alta intensità.

 

"Notiamo che il dato nazionale (linea nera) è rimasto pressoché costante durante l'ultimo mese. Possiamo avere dubbi sulla capacità di individuare i nuovi positivi - spiega Bassi - ma i nuovi ricoveri in terapia intensiva rappresentano una 'misura' abbastanza indicativa della circolazione del virus. Il fatto che il numero dei nuovi ricoveri sia sostanzialmente stabile ci dice che probabilmente anche i contagi reali siano stati più o meno costanti. Quando osserviamo i dati del Trentino (linea rossa) o dell'Alto Adige (linea verde) dobbiamo tener conto che parliamo di realtà dimensionalmente ridotte e che dobbiamo quindi aspettarci fluttuazioni statistiche piuttosto significative. Notiamo che il dato del Trentino ha oscillato per gran parte del tempo tra 3 e 4 nuovi ricoveri settimanali per ogni 100.000 abitanti, molto sopra al valore medio nazionale (pari a circa 2 nuovi ricoveri settimanali per ogni 100.000 abitanti). La differenza (in peggio) sia rispetto al dato nazionale che rispetto a quello dell'Alto Adige è evidente".

Se si osserva l'andamento nel tempo del numero complessivo di pazienti ricoverati, si vede che il Trentino si trova in una situazione ancora abbastanza critica. Il dato dei ricoveri dell'Alto Adige è stato corretto invece dall'ex rettore per aggiungere ai dati disponibili nella base dati della Protezione civile Nazionale i ricoveri di pazienti Covid nelle cliniche private dell'Alto Adige, numero che non viene inviato a Roma ma che è comunicato quotidianamente al territorio sui bollettini.

 

I dati però evidenziano come la Provincia di Trento abbia valori molto più alti rispetto al resto dell'Italia. "Ma l'ultimo rapporto che l'Iss ha rilasciato alla fine del 2020, il Trentino avrebbe un livello di circolazione settimanale del virus inferiore alla media nazionale. Giudicate voi se vi sembra plausibile", conclude Bassi.

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