Gambero Rosso, nessuna pizzeria del Trentino Alto Adige tra le migliori. Belluno piazza Da Ezio, Bassano Ottocento Bio
Da quando nei primi Anni ’60 a Trento, nella piazzola delle Erbe, di fronte alla fontana che i cittadini chiamano ‘dei do castradi’, un giovane napoletano, finito il servizio militare al Distretto di viale Verona, decise di accendere un forno a legna e sfornare ‘Margherita’ ne è passato di tempo e anche tra Trento e Bolzano sono fiorite le pizzerie

TRENTO. La pizza d’autore non è di casa o almeno non lo è tra le Dolomiti. Lo evidenzia – in maniera impietosa – la nuova edizione della Guida Pizzerie edita dal Gambero Rosso, variegato team gourmettaro che dopo la blasonata guida Vini d’Italia (33 edizioni alle spalle) propone da qualche anno anche le selezioni riguardo Ristoranti, Berebene, Enoteche, Bar, Pasticcerie e appunto il summa pizzario. Tra le 93 al top – segnalate con il simbolo Tre Spicchi per tre distinte selezioni: Italiana, Napoletana e al Taglio – nessuna del Trentino Alto Adige è sul podio.
Giudizio troppo severo? Ci può stare, del resto il comparto del turismo dolomitico ha puntato prevalentemente sull’alta cucina d’autore, comparto che il Gambero Rosso premia sempre con le Tre Forchette, privilegiando comunque solo ed esclusivamente l’Alta Badia, Norbert Niederkofler su tutti. La pizza, ancora, è vista come piatto conviviale di senza troppe pretese. Anzi: per qualche purista è un’intrusione all’identità gastronomica delle genti di montagna. Estremismi a parte, la ‘tonda di stampo napoletano’ ha trovato spazio inversamente proporzionale alla sua diffusione dolomitica. Tantissimi i locali che sfornano pizze, ma pochi, davvero pochi quelli che la rendono memorabile, almeno per il Gambero.
Forse perché la pizza – pietanza tra le più bramate, indipendentemente dalle classifiche o premi culinari – in Trentino non ha molta storia. Quando nei primi Anni ’60 a Trento, nella piazzola delle Erbe, di fronte alla fontana che i cittadini chiamano ‘dei do castradi’, un giovane napoletano, finito il servizio militare al Distretto di viale Verona, decise di accendere un forno a legna e sfornare ‘Margherita’, fioccarono non solo le critiche, ma serpeggiò anche il malumore, pure paura. Proprio così: i passanti si spostavano sull’altro lato della via, per non transitare vicino al ‘caloroso’ fuoco pizzario.
Nonostante questo, dopo qualche incomprensione, anche i trentini scoprirono la pizza. In un crescendo, quasi inarrestabile. Pizzerie in ogni vallata e in borghi rurali, pure vicini a malghe e rifugi di (presunta) alta quota. Pizza al posto di canederli, pizza che ha stravolto consuetudini alimentari, convivialità e pure il rito di trovarsi in osteria solo per fare due chiacchiere, giocare a briscola, bere un bicchiere di vino nostrano. Schiere di pizzaioli si sono comunque ‘impratichiti’. Qualcuno frequentando corsi di formazione, altri hanno imparato da colleghi campani, comunque ‘impastatori’ di talento, tra personaggi istrionici – roteare la pasta come fosse un disco volante – e custodi di segreti legati alla lievitazione, a come recepire le materie prime, per trovare un mix di tradizione mediterranea con spunti alpini.
Adesso quasi tutte le pizzerie – sia che sfornino in stile Napoli o nelle versioni più ‘italiane’, con bordo in rilievo, impasti croccanti o la morbidezza (‘na nuvola, dicono sotto il Vesuvio ) nella consistenza, guarnite con pomodoro e variazioni tra speck e luganega – tutti mirano a lente, lentissime lievitazioni. E il ‘lievito-madre’ è una costante. Fin troppo abusata, ostentata per ottenere immediato credito qualitativo. Torniamo ai Tre Spicchi.
Se il Gambero Rosso non premia il Trentino Alto Adige, promuove diverse pizzerie venete. Basta consultare il sito gamberista. Si va da Alano di Piave (Belluno) con Da Ezio che addirittura si è aggiudicata il titolo categoria Pizza a Degustazione per la sua Rivoluzione Vegetale (con fiordilatte, scarola riccia, carpaccio vegetale, chips soffiate di Grana Padano, hummus di fagioli gialet, granella di nocciole e olio extravergine d’oliva alla brace), a Ottocento Bio di Bassano del Grappa, passando per I Tigli di San Bonifacio e Renato Bosco Pizzeria di San Martino Buon Albergo (entrambi in provincia di Verona).
Ma certo è possibile fare delle validissime segnalazioni (per esempio qui potete trovare le Pizzerie eccellenti d'Italia, che in Trentino sono 12 mentre in Alto Adige 2). Da anni la guida in questione mette tra le pizzerie più valide quella di Alberto Pagliani, la Albert, di Trento, ritenuta la più innovativa della regione. Poi, via via, altre sicure, dal Corallo di Trento all’Excelsior di Cavalese. E ancora: Dolomieu di Andalo, Giropizza sul lago di Caldonazzo o Panem di Riva del Garda, solo per citare le più innovative. Discorso a parte su quelle pizzerie che oramai abbinano alla sequenza – talvolta infinita – di pizze nostrane, quantomeno ‘fantasiose’, anche la variante ‘tortel’. Un binomio strambo, pure incomprensibile. Stesso discorso (ma questo è uno sfizio personale) per quanto concerne l’abbinamento col bere. La birra e le bevande gassate hanno decisamente preso il sopravvento su qualche calice di vino. Anche se la pizza si dovrebbe gustare senza ingurgitare liquidi in eccesso. Ideale, in stagione, il Novello e – quasi sempre – lo spumante classico. Un Trento, indipendentemente dalla Doc.
Le premiate dal Gambero Rosso
Tre Spicchi – Pizza napoletana
Piemonte
Perbacco – La Morra (CN)
Liguria
Officine del Cibo – Sarzana (SP)
Lombardia
La Filiale a L’Albereta – Erbusco (BS)
Montegrigna – Tric Trac (MI)
Enosteria Lipen – Triuggio (MB)
Veneto
Guglielmo Vuolo Verona – Verona
Toscana
‘O Scugnizzo – Arezzo
Disapore La Pietra – Cecina (LI)
Duje – Firenze
Le Follie di Romualdo – Firenze
Al Fresco – Firenze
Giotto – Firenze
Giovanni Santarpia – Firenze
Sud – Firenze
Il Vecchio e il Mare – Firenze
Battil’oro Fuochi + Lieviti + Spiriti – Seravezza (LU)
Marche
Mamma Rosa – Ortezzano (FM)
Campania
La Contrada – Aversa (CE)
Le Grotticelle – Caggiano (SA)
Pepe in Grani – Caiazzo (CE)
I Masanielli – Caserta
Casa Vitiello – Caserta
10 Diego Vitagliano – Napoli
50 Kalò – Napoli
Da Attilio alla Pignasecca – Napoli
Francesco & Salvatore Salvo – Napoli
La Notizia – Napoli
La Notizia – Napoli
Oliva da Concettina ai Tre Santi – Napoli
Sorbillo – Napoli
Starita – Napoli
Villa Giovanna – Ottaviano (NA)
Era Ora – Palma Campania (NA)
10 Diego Vitagliano – Pozzuoli (NA)
Pizzeria Francesco & Salvatore Salvo – San Giorgio a Cremano (NA)
Puglia
400 Gradi – Lecce
Basilicta
Fandango – Potenza
Sicilia
L’ Orso – Messina
Da Clara – Venetico (ME)
Tre Spicchi – Pizza all’italiana
Piemonte
CASTINO (CN)
Vola Bontà Per Tutti
TORINO
Libery
Veneto
MESTRE (VE)
Grigoris
Emilia Romagna
REGGIO EMILIA
Piccola Piedigrotta
Toscana
COLLE VAL D’ELSA (SI)
Chicco
Lazio
FIANO ROMANO (RM)
Mater
PALESTRINA (RM)
Casale RufinI
ROMA
180g Pizzeria Romana
La Gatta Mangiona
Proloco DOL Centocelle
Proloco Pinciano
Sbanco
Seu Pizza Illuminati
Sforno
Tonda
Abruzzo
ARIELLI (CH)
Giangi
GUARDIAGRELE (CH)
La Sorgente
Sicilia
PALERMO
La Braciera
Sardegna
CAGLIARI
Framento
TEMPIO PAUSANIA
Pizzeria Bosco
Tre Spicchi – Pizza a degustazione
Piemonte
ALBA (CN)
Gusto Madre
SALUZZO (CN)
Gusto Divino
SAN MAURO TORINESE (TO)
Patrick Ricci. Terra, Grani, Esplorazioni
TORINO
Sestogusto
Lombardia
BAGNOLO MELLA (BS)
Sirani
MILANO
Crosta
Dry Milano
Veneto
ALANO DI PIAVE (BL)
Da Ezio
BASSANO DEL GRAPPA (VI)
Ottocento Bio
ESTE (PD)
Gigi Pipa
SAN BONIFACIO (VR)
I Tigli
SAN MARTINO BUON ALBERGO (VR)
Renato Bosco Pizzeria
Friuli Venezia Giulia
BRUGNERA (PN)
Mediterraneo
Emilia Romagna
CASTEL MAGGIORE (BO)
Berberè pag 159
Toscana
FIRENZE
La Divina Pizza
GREVE IN CHIANTI (FI)
Lo Spela
PIETRASANTA (LU)
Apogeo Giovannini
PISA
ZenZero Osteria della Pizza
RADICONDOLI (SI)
La Pergola
ROSIGNANO MARITTIMO (LI)
La Ventola
Lazio
ROMA
In Fucina
L’ Osteria di Birra del Borgo
VITERBO
Agriturismo Il Casaletto
Abruzzo
ROSETO DEGLI ABRUZZI (TE)
Pompetti Tropicaldue
Sicilia
SIRACUSA
Piano B
Sardegna
SASSARI
Re | Mi
Tre Rotelle – Pizza a taglio
Veneto
SAN MARTINO BUON ALBERGO (VR)
Saporè Pizza Bakery
Emilia Romagna
BOLOGNA
Forno Brisa
Toscana
AREZZO
Menchetti
Lazio
FIUMICINO (RM)
Pizzeria Sancho
ROMA
Panificio Bonci
Lievito Pizza, Pane
Pizzarium
Campania
NAPOLI
Masardona
Calabria
ACRI (CS)
Pizzamore
Premi Speciali
I Maestri dell’impasto
Lombardia – Milano
Simone Lombardi – Crosta
***
Campania – Caserta
Francesco Martucci – I Masanielli
La Migliore Carta delle Bevande
Campania – Agropoli (SA)
Vinarte
Premio Speciale Acqua Panna San Pellegrino
Pizzaiolo emergente
Calabria – San Lucido (CS)
Sabrina Bianco – Borgo Rosso di Sera
Premio Speciale Petra Molino Quaglia Ricerca e innovazione
Veneto – San Giovanni Lupatoto (VR)
30 11 Donatelli
Premio Speciale Solania
Le pizze dell’anno
Pizza a Degustazione
Veneto – ALANO DI PIAVE (BL)
Da Ezio
Rivoluzione vegetale
Fiordilatte, scarola riccia, carpaccio vegetale, chips soffiate di Grana Padano, hummus di fagioli gialet, granella di nocciole e olio extravergine d’oliva alla brace
Pizza all’Italiana
Toscana – COLLE DI VAL D’ELSA (SI)
Chicco
Marinara all’aglione
Aglione cremoso e i pomodorini gialli dell’azienda Il Cavolo a Merenda, con una selezione di pomodori gialli Star Gold e Perino
Pizza Napoletana
Campania – OTTAVIANO (NA)
Villa Giovanna
Fil.Felice
Pesto di basilico, fiori di zucca, pomodorino giallo, fiordilatte di Agerola, cialda di pecorino croccante, paprika dolce, olio extravergine del Vesuvio
Pizza a Taglio
Piemonte – TORINO
Tellia
Polpo
Crema di mandorle, senape selvatica spadellata e polpo cotto a bassa temperatura
Pizza Dolce
Campania – Caiazzo (CE)
Pepe in Grani
Pastiera Fritta
Cono di pizza fritto con crema pasticciera aromatizzata agli agrumi, fiordilatte, granella di nocciole tostate, canditi misti, zeste d’arancia











