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"Il parto risponde a stimoli istintuali e arcaici e anche nelle strutture ospedaliere bisogna recuperarne la naturalità": a Trento Michel Odent ostetrico di fama mondiale

Nel corso della sua lunga carriera Odent ha cercato di ridurre gli interventi medici al minimo, sostenendo invece la partoriente in un percorso di abbandono all'istinto, in cui affidarsi alle proprie competenze endogene e cercare le posizioni migliori e più naturali per condurre il travaglio e il parto. "La sicurezza, prima di tutto. Si può seguire e rispettare la naturalità del parto anche in una struttura ospedaliera"

Di A.V. - 24 gennaio 2020 - 19:14

TRENTO. Michel Odent, francese classe 1930, è un chirurgo e ostetrico di fama internazionale. Ieri sera, venerdì 24 gennaio, si è tenuta a Trento per una conferenza pubblica dal titolo "Una svolta nella storia della nascita", organizzata dalle associazioni Lune sui Laghi, Acqua che Balla e Fatefaville grazie al contributo di Fondazione Caritro.

 

"Sono uno studioso, e uno studente, della natura umana", ama definirsi così Michel Odent. Senza etichette che lo leghino al "parto naturale". Il parto, in fin dei conti, è solo una tappa dell'esistenza. La più importante, forse. "Durante la serata, infatti - ci spiega il professore - ho affrontato il presente, in senso lato. Ci troviamo ad un punto di svolta nella storia dell'umanità, da ogni punto di vista. Basti pensare alle questioni battereologiche, ormonali".

 

E, in questa svolta, ovviamente rientra anche il parto sottoposto, secondo il professore, ad un processo di ipermedicalizzazione che ne snatura forma e valore. Odent è uno dei principali critici del cosiddetto processo di "industrializzazione della nascita" e ha cercato, durante la sua carriera, di ridurre gli interventi medici al minimo e di sostenere le partorienti aiutandole ad affidarsi al proprio istinto. 

 

Nella sua clinica, per anni, ha fatto registrare il più basso numero, in tutta la Francia, di episiotomie (l'incisione chirurgica del perineo e della parte posteriore della vagina per allargare l'orifizio vaginale e aiutare il neonato ad uscire, ndr), di parti con forcipe (uno strumento chirurgico a forma di "pinza" con il quale viene estratto il bambino, ndr) e di tagli cesarei. 

 

"Bisogna rivedere la fisiologia del parto - continua Odent -. Fino ad ora il parto era considerato parte della fisiologia dell'apparato riproduttivo. In realtà il parto, così come la gravidanza, rientra nella fisiologia del sistema nervoso e risponde a stimoli nervosi istintuali e arcaici".

 

Condurre una gravidanza attiva e fiosiologica e partorire in modo naturale valorizzando le capacità del corpo di far procedere il travaglio anche attraverso la secrezione di ormoni specifici che permettono di sperimentare il binomio dolore-piacere, questi sono, per il professor Odent, gli elementi fondamentali per il corretto sviluppo del bambino dal punto di vista fisico, psichico ed emozionale. 

 

"Il parto è sottoposto a processi mentali. Durante il parto avviene una sorta di 'spegnimento' della neocorteccia. Ed è giusto, e bene, che sia così. E questo 'spegnimento' non andrebbe in alcun modo ostacolato. Elementi come un'illuminazione intensa o un continuo stimolo vocale bloccano questo processo". 

 

Nel corso della sua lunga carriera Michel Odent ha quindi cercato di ridurre gli interventi medici al minimo, sostenendo invece la partoriente in un percorso di abbandono all'istinto, in cui affidarsi alle proprie competenze endogene e cercare le posizioni migliori e più naturali per condurre il travaglio e il parto. In questo processo risultano di fondamentale importanza i cosiddetti "ormoni dell'amore".

 

"Gli ormoni dell'amore - spiega Odent -, fra tutti l'ossitocina, giocano un ruolo fondamentale durante il parto e lavorano in sinergia. Servono alla madre ma servono anche al bambino che è intimamente connesso con la madre. Il momento della nascita coincide con lo sviluppo del cosiddetto sistema di adattamento di base. Se si rispettano gli aspetti fisiologici del parto, il bambino viene esposto a molta ossitocina, e di qualità e, questo, non può che avere ripercussioni positive sul suo sviluppo".

 

Quello che Michel Odent ci tiene a ribadire è un concetto semplice che, però, spesso dimentichiamo: anche noi, rappresentanti della specie homo sapiens, siamo, in fondo, animali. Mammiferi, nello specifico. Il grado di evoluzione che ha raggiunto il nostro cervello ci dà notevoli vantaggi ma, paradossalmente, spesso ci ostacola. "Tornando alla questione della neocorteccia. Spesso si pensa che il nostro olfatto sia meno sviluppato rispetto a quello di altri animali. Il che in parte è vero. Ma, in realtà, il nostro olfatto viene molto inibito dalla nostra stessa neocorteccia. E' per questo che, quando assumiamo dell'alcol, abbiamo sensazioni amplificate: perché l'alcol allenta il controllo esercitato dalla neocorteccia".

 

"Per la stessa ragione - continua - anche una donna incinta è più sensibile agli odori, perché la sua neocorteccia, in un certo senso, si sta preparando al parto".

 

Odent non invoca un ritorno al parto in casa né intende mettere in pericolo la vita di partorienti e neonati. "La sicurezza, prima di tutto. Si può seguire e rispettare la naturalità del parto anche in una struttura ospedaliera. Quella che deve cambiare è la mentalità sottesa a questo momento, straordinario e magico, della vita. Bisogna iniziare a capire la fisiologia del parto perché siamo arrivati ad un punto critico. Le donne che partoriscono con i propri ormoni sono poche: si pensi all'induzione del parto o alle iniezioni di ossitocina chimica per accelerarlo, all'anestesia o alle altre terapie farmacologiche. Il bambino, poi, dovrebbe entrare in contatto con l'ambiente microbico della madre. Solo così può sviluppare un sistema immunitario efficiente".

 

"Dal 1986 - conclude il professore - sono impegnato nella raccolta, in una banca dati accessibile a tutti, di articoli accademici di rilevanza scientifica che dimostrano, in maniera inequivocabile, una correlazione tra quello che accade prima (gravidanza e parto) e quello che accade dopo (crescita e sviluppo). Bene, si è vista una correlazione tra il tipo di parto e lo sviluppo, ad esempio, di forme allergiche, malattie autoimmuni e anche disfunzioni comportamentali. Quello che sostengo è che, mai come oggi, è necessario rispettare la fisiologia del parto e, quindi, rispettare la madre e il suo bambino".

 

Per approfondire questi e altri temi, sabato 25 e domenica 26 gennaio, Michel Odent sarà protagonista, presso il Centro Servizi S. Chiara, di una due giorni di formazione rivolta a ostetriche e operatori sanitari a cui parteciperanno quasi cento persone provenienti da tutta Italia per affrontare il momento in cui tutto inizia e tutto si conclude: la nascita. 

 

 

 

 

 

 

 

 

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