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| 06 apr 2020 | 06:01

Il VIDEO. Coronavirus, l’odissea di due studenti trentini per tornare a casa: 23 ore di nave e 4 giorni di viaggio

Un viaggio surreale fra imbarchi gremiti di italiani pronti ad abbandonare la Spagna su una nave “organizzata malissimo”. Ad attenderli in Italia altre difficoltà attraversando città e stazioni deserte. Ecco il video-racconto di 4 giorni estenuanti per due studenti trentini di ritorno dalla penisola iberica: “Con il mio amico abbiamo voluto far capire com'è viaggiare in piena pandemia e quanto è pericoloso”

di Tiziano Grottolo

TRENTO. Forse le difficoltà non sono state le stesse del famoso Ulisse, ma per due trentini di ritorno dalla penisola iberica è stato comunque un’Odissea. Il viaggio è stato documentato da Davide Michelon che ha poi realizzato un video-diario per raccontare i 4 giorni che sono serviti a lui, e all’amico Lorenzo per tornare in Italia.

 

Davide e Lorenzo infatti, sono due studenti che si trovavano a Barcellona per motivi di studio, grazie al progetto Erasmus, sorpresi dallo scoppio della pandemia mentre si trovavano ancora in Spagna il primo aprile hanno deciso di imbarcarsi sulla nave che li avrebbe dovuti riportare in Italia. “Con il mio compagno di studi abbiamo voluto documentare il nostro rientro per far capire com'è viaggiare in piena pandemia e quanto è pericoloso”, spiega Lorenzo.

 

Giovedì 2 aprile, i due trentini si sono imbarcati da Barcellona sull’ultima nave disponibile al momento per rientrare in Italia, “organizzata malissimo” il loro commento. Arrivati in taxi al porto fra l’attesa iniziale e il check in ci sono volute quasi tre ore. D’altra parte a compilare la burocrazia c’era un unico addetto per circa 200 persone.

Dopo ben 23 ore di traversata, sopravvissuti al mal di mare, venerdì 3 aprile, Davide e Lorenzo sbarcano a Genova, qui altri controlli della polizia. Da Genova prendono uno dei pochi treni per Milano, passaggio obbligato per chi vuole tornare in Trentino. Ad attenderli una situazione surreale con una stazione praticamente vuota e la città deserta. Fortunatamente i due studenti riescono a trovare un hotel ancora aperto, dove per alloggiarvi è necessario compilare una carta per spiegare le motivazioni del soggiorno.

 

Il giorno seguente Davide e Lorenzo sono di nuovo in stazione i controlli sono molto rigorosi e per l’ennesima volta gli viene misurata la temperatura: via libera per entrambi, un nuovo treno li condurrà a Verona, poi la coincidenza per Trento dove i due si separano per raggiungere le rispettive famiglie. Dalla loro partenza sono passati 4 giorni, un’esperienza che sicuramente non dimenticheranno.

 

In tutto questo però c’è ancora la voglia di sorridere, la prima cosa che farà Davide finite le restrizioni? Visitare Genova: “Passando mi sono accorto che è una città bellissima”, conclude il giovane.

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