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Levico si fa sfuggire il bando da 500mila euro contro la dispersione scolastica? L'appello: ''Serve più confronto tra i vari attori sociali ed i plessi scolastici del territorio''

Lettera dell'ex presidente della consulta dei genitori dell’Istituto Comprensivo di Levico Terme Alex Faggioni sulla scuola, il rapporto con il territorio e la comunità

Di L.P. - 30 November 2020 - 12:36

CALCERANICA. La scuola non è solo un luogo dove si insegnano le coniugazioni verbali e le espressioni matematiche., ma è un luogo dove si crea aggregazione, si crea socialità, si costruisce il futuro dei territori. Ne è convinto Alex Faggioni, consigliere del comune di Calceranica e fino a poco prima delle elezioni presidente della consulta dei genitori dell'istituto comprensivo di Levico Terme.

 

E proprio di Levico vuole parlare con questa lettera dove evidenzia il fatto che l'istituto comprensivo della cittadina termale sarebbe stato praticamente l'unico della zona a ''farsi sfuggire l'opportunità offerta dalla Comunità di Valle dell’Alta Valsugana di un bando di cinquecentomila euro per arginare il fenomeno della dispersione scolastica''.

 

E allora lancia la proposta: ''I difficili tempi che stiamo vivendo necessitano di fantasia nell’elaborare forme nuove di risposta alle tematiche sociali. Ma soprattutto necessitano di una vista acuta per leggere la realtà e di una capacità di ascolto da parte dei vertici che troppo spesso si trincerano dietro ad una sterile autoreferenzialità. Occorre prevedere strutturalmente, con una cadenza temporale non troppo diluita, un confronto tra i vari attori sociali ed i plessi scolastici del territorio''.

 

Ecco il testo completo:

 

 

Gentile direttore,

vorrei condividere con lei alcune riflessioni circa quello che rappresenta oggi la scuola per il nostro territorio.

Sono diversi anni che come genitore sono coinvolto all’interno delle istituzioni di rappresentanza scolastiche dell’Istituto Comprensivo di Levico Terme che raggruppa i plessi scolastici di Tenna, Caldonazzo, Calceranica e Levico Terme.  Come genitore posso testimoniare una grande attenzione da parte degli insegnanti che, specialmente nella scuola primaria, impersonano il fondamentale ruolo di sentinelle del territorio in grado di monitorare le situazioni di rischio sociale.

 

Le maestre e i maestri sono i primi a riconoscere le avvisaglie di un momento difficile in famiglia magari di tensione legato alla perdita del lavoro del papà o della mamma e quindi ad un aggravarsi della situazione economica, sono i primi a leggere il riflesso nei figli di un tracollo relazionale che porta verso una separazione, se in famiglia vengono vissuti episodi di violenza spesso gli insegnanti sono i primi a saper interpretare la spia che si accende nei conseguenti atteggiamenti dei bambini e dei ragazzi.

 

Oggi viviamo una pandemia globale i cui effetti acutizzano dinamiche di lungo corso di erosione del collante sociale. Il paese che fino ad appena cinquant’anni fa compattava la comunità attorno alla chiesa, al bar, all’oratorio e il controllo e la mutualità sociale che da questo assetto ne derivava o è in forte crisi o non esiste più. Alla luce di questo trovo sia urgente investire del pensiero per costruire nuove reti che sappiano rispondere ai bisogni ed alle difficoltà dei nostri tempi. Chi ritiene che la scuola sia solamente un luogo dove imparare la coniugazione dei verbi o le espressioni matematiche può pure interrompere qui la lettura di questa mia riflessione.

 

Ritengo utile ricordare quanto espresso nella seconda parte dell’articolo 3 della nostra carta costituzionale: “E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Oggi l’unica agenzia sufficientemente ramificata in una presenza capillare sul territorio in grado di incarnare questo principio è proprio la scuola la quale tuttavia non sempre riesce a mantener fede a questo obiettivo, spesso per questioni organizzative. Quello che manca è la capacità di lavorare in rete con gli altri importantissimi attori del territorio come le realtà del privato sociale, i servizi sociali territoriali, le famiglie che credono nello sviluppo sociale come motore del benessere collettivo.

Nell’agganciare le situazioni di disagio per avviare una progettualità efficace è spesso determinante il fattore tempo. Una fragilità decifrata e affiancata già nella primissima infanzia, addirittura già alla scuola materna, viene risolta con un dispiegamento minore di risorse e con una maggior probabilità di successo rispetto ad una situazione analoga presa in carico, ad esempio,  in tarda adolescenza. Purtroppo non esiste una struttura ed un coordinamento in cui gli insegnanti più attenti possano segnalare i casi degni di nota che necessitano attenzione e sensibilità ulteriori rispetto a quelle didattiche. Per esperienza posso dire che scuola e privato sociale si parlano poco. Scuola e servizi sociali non si parlano affatto.

Recentemente mi è stato riferito che l’Istituto Comprensivo di Levico Terme si è fatto sfuggire l’opportunità, colta da pressoché tutti gli istituti delle vicinanze, offerta dalla Comunità di Valle dell’Alta Valsugana di un bando di cinquecentomila euro per arginare il fenomeno della dispersione scolastica. Sarebbe stato un’interessante occasione per attingere a risorse esterne per iniziare una partnership più stretta con il servizio sociale proprio per costruire una rete di osservazione e contenimento dei fenomeni sociali descritti. I difficili tempi che stiamo vivendo necessitano di fantasia nell’elaborare forme nuove di risposta alle tematiche sociali. Ma soprattutto necessitano di una vista acuta per leggere la realtà e di una capacità di ascolto da parte dei vertici che troppo spesso si trincerano dietro ad una sterile autoreferenzialità.

Occorre prevedere strutturalmente, con una cadenza temporale non troppo diluita, un confronto tra i vari attori sociali ed i plessi scolastici del territorio. Solo così riusciremo a quantificare prima ed arginare poi le varie dinamiche sociali che portano verso un erosione del benessere del singolo e conseguentemente della società nel suo insieme.

 

Alex Faggioni
Consigliere del comune di Calceranica al Lago e
presidente della Consulta dei Genitori dell’Istituto Comprensivo di Levico Terme fino a settembre 2020

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