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Libertà di stampa: nasce il Rapid response mechanism, meccanismo europeo per la tutela dei lavoratori dell'informazione

L'Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa è parte attiva di un progetto, Il Rapid response mechanism, nato con la finalità di difendere la libertà di stampa e dei media. Diversi gli strumenti a disposizione: advocacy, campagne di sensibilizzazione, assistenza legale, residenze protette, formazione e consulenze

Pubblicato il - 04 marzo 2020 - 16:57

TRENTO. A partire dal mese di marzo un nuovo capitolo nel sostegno ai giornalisti minacciati si è aperto. È stato infatti inaugurato, su iniziativa del Centro europeo per la libertà di stampa e dei media e dell'Osservatorio Balcani Caucaso, il “Rapid response mechanism”, meccanismo europeo di risposta rapida alle violazioni della libertà di stampa e dei media.

 

Il progetto, portato avanti da un consorzio guidato appunto dell'Ecpmf di Lipsia e co-finanziato dalla Commissione europea, è pensato per contrastare le conseguenze del recente deterioramento della libertà di stampa e dei media in alcuni stati membri e nei paesi candidati all'allargamento. Tale consorzio è formato appunto dall'ente guida del progetto, e da Article 19, European federation of journalism, Free press unlimited, Institute for applied informatics at the university of Leipzig, Internationl press institute e Cci/Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa.

 

Il programma di lavoro del consorzio prevede lo sviluppo di un sistema rapido e coordinato di risposta alle violazioni alla libertà di stampa e dei media, ponendo al centro dell'attenzione le molestie online (specie contro le giornaliste), le minacce legali come le Slapp (“Strategic lawsuits against public partecipation” o querele temerarie), la lotta contro l'impunità dei crimini commessi a danni dei giornalisti e la libertà dei media in specifici stati.

 

Per rispondere alle violazioni della libertà dei media, i partner svilupperanno un'ampia serie di strumenti, tra cui advocacy, campagne di sensibilizzazione, assistenza legale, residenze protette, formazione e consulenze. Il monitoraggio delle violazioni delle libertà dei media sarà effettuato da Ipi e Efj, organizzazione che dispongono di un'ampia rete di soci e contatti in ogni parte d'Europa, essenziali per le attività di questo tipo.

 

La piattaforma comune per inviare segnalazioni è mappingmediafreedom.org, da cui alcuni casi segnalati verranno inclusi sulla Piattaforma del Consiglio d'Europa per la protezione del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti. Nel corso del progetto, l'Università di Lipsia svilupperà una nuova metodologia per la mappatura, basata su intelligenza artificiale e riconoscimento del testo. Tutte le attività saranno focalizzate su stati membri dell'Unione europea e su paesi candidati.

 

“L'aspetto cruciale del Rapid response mechanism è che ci consentirà non solo di continuare l'opera di sensibilizzazione – ha dichiarato Chiara Sighele, project manager di Cci/Obct – impegno che rimane assolutamente necessario, ma anche sviluppare meccanismi efficaci per contrastare e possibilmente preventive violazioni e abusi che ostacolano il giornalismo di qualità e di interesse pubblico. Per rafforzare l'impatto di questo sforzo collettivo, Cci/Obct continuerà a sviluppare il Resource Centre sulla libertà dei media come strumento a sostegno di attività di advocacy e di elaborazione di politiche basate sull'analisi concreta della realtà”.

 

“Article 19 accoglie con piacere il supporto della Commissione europea verso il Rapid Response Mechanism, un'importantissima iniziativa creata per monitorare e rispondere in modo efficace alle numerose minacce fisiche e legali che affrontano i giornalisti in Europa”, ha affermato Sarah Clarke, di Head of Europe and Central Asia.

 

“Negli ultimi anni abbiamo assistito a un progressivo peggioramento negli attacchi nei confronti dei media in Europa. Siamo felici che la Commissione abbia deciso di supportare il nostro progetto che mira a promuovere la libertà dei media e a limitare gli attacchi contro i giornalisti – ha aggiunto Ricardo Gutiérrez, segretario generale di Efj – assieme ai partner del consorzio, Efj è determinato a creare un Rapid Response mechanism che fornirà supporto pratico ai giornalisti, così come misure preventive per limitare tali attacchi”.

 

Il progetto è co-finanziato dalla Commissione europea con 1.4 milioni di euro, dopo che il Parlamento europeo ha espresso la volontà di fornire maggiore supporto alla difesa della libertà di stampa e dei media dell'Unione europea.

 

Obct ha a riguardo dedicato una pagina nel proprio sito, consultabile a questo indirizzo.

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