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Quando l’amore è più forte del coronavirus: Simona e Taimour sposi a Trento nonostante la quarantena

Abito bianco, bouquet e mascherina così si è sposata Simona Chiarabella 25enne di origini pugliesi, convolata a nozze con Taimour Khan: “Per un momento abbiamo temuto di non poterci sposare”. Ecco perché per due innamorati quella al matrimonio è stata una vera e propria corsa contro il tempo

Di Tiziano Grottolo - 10 aprile 2020 - 19:12

TRENTO. Si chiamano Simona Chiarabella e Taimour Khan, 25 anni lei 28 lui, e questo pomeriggio (10 aprile) sono ufficialmente diventati marito e moglie. Il loro amore ha vinto anche sul coronavirus portando, come ci racconta la giovane Simona: “Un tocco di rosa in un momento così scuro”.

 

Simona e Taimour si sono conosciuti nel 2012 in Puglia, dove lei viveva con la famiglia e lui era arrivato in vacanza. Subito è scoccata la scintilla e dopo essersi frequentati per un certo periodo Simona ha raggiunto il suo futuro sposo a Trento dove Taimour gestisce l’attività di famiglia alla Lavanderia Pulimarket. Dopo una felice convivenza di tre anni i due hanno deciso di convolare a nozze. Arrivare al matrimonio però è stato tutt’altro che semplice, anzi per certi versi è stata una vera e propria corsa contro il tempo. Destreggiarsi fra documenti e restrizioni è stato complesso “per un momento abbiamo temuto di non farcela” raccontano i novelli sposi. Secondo una prima interpretazione dei Dpcm tutte le cerimonie erano state sospese e di conseguenza non era stato possibile celebrare il matrimonio.

 

 

I due innamorati si sono trovati alle strette: infatti un cittadino extracomunitario che vuole sposarsi in Italia deve farsi rilasciare dal proprio stato, in questo caso il Pakistan, una serie di documenti che fungono da nulla osta e dove si certifica che non vi sono impedimenti legali alle nozze. Questi documenti però hanno una scadenza per questo Simona e Taimour hanno dovuto accelerare i tempi, visto e considerato che le restrizioni saranno pure prorogate. “Dal comune sono sempre stati molto disponibili e gentili ed essendo a conoscenza della nostra particolare situazione ci hanno dato una mano e, non appena è stata possibile, ci è stata confermata la data che avevamo fissato”, afferma Simona. Nel frattempo, il Governo nazionale aveva mandato una precisazione sottolineando come fosse ancora possibile celebrare le nozze purché fossero prese precauzioni circa la possibilità di contagio.   

 

“Ci siamo tenuti in contatto con il comune per conoscere l’evolversi della situazione e appena è arrivato il via libera abbiamo colto l’occasione per sposarci”. Così oggi pomeriggio alla sola presenza di due testimoni, dell’assessore Corrado Bungaro che ha presieduto la cerimonia e un funzionario del comune Simona e Taimour sono finalmente convolati a nozze: ovviamente tutti bardati con guanti e mascherine. L’unica nota stonata è stata l’impossibilità di festeggiare con le rispettive famiglie la lieta occasione: “Sia i miei genitori che i miei suoceri avevano già acquistato un biglietto aereo per recarsi a Trento, purtroppo però i voli sono stati cancellati e non è più stato possibile spostarsi”, ricorda Simona.

 

Ad ogni modo i due giovani sono stati ugualmente molto felici di potersi sposare e sicuramente ci saranno delle altre occasioni per festeggiare con le famiglie. L’evento è stato l’occasione per offrire ai passanti una distrazione, in pochi si sarebbero aspettati di trovarsi di fronte a due sposi in un momento come questo e in una città semideserta, nonostante la magnifica giornata. Sulla strada del ritorno a casa c’è stato tempo per un ultimo imprevisto: “Siamo stati fermati per un controllo dalla polizia ma quando si sono resi conto della situazione ci hanno lasciato passare”, conclude Simona. Di questi tempi un matrimonio rappresenta sicuramente una situazione fuori dall’ordinario ma proprio per questo può assumere un significato speciale che permette a tutti di guardare al futuro con maggior serenità perché, nonostante tutto, la vita continua.

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