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“Segnali sonori se mancano le distanze di sicurezza”, ecco il cappellino anti-covid brevettato da un’azienda Trentina

Crescono i brevetti depositati dalla startup 3D.I.V.E con sede a Storo, per la prevenzione del Covid è stato messo a punto un cappellino tecnologico, da indossare nei grandi eventi: “Misurerà la temperatura corporea e le distanze di sicurezza, inoltre costerà solo un paio di euro”

Pubblicato il - 11 giugno 2020 - 13:00

STORO. Sono già 6 i brevetti depositati dalla startup 3D.I.V.E. che da tempo si è insediata a Casa Demadonna a Storo, nello spazio di coworking allestito da Comune, Cedis e Bim del Chiese. Ultimamente la startup è arrivata alla fase pre-industriale per diversi prodotti legati alle tecnologie ottiche e ai dispositivi per la ricostruzione di immagini e video fluttuanti in aria con componenti tridimensionali che possono utilizzate dalla medicina agli allestimenti fieristici. L’azienda, che recentemente ha trovato il sostegno dell’Investment Company Citic Holding IF Group statunitense firmando un protocollo finanziario di 3,6 milioni di euro, è al lavoro anche sul fronte della prevenzione del Covid dove ha messo a punto un cappellino tecnologico, dotato di sensori che misurano la temperatura corporea e segnalano il mancato rispetto del distanziamento sociale, da indossare nei grandi eventi come quelli sportivi, fiere, concerti e congressi.

 

“Alla luce dell’emergenza sanitaria globale – spiega Claire Lusardi, amministratore unico di 3D.I.V.E – abbiamo pensato di poter dare il nostro contributo, proponendo tecnologie adatte alla prevenzione del contagio, soprattutto per permettere una serena ripresa anche della partecipazione a grandi eventi. Inizialmente avevamo pensato ad un “cerotto” dotato di sensori, da attaccare sulla pelle, ma il progetto si è successivamente evoluto e concretizzato in un cappellino-visiera di basso costo, un paio di euro, usa e getta”.

 

“Questo cappellino – aggiunge il docente universitario nonché chimico e fisico Enrico Benassi – racchiude in sé due funzionalità. Nella parte a contatto con la fronte abbiamo pensato di includere sensori che misurano la temperatura corporea. In caso di superamento della soglia di temperatura critica, il cappellino-visiera avverte l’utilizzatore attraverso una vibrazione, in maniera che possa recarsi al punto di controllo per ricevere immediata assistenza sanitaria. Inoltre discreti segnali sonori avvisano se intorno all’utilizzatore viene a mancare la distanza di sicurezza. Abbiamo studiato un prodotto che sia leggero, facilmente tollerabile, dal design elegante, e soprattutto tanto economico da poter essere considerato usa e getta”.

 

È già realtà, invece, il prototipo pre-industriale di un device “a campo di luce continua”, all’interno del quale si potrà infilare il proprio smartphone per ricostruire in aria foto o filmati con componenti 3D. “La stessa tecnologia – evidenzia Benassi – potrà essere applicata alla ricostruzione più grande di immagini proiettate da tablet. Una tecnologia che renderà più immersive le comunicazioni, si potrà ad esempio proiettare in aria il viso della persona che parla con noi al telefono, ma anche l’entertainment e i videogiochi”.

 

Un’ulteriore tecnologia nell’ambito medicale in corso di sviluppo è rappresentata dal progetto “3D-S.A.W.” (Scanner based on Acoustic Waves): questo progetto è teso alla realizzazione di un prototipo di device che permetterà, mediante onde acustiche, di scansionare arti o porzioni anatomiche, per la rilevazione di fratture e lesioni, senza l’impiego di raggi x o campi magnetici intensi, come accade nelle attuali apparecchiature radiografiche, tomografiche o per la risonanza magnetica nucleare. “Questa tecnologia – anticipa Lusardi – potrebbe rivoluzionare il campo della medicina per immagini, fornendo un dispositivo sicuro e 'wearable', del quale potrebbero dotarsi gli amanti di sport estremi, coloro che si occupano dell’assistenza degli anziani e i centri di assistenza medica in zone marginali del terzo mondo oppure difficilmente raggiungibili da personale medico, come per esempio navi o stazioni satellitari”.

 

In fase di prototipazione, invece, un dispositivo di misura “a metà tra uno strumento e un occhiale a realtà aumentata – così lo definisce Tregnaghi – che, mediante l’utilizzo di giroscopi e accelerometri rileva eventuali blocchi articolari del capo”. Tale misurazione consentirà a operatori di settore come fisiatri, fisioterapisti, osteopati e odontoiatri di ottenere informazioni relative agli squilibri posturali determinati dal disallineamento nell’occlusione tra mascella e mandibola che provoca problemi alla schiena e al resto del corpo.

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