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Storia della Birra Verla che in Brasile spopola, Dalmonech: ''I viaggi in Val di Cembra terra dei miei antenati mi hanno spronato a fare sempre meglio''

A Ibatiba, in Brasile, esiste una birreria artigianale: Verla. Un birra ed una birreria in onore delle radici trentine mai perse durante gli anni, capaci di richiamare momenti di incontro, di festa e di famiglia. Proprio come quella italiana

Di Laura Gaggioli - 12 novembre 2020 - 20:23

TRENTO. E’ difficile calcolare quanti chilometri dividono due piccoli paesi che si trovano da una parte e l’altra dell’oceano. Delle volte però questa distanza non sempre è un ostacolo per la costruzione di un ponte: un passaggio simbolico legato al senso di appartenenza di due mondi lontani. Ibatiba, città del Brasile, e Verla di Giovo, paese nel cuore della Val di Cembra, condividono questo destino

 

Josè Clèrio Dalmonech, trentino immigrato con la grande ondata del secolo scorso, nel tempo ha costruito silenziosamente un legame forte, energico e vigoroso con la sua terra di origine. Un legame che ha saputo trasmettere ai suoi figli Guilherme e Helder, tanto da farli decidere di aprire una birreria in onore delle sue radici: Verla, Cervejaria Artesanal.

E così il piccolo paesino trentino si trasforma in un brand d’oltreoceano in grado di portare con sé un pò di italianità unita allo spirito brasiliano. Ma Verla non è solo birreria: i figli di Josè hanno voluto fare un passo in più, facendola diventare una vera e propria birra, una bevanda che potesse richiamare momenti di incontro, di festa e di famiglia. Proprio come quella italiana. 

 

 

Una birreria, e una birra quindi, che con il loro nome hanno voluto sancire non solo una conduzione a stile italiano, dove genitori, figli e nuore lavorano insieme, ma soprattutto l’orgoglio delle radici trentine. Storie di immigrazioni e di famiglie ritrovate.

 

Aver conosciuto i luoghi natali dei miei antenati è stato molto toccante - racconta Guilherme - i viaggi a Verla, tramite l’ospitalità del cugino Diego Dalmonech e della sua famiglia, mi riportano sempre il ricordo delle montagne innevate e della visita in quei luoghi dove il senso di appartenenza trovava un nome: il cimitero monumentale dei caduti in guerra tra la prima e la seconda guerra mondiale che testimoniava il passaggio di altri familiari in città”.

 

Verla è dunque, oggi, anche una realtà brasiliana, un birrificio artigianale registrato al Ministero dell’agricoltura brasiliano, che conta una capacità produttiva di circa 5mila litri al mese.

La produzione è in continua crescita - conferma Guilherme - la nostra birra è sempre più apprezzata in tutta la regione. Le persone vengono da noi, anche da altre città della regione, solo per assaggiare Verla”.

 

Una testimonianza di come l’emigrazione, seppur con tutti i suoi problemi, se gestita bene e vissuta con passione, è sempre un valore aggiunto per la comunità ospitante, ma anche per chi deve lasciare andare i propri figli oltre oceano.

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