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“Uscire dalla bolla” e “rientrare in contatto con il mondo”. Il futuro post-Covid al centro di un ciclo di incontri con gli studenti del Rosmini

Il Liceo Rosmini di Rovereto è stato protagonista di una serie di incontri in videoconferenza fra gli studenti e degli esperti locali ed internazionali per discutere il futuro del mondo dopo il passaggio della pandemia. Tanti i temi, dall'informazione alla bioetica. "Un'agorà per immaginare il futuro, uscire dalla bolla e tornare a respirare"

Pubblicato il - 10 giugno 2020 - 11:50

TRENTO. Un lavoro proficuo per pensare alla pandemia e al post-pandemia, alla società del futuro e al mondo che si prospetta. È stato questo il risultato di un ciclo di incontri promossi in videoconferenza da un gruppo di docenti del Liceo Rosmini di Rovereto, in compagnia di esperti e professionisti locali e internazionali.

 

Uscire dalla bolla” è stato un itinerario di riflessione e approfondimento, con cui si sono affrontati temi e sfide del presente e del futuro, dall'editoria all'informazione, dall'economia al civic hacking, dall'arte alla bioetica. Gli incontri, svolti online nel corso del pomeriggio, hanno permesso a numerosi studenti e docenti di approfondire queste tematiche grazie a un dibattito con gli ospiti, collegati in forma virtuale.

 

Il filo conduttore dei sei incontri è stato appunto l'uscita da questa difficile fase caratterizzata dall'emergenza sanitaria e dalle pesanti ricadute sociali ed economiche. Di libri ed editoria si è ad esempio discusso con Monica Dori e Giorgio Gizzi della libreria Arcadia di Rovereto, oltre che con Giulia Mirandola in diretta da Berlino ed esperti di libri senza parole.

 

“Nel periodo della quarantena si è notato, contro ogni previsione, un incremento nella vendita di libri cartacei rispetto al formato digitale poiché le persone, in questo momento di arresto della quotidianità, hanno più tempo per dedicarsi alla lettura e alle loro passioni”, è stato il commento a margine da parte di tre studentesse, Carmen, Francesca e Marianna.

 

Di giornalismo ed informazione, invece, si è parlato con Barbara Serra di Al-Jazeera e con il nostro direttore Luca Pianesi, moderati dal redattore della Radiotelevisione svizzera Rsi Mattia Pelli, riguardo a come sia cambiato il lavoro nel mondo delle redazioni. “I numeri legati alla pandemia sono un altro dato soggetto a molte critiche causate dal fatto che spesso non sono pienamente attendibili – hanno sottolineato le studentesse Erica, Licia e Rachele – bisogna per questo tener presente il fatto che sono solo misure indicative da considerarsi in base ai parametri di misurazione e non dovrebbero essere considerate molto più di quello”.

 

Con Alessandro Rossi, docente dell'Università di Trento di Economia e management, si è parlato invece di crisi economica e ripartenza dopo il Covid. Con Maurizio Napolitano, coordinatore del laboratorio Digital commons lab della Fondazione Bruno Kessler, e Andrea Borrusso, presidente dell'associazione OnData, invece, si è discusso di civic hacking, una sorta di “volontariato dell'informatica”, commenta lo studente Fabio, finalizzato al bene della comunità.

 

Con lo storico dell'arte Tomaso Montanari e il direttore uscente del Mart Gianfranco Maraniello si è raccontato come la percezione dell'arte e della cultura si siano trasformate nel far fronte ad una totale mancanza di turisti e amanti dell'arte. “Il sostentamento dei musei – questa la conclusione dello studente Giulio – non può basarsi sulla politica dei biglietti ma in generale sull'incentivare le persone a spostarsi per ammirare le bellezze del patrimonio artistico italiano”. L'idea del professor Montanari di fare scuola nei musei ha riscosso il favore degli studenti, che come Elisa hanno espresso la considerazione secondo cui “aiuterebbe a ridare la consapevolezza ai musei della loro preziosa missione di edificazione della persona umana e costruzione di una comunità”.

 

Ultima lezione, infine, è stata dedicata alla bioetica, in compagnia del filosofo bioeticista Paolo Dordoni e della filosofa attiva nel campo sanitario Lucia Galvagni. “Si è dato molto spazio, in questo dibattito, all'uso che si fa della bioetica in questi tempi particolarmente difficili, parlando della criticità di scelta in situazioni delicate, quali, in caso di emergenza a chi si dovrebbe dare la priorità di cura oppure se sia giusto, dal punto di vista più umano che medico, permettere ai parenti di dare un ultimo saluto ai cari defunti, o ai malati, in modo da confortarli e non lasciarli soli in un così terribile momento”, hanno chiosato Claudia e Lorena.

 

“Non potremmo essere più grati per l'impegno profuso dagli organizzatori e da quanti hanno contribuito a rendere questi incontri una vera e propria Agorà del sapere, tra domande intricate sul nostro futuro e prospettive diverse su come potrà essere. È stato un uscire dalla bolla, sì, ma anche un rientrare in contatto con quanto sembrava ormai perso e dimenticato, negli anfratti di un mondo ormai ridotto a relitto annaspante che cerca in tutti i modi una via per tornare a respirare”, è stato il commento conclusivo da parte di Giulio e Agnese.

 

 

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