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Lezione online da tutto esaurito per gli studenti del Carneri con Carlo Cottarelli tra futuro dell'Italia, pandemia ed Europa (e tanto di botta e risposta via web)

Gli studenti dell'Istituto Ivo De Carneri di Civezzano hanno partecipato ad una videoconferenza con l'economista italiano Carlo Cottarelli sul tema: "Esisterà ancora un'economia dopo il Coronavirus?". Un incontro virtuale di grande successo sia per gli insegnati che per i ragazzi, prova di quanto il web sia uno strumento utile e didattico, in questo momento più che mai

Di Lucia Brunello - 16 aprile 2020 - 20:34

CIVEZZANO. E’ sempre d’ispirazione vedere come da una situazione di crisi e difficoltà si possa trovare lo slancio per creare nuove opportunità. Inutile ricoprire di zucchero il virus che ha già portato conseguenze devastanti in tutto il mondo: dai numerosi decessi, alle imprese destinate a chiudere, alle comunità gettate in difficoltà finanziarie. Ma se c'è un lato positivo in questa crisi, è possibile riconoscere come il Coronavirus ci stia costringendo a usare internet come doveva sempre essere usato, ossia per connetterci l'uno con l'altro, condividere informazioni e risorse, trovare soluzioni collettive a problemi urgenti e organizzare incontri che, prima della pandemia, non avrebbero probabilmente mai avuto luogo. 

 

La dimostrazione di questo spirito e di quanto il web possa essere un’arma vincente, ci arriva direttamente dalla videoconferenza tenutasi oggi, 16 aprile, tra gli studenti dell’istituto superiore Ivo De Carneri di Civezzano e il professor Carlo Cottarelli, una delle voci più autorevoli in campo economico nell’attuale panorama italiano e internazionale, durante la quale ha tenuto una lezione sul tema: “Esisterà ancora un’economia dopo il Coronavirus?”.

 

L’entusiasmo con il quale i giovani hanno risposto all’invito è stato epocale, tanto da registrare il tutto esaurito ancor prima dell’inizio dell'incontro, costringendo la direzione a bloccare il numero di accessi alla piattaforma ormai congestionata per poter consentire al dottor Cottarelli di collegarsi. Ad essere connesse erano cinque classi dell’Istituto, per un totale di oltre 100 studenti appartenenti ai diversi indirizzi di Turismo, Biotecnologie Sanitarie e quello professionale per Odontotecnici, insieme al preside dell’Istituto, Giovanni Scalfi, e alcuni insegnati, tra cui il professore di Diritto e Legislazione Turistica, Nicola Masè, a cui si deve l’organizzazione dell’incontro.

 

“E’ stato un grande onore ed emozione poter offrire ai miei studenti una lezione del dottor Cottarelli interamente "dedicata" a loro, durante la quale hanno dimostrato profondo interesse e partecipazione”, racconta a ilDolomiti il professor Masè. “L’intervento è stato molto puntuale e preciso, semplice ma al tempo stesso tecnico: un arricchimento per tutti noi che lo stavamo ascoltando”.

 

La videoconferenza è durata circa 1 ora e 15 minuti, ed è stata ricca di spunti di riflessione. L’economista ha esordito informando i ragazzi che il reddito dello scorso anno di una famiglia media fosse stato pressoché lo stesso degli ultimi vent’anni: “E’ la prima volta che i figli non stanno meglio dei genitori dai tempi della guerra”.“L'intervento ha fornito - continua il professor Masè - una panoramica della situazione economica italiana pre pandemia e su quelle che sono, ad oggi, le prospettive future, sottolineando come quella del Coronavirus potrebbe essere l’occasione per andare ad agire laddove il nostro paese ha cigolato per anni”.

 

“Un punto principale su cui il professor Cottarelli si è soffermato è stato quello di sfatare la fake news di come l’Europa non ci stia aiutando. Fatto non vero, contando che l'intero il deficit pubblico italiano di quest’anno sarà sostenuto dalla Banca Centrale Europea, grazie al suo finanziamento di 240 miliardi". Sono poi state citate interessanti stime del fondo monetario internazionale e nazionale, dicendo che secondo le previsioni primaverili il Pil dell’Italia avrà un calo del 9%, dato che non si verificava dal 1945. "Il professore ha spiegato agli studenti che le conseguenze vedranno un reddito più basso per tutti, traducendosi in meno assunzioni e il rischio di licenziamenti. Ha poi detto che lo stato dovrà aiutare le famiglie e le imprese, in modo da dare la possibilità di tornare a spendere così che quando si ricomincerà a lavorare, potrà anche ripartire l’economia”.

 

Al termine dell'intervento di Cottarelli, gli studenti hanno avuto modo di rendersi partecipi ponendo delle domande. I giorni precedenti all’incontro, i ragazzi avevano mandato i loro quesiti sul tema al professor Masè: “Oltre 50 studenti mi hanno scritto più di una domanda, e questo a dimostrazione di quanto fossero interessati e coinvolti all'idea di ascoltare la lezione del Dottor Cottarelli”.

 

Si può dire di come, nonostante questo sia un momento in cui tutti noi siamo fisicamente più distanti che mai, questa emergenza abbia in alcuni casi dato vita a dialoghi che difficilmente avrebbero avuto luogo, accorciando immensamente le distanze. “La didattica a distanza è una sfida, ma può funzionare, se ci si crede. Nella disgrazia abbiamo voluto vedere un'opportunità. Sono certo che questa sarà un'esperienza che i nostri ragazzi si porteranno dentro”.

 

E lo strumento a rendere tutto possibile è l'internet, grazie al quale ci è permesso di rimanere connessi anche in gruppi numerosi. Senza questo, sarebbe a dir poco difficile rimanere in contatto pur mantenendo le distanze di sicurezza. Lo stesso Istituto la prossima settimana ha organizzato un altro interessante incontro a distanza con il Dottor Palmucci, direttore dell’Ente Nazionale Italiano sul Turismo. E quindi via libera allo sfruttare la tecnologia per mettere in collegamento i giovani con personalità che in tempi normali difficilmente sarebbero raggiungibili, ma che ora, trovandosi a casa come tutti, seppur lavorando, hanno più tempo disponibile.

 

Questa che è avvenuta a Civezzano è stata una preziosa occasione per far sentire i giovani studenti più inseriti direttamente nell’attualità, specialmente considerando che molti di questi a breve si diplomeranno e che ora si chiedono quale dovrà essere la loro prossima mossa.

 

La videoconferenza si è conclusa con un messaggio ben preciso agli studenti da parte dell'economista: "O siete geniali, nel qual caso potreste permettervi di lavorare poco, studiare poco ma avere comunque successo, oppure se come me non siete particolarmente geniali dovete rimboccarvi le maniche. Io non ho sempre studiato tanto, mi sono sempre difeso bene certo, ma dalla maturità in poi quando ho iniziato davvero a mettercela tutta ho ottenuto ottimi risultati".

 

"Il consiglio ci pare saggio – conclude infine Masè - una verità incontrovertibile. La dedizione e il duro lavoro restano per noi gli unici strumenti in grado di garantire ai nostri ragazzi la possibilità di costruire un futuro migliore, non solo per loro stessi ma per il loro Paese, per la collettività tutta. Speriamo davvero seguano il suo consiglio".

 

Qui di seguito, le domande poste a Cottarelli e le rispettive risposte:

 

Filippo Bernardi, 5 turistico: L’Italia è tra i Paesi più colpiti dal Covid-19 ma è pure uno dei Paesi più belli al mondo. Data la forte vocazione turistica dell’Italia, e nello specifico della nostra regione, che si è dissolta di punto in bianco senza ancora certezze sulla riapertura, sa immaginare un modo futuro di “fare turismo” quando la paura sarà sfumata?

 

E’ difficile in questo momento immaginare come sarà possibile gestire il turismo nel futuro immediato. Nei giorni scorsi Ursula von der Leyen ha dichiarato in un’intervista che c’è ancora incertezza su quando la gente potrà tornare a fare turismo, se si potranno organizzare le vacanze estive. Ecco, da molti queste parole sono state prese come una raccomandazione a non fare prenotazioni, e che questo avrebbe rovinato ulteriormente il settore turistico. In realtà al di là delle dichiarazioni della Presidente della Commissione Europea la verità è che per quest’anno il turismo prenderà “una botta enorme” non sappiamo ancora quando e come si potrà andare al mare, non sappiamo ancora come e quando alberghi e ristoranti potranno tornare ad operare.

 

Damiano Dalfovo, 5 turistico: Dal suo punto di vista, l’emergenza Covid aumenterà ulteriormente la disparità tra ricchi e poveri e le differenze tra Nord e Sud?

 

A dire il vero come abbiamo visto le regioni del Nord, almeno per ora, sono state molto più colpite rispetto a quelle del Sud quindi non credo che in questo senso si possa parlare di conseguenza diretta, essendo il Nord normalmente la porzione più produttiva del Paese si potrebbe ipotizzare per assurdo un calo della distanza. Quel che è certo come abbiamo visto è che l’ultimo picco di reddito per le famiglie Italiane si è registrato nel 2007 dopo di che la decrescita è stata costante. Credo che senza dubbio la crisi attuale non potrà che riconfermare almeno per ora lo stesso trend. E’ urgente tornare a lavorare al più presto sul sistema economico Italia e cogliere l’occasione per svecchiarlo e rendere la burocrazia più snella.

 

 

Prof. Masè: Cosa pensa e qual è la sua opinione rispetto all’operato dell’attuale governo in questo momento di crisi?

 

Credo che il governo al pari dell’Europa si stia muovendo si, ma troppo lentamente. Il problema è quello già citato non voglio ripetermi, una burocrazia eccessivamente paralizzante, soggetta a continue modifiche, leggi troppo complicate. E’ responsabilità è dell’attuale governo? La risposta è no, si tratta di un’eredità del passato, con la quale purtroppo dobbiamo continuare a fare i conti.

 

Il preside, prof. Giovanni Scalfi: Lei probabilmente è abituato a rapportarsi con studenti un po’ più grandicelli dei nostri, dell’ambito universitario. In prospettiva, le chiedo: quale consiglio formativo si sente di dare a degli adolescenti di oggi?

 

Se si vuole stare in Italia la domanda più importante da farsi è cosa debba fare la politica non gli studenti, perché se i ragazzi si impegnano e si formano ma non trovano un’adeguata collocazione professionale in Italia chiaramente vanno all’estero, allora prima di tutto dovremmo cercare di creare posti di lavoro buoni per tenerci i nostri ragazzi. Se in generale mi si chiede che consigli ho da dare agli studenti allora, la risposta è solo una. Non c’è niente da fare, bisogna studiare, bisogna impegnarsi tanto.

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