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Covid, immunità di gregge a ottobre? Gli industriali: ''Copertura arriverà prima e possiamo mettere a disposizione la logistica, anche tramite sanità privata''

Fausto Manzana, presidente di Confindustria Trento: "Se ci fossero le dosi e la possibilità di accelerare, sarebbe inopportuno non utilizzare la capacità organizzativa delle nostre imprese per superare eventuali limiti superabili". Il mondo della sanità privata pronta a scendere in campo

Di Luca Andreazza - 09 giugno 2021 - 21:26

TRENTO. "Abbiamo ragionato molto sul contributo che possiamo portare in questa fase e siamo a disposizione dell'autorità sanitaria". A dirlo è Fausto Manzana, numero uno degli industriali trentini, nel parlare della campagna vaccinale. "E' chiaro il ruolo delle imprese e delle organizzazioni a vari livello. Abbiamo partecipato in modo propositivo alla predisposizione dei protocolli e possiamo fare la nostra parte". Anche il mondo della sanità privata, comparto utilizzato per la raccolta dei test antigenici, è pronto a scendere in campo per accelerare nelle somministrazioni.

 

Mentre le attività economiche gradualmente ripartono in questa fase dell'emergenza Covid, la proiezione del Corriere indica per il Trentino il raggiungimento dell'immunità di gregge a inizio ottobre, l'ultimo territorio italiano a chiudere la campagna (Qui articolo).

 

L'impatto dell'emergenza Covid-19 sul sistema economico ha di fatto portato in quasi tutti i Paesi alla recessione più pesante dal Dopoguerra. A livello nazionale i dati relativi al 2020 non sono assolutamente confortanti, ma in Provincia di Trento è andata ancor peggio: la caduta del Pil sul territorio è stata del 9,8%, quasi un punto percentuale in più rispetto al dato nazionale (-8,9%) e per quanto riguarda la crescita la Pat “si colloca su un sentiero lievemente più regressivo” del resto d'Italia (Qui articolo).

 

Questa fotografia e altri campanelli d'allarme sul fronte dei dati ha spinto Confindustria a elaborare il progetto "Duemilatrentino" per delineare le strategie nel rilanciare il tessuto economico del Trentino e trovare soluzioni per rivitalizzare un territorio in crescita nell'ultimo decennio ma con performance più deludenti rispetto ai territori limitrofi e competitor diretti (Qui articolo).

 

"Il nostro approccio - dice Manzana - è quello di metterci a disposizione del territorio. La responsabilità, però, è dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari che gestisce la campagna e opere le scelte necessarie per implementare le inoculazioni. Le imprese possono mettere a disposizione importanti spazi logistici per ampliare gli orari dei centri, mentre la sanità privata possono supportare i vari hub nelle somministrazioni. Credo che ci sarà un'accelerazione e che tra fine agosto e inizio settembre si possa raggiungere l'immunità di gregge".

 

I dati più aggiornati riportano di 342.726 dosi somministrate in Trentino di cui 109.446 sono seconde dosi. "La direzione di controllo deve restare saldamente alla sanità pubblica - prosegue il presidente di Confindustria - anche per la gestione dell'anagrafe per le verifiche dei Green pass. Non solo, gli industriali sono disponibili, ma tutto il Coordinamento provinciale degli imprenditori. Ora non ci sono ripercussioni a livello di economia per questo approccio più prudente rispetto alle altre Regioni ma l'elemento logistico è una chiave per fare più in fretta. Certo, se ci fossero le dosi e la possibilità di accelerare, ma questo non dovesse avvenire per limiti superabili, allora sarebbe inopportuno non utilizzare la capacità organizzativa delle nostre imprese".

 

I numeri ministeriali evidenziano, però, che il Trentino è sceso nella "graduatoria" delle somministrazioni. Nelle scorse ore sono partite le prenotazioni per gli over 40, mentre altri territori hanno avviato le operazioni ai maggiorenni. La Provincia di Trento è penultima per residenti vaccinati in Italia con solo la Sicilia a fare peggio, ultima per residenti vaccinati con le due dosi e poi è penultima anche per dosi utilizzate rispetto a quelle ricevute: inoculate solo l'87% contro una media italiana che viaggia sul 90%

 

"Ci siamo messi a disposizione - dice Azelio De Santasegretario del Trentino Alto Adige dell'associazione nazionale medici d'azienda e competenti - per supportare la campagna in ambito aziendale. Recentemente però siamo stati informati da Uopsal che iniziano a scarseggiare le dosi. Nel breve termine è difficile quindi pensare che ci possa essere un coinvolgimento della componente privata. Ma non sembra, comunque, che anche nel medio termine ci sia la volontà di attivare linee vaccinali dedicate alle aziende, diversamente da come è avvenuto in queste settimane in altre Regioni come per esempio il Friuli Venezia Giulia".

 

A fine settembre l'80% degli italiani dovrebbe essere vaccinato e quindi si inizia a valutare il superamento della gestione emergenziale dell'epidemia. L'ipotesi del generale Francesco Paolo Figliuolo è quella di passare dai grandi hub a coinvolgere maggiormente medici di medicina generale, pediatri e farmacie.

 

"Se la strategia di puntare sulle prime dosi è comprensibile - evidenza il segretario dell'associazione nazionali medici competenti - per ridurre l'impatto della malattia, questa però dall'altro lato rischia di esporre la popolazione alla diffusione delle varianti, come avviene in questo periodo in Regno Unito. Un ciclo completo, invece, permette di abbattere con maggiore certezza la curva epidemiologica". 

 

La prospettiva è quella di pianificare anche la terza dose. C'è poi da pianificare l'eventuale somministrazione per i turisti in vacanza. "Vari motivi hanno portato a inoculare principalmente Pfizer, che presenta oggettivi problemi di conservazione e utilizzo. E' comprensibile la motivazione pratica di voler seguire una linea vaccinale unitaria, ma si potrebbe uscire dall'esclusività degli hub pubblici, pur mantenendo naturalmente una forte regia dell'Apss. Un coinvolgimento più incisivo delle parti potrebbe portare anche a una sensibilizzazione maggiore e una facilitazione nelle somministrazioni per ritornare il prima possibile alla normalità", conclude De Santa.

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