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Le campagne di vaccinazione contro le pandemie: dalla Polio al Covid, l’intervento del Rotary. Tramite il Club di Trento donate 130.000 mascherine alla Diocesi

Ancora nel lontano 1979 il Rotary Club di Treviglio si fece promotore di una prima campagna di vaccinazione di massa contro la polio dei bambini delle Filippine, somministrando 500.000 dosi di vaccino orale sviluppato con successo da un altro Rotariano, il premio Nobel per la medicina Albert Sabin. In queste settimane il distretto che riunisce i Rotary Club delle Tre Venezie ha messo a disposizione ben 730 volontari per supportare la vaccinazione anti-Covid per oltre 3 milioni di persone e in questi giorni il Rotary Club di Trento con il presidente Matteo Sartori sta facendo da tramite per donare 130mila mascherine 'generiche''

A sinistra le mascherine in partenza per Trento
Pubblicato il - 29 novembre 2021 - 17:04

TRENTO. In questi tempi in cui si parla quasi esclusivamente di Covid sono passati in secondo piano i successi ottenuti nella lotta contro la poliomielite, malattia gravemente infettiva presente ancora nell’antico Egitto che negli anni ‘50 del secolo scorso uccideva o paralizzava oltre 500.000 persone ogni anno. Un contributo essenziale alle campagne di eradicazione della poliomielite è stato dato dal Rotary, associazione che riunisce nel mondo oltre 1.200.000 Soci impegnati nel sociale e che, tra gli scopi umanitari perseguiti, combatte da numerosi anni le principali malattie infettive.

 

Ancora nel lontano 1979 il Rotary Club di Treviglio si fece promotore di una prima campagna di vaccinazione di massa dei bambini delle Filippine, somministrando 500.000 dosi di vaccino orale sviluppato con successo da un altro

Rotariano, il premio Nobel per la medicina Albert Sabin che, dopo averlo sperimentato su di sé, aveva rinunciato a brevettarlo affermando di voler “fare un regalo a tutti i bambini del mondo". L’iniziativa è stata successivamente fatta propria dal Rotary International che ha dato vita alla campagna “End Polio Now” coinvolgendo i propri soci che, con il loro contributo, hanno proceduto alla somministrazione del vaccino in collaborazione con i Ministeri della Sanità dei Paesi destinatari delle campagne vaccinali, con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e con l’Unicef e ciò anche a rischio della propria vita: sono infatti ben 14 i volontari uccisi in Nigeria e in Pakistan.

 

I soci Rotary hanno quindi attivato raccolte fondi e opere di sensibilizzazione fornendo un contributo economico che, secondo i dati più aggiornati, ha superato i 2 miliardi di dollari. Grazie al loro impegno la poliomielite è stata debellata dalle Americhe nel 1994, dall’Europa nel 2002 mentre l’intero continente africano è stato dichiarato “Polio free” nel 2020: attualmente resistono focolai esclusivamente in Afghanistan e Pakistan ove la difficile situazione politica impedisce di portare a termine un’efficace campagna di vaccinazione che consentirebbe di considerare la poliomielite definitivamente sconfitta. Utilizzando quindi l’organizzazione, le conoscenze e le infrastrutture realizzate, il Rotary ha affrontato altre emergenze sanitarie, quali la febbre gialla ed il morbillo e anche di recente è intervenuto nella campagna di vaccinazione contro il Covid.

 

​Ancora prima che i vaccini fossero disponibili il Distretto che riunisce i Rotary Club delle Tre Venezie ha concluso con le Regioni e Province interessate accordi grazie ai quali ben 730 volontari – soci, amici del Rotary e dell’associazione giovanile collegata Rotaract – hanno svolto e stanno svolgendo attività di supporto in affiancamento al personale delle Aziende Sanitarie. Secondo i più recenti dati i volontari Rotary delle Tre Venezie hanno prestato oltre 45.000 ore supportando oltre 3.000.000 di persone vaccinate, con un valore del service di oltre 1 milione e 800 mila euro.

 

Analoghe iniziative finalizzate a combattere la disinformazione e a sostenere un accesso equo e sostenibile ai vaccini sono in corso da parte di tutti i Club sparsi nel mondo. Con ciò il Rotary intende dimostrare di aver sempre creduto e di continuare a credere nei progressi della scienza convinto che, al momento, la vaccinazione sia l’unica valida soluzione per evitare - o quanto meno per ridurre drasticamente - le conseguenze di questa tragica pandemia: tutto ciò nella speranza che le tristi immagini di carovane di bare, le sofferenze ed i periodi di lock down non abbiano più a ripetersi. Se ci stiamo infatti avvicinando alla tanto agognata “ immunità di gregge”, una parte del merito può attribuirsi anche al Rotary e ai suoi soci.

 

Sempre in tema di coronavirus ed in particolare di mascherine per proteggersi, Matteo Sartori, Presidente del “Rotary Club Trento” 2021-2022, ricorda una bella iniziativa di “service” effettuata nel marzo 2020 dal suo predecessore. Mancavano del tutto nei reparti di rianimazione le mascherine regolari nelle certificazioni e non si riusciva a trovarle, circostanza che poneva a grave rischio la vita di medici, infermieri e degenti. Ecco che un socio del “Rotary Club Trento” ha interessato subito un suo conoscente, che da anni effettua import-export con la Cina. Si è così riusciti ad acquistare ed a far arrivare tempestivamente circa 20.000 mascherine in prima linea, ovvero – come detto – nei reparti di rianimazione.

 

Bene: nei giorni scorsi il “Rotary Club Trento” è stato contattato dalla stessa persona che aveva allora fornito le mascherine, per manifestare la sua intenzione di donarne 130.000 “generiche”. Ed ha chiesto al Club di indicargli a chi farle pervenire. “Abbiamo subito pensato alla Diocesi di Trento, che con le sue Parrocchie, le sue Associazioni, gli Scout, le Comunità ecc. è costantemente al servizio della collettività”, ha detto Matteo Sartori, che, sostenendo le spese di trasporto, ne ha consentito l’immediata la consegna. Un grande grazie dunque, a nome del Presidente Matteo Sartori, a tutti coloro che hanno collaborato a questa iniziativa. A partire naturalmente dal donatore.

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