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| 25 mag 2021 | 19:04

“No al rimescolamento delle classi per il prossimo anno scolastico”, la Giunta boccia la proposta di Coppola, Bisesti: “Si valuterà caso per caso”

La consigliera di Europa Verde ha presentato questa mattina (25 maggio) una risoluzione per evitare di “riportare il numero di alunni per classe alla situazione pre Covid”: 17 i no e 15 sì (compresi quelli di Fratelli d'Italia) per la proposta

“No al rimescolamento delle classi per il prossimo anno scolastico”

TRENTO. Anche in Consiglio provinciale si discute di scuola: bocciata questa mattina, 25 maggio, la risoluzione di Lucia Coppola (Europa Verde) per “mantenere lo stesso numero di studenti in classe anche per il prossimo anno scolastico”. La proposta è stata accolta positivamente da tutta la minoranza più Fratelli d'Italia: in poche parole, a bocciare la risoluzione è stata la maggioranza leghista, con l'assessore all'Istruzione, università e cultura Bisesti che ha parlato di “investimenti straordinari sulla scuola” e “valutazioni ad hoc” che verranno effettuate per il prossimo annoistituto per istituto”.

 

Dall'altra parte però sono molte le preoccupazioni di genitori, dirigenti ed insegnanti, principalmente di elementari e medie, in merito alla decisione della Pat di ricomporre le classi ('smembrate' lo scorso anno per permettere il mantenimento delle distanze durante la pandemia), prima fra tutte quella che nell'eventualità di una ripresa dei contagi si debba tornare alla didattica a distanza.

 

Riportare il numero di alunni per classe alla situazione pre Covid – ha dichiarato Coppola – significa disattendere il principio di precauzione, affidandosi agli eventi e senza sapere esattamente cosa succederà. Molti genitori di alunni e alunne sono estremamente preoccupati pensando alla situazione sanitaria dei loro figli”. Come ribadito da diversi genitori inoltre, la suddivisione in più sezioni degli studenti operata a causa dell'arrivo della pandemia potrebbe essere l'occasione ideale per superare, usando le parole del Ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, il problema delle “classi pollaio”.

 

“Le aule degli istituti trentini – spiega infatti la consigliera provinciale di Europa Verde – sono piccole e già in condizioni normali problematiche nell'ospitare studenti e studentesse. Il capo della task force incaricata di ripensare il piano di rientro a scuola in sicurezza, su indicazione del ministro Bianchi, ha proposto delle classi ideali di 10/12 alunni”. Per il prossimo anno la Pat ha però previsto il limite massimo di 25 alunni per aula.

 

Favorevole alla proposta anche Alessio Manica (Pd) che parla del no della maggioranza leghista come di un “errore, a spese dei bambini”. La proposta dell'ex presidente della Provincia Ugo Rossi (Trentino in Azione) è invece di utilizzare, dovessero mancare i fondi per mantenere le classi attuali, i circa due milioni di euro stanziati dalla Provincia per entrare in Itas. Ad appoggiare la risoluzione anche Claudio Cia (Fratelli d'Italia), che dice di “essere stato contattato da genitori che evidenziano le preoccupazioni sollevate da Lucia Coppola” anche perché “non si sa cosa succederà in autunno e quindi un atteggiamento di prudenza sulla ricomposizione delle classi pre Covid s'impone”, molte sarebbero anche le preoccupazioni sulle conseguenze didattiche del riunire le sezioni.

 

Ritengo questa bocciatura – conclude Coppola – il frutto di una politica non lungimirante e poco incline all'ascolto, che non considera opportuno programmare per tempo l'organizzazione scolastica, in modo da non doverci poi ritrovare con molte classi in quarantena e vivere in un perenne stato di emergenza. Un'altra occasione persa, speriamo di non pentircene”.

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