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Classi troppo numerose, Bisesti non cede: si torna al pre-Covid, genitori delusi. Ferrari: “No alle scuole di serie A e di serie B”

Interrogato dalla consigliera Dem Ferrai, l’assessore Bisesti ha fatto sapere che per quanto riguarda il nuovo anno scolastico si tornerà alla fase pre-Covid, di conseguenza aumenterà il numero degli studenti per classe e alcune di queste saranno sciolte. Ferrari: “Siamo ultimi per copertura vaccinale, serve maggior cautela nel ripristinare la situazione pre-pandemia”

Di Tiziano Grottolo - 09 giugno 2021 - 10:25

TRENTO. Genitori e studenti sono scesi in piazza, hanno lanciato petizioni (raccogliendo centinaia di firme) e scritto lettere (spesso senza ottenere risposte) per chiedere di non smembrare le classi e mantenere gruppi di alunni meno numerosi ma dall’assessorato all’istruzione sembrerebbe essere arrivato il “no” definitivo. L’assessore all’istruzione Mirko Bisesti, interrogato in aula dalla consigliera Dem Sara Ferrari, ha infatti confermato che il numero delle classi tornerà alla situazione pre-pandemia. Di conseguenza aumenterà il numero degli studenti per classe e alcune di queste saranno sciolte.

 

Durante la scorsa seduta del Consiglio provinciale Bisesti ha spiegato che a fronte dell’attuale quadro sanitario la situazione degli istituti scolastici consente la partenza dell’anno, tenendo in mente l’obiettivo, che è quello di consentire la scuola in presenza il più possibile. “L’assessore ha confermato che il numero delle classi tornerà alla situazione pre-Covid, perché il numero dei gruppi classe più numerosi – quelli tra 23 e 25 alunni, ricorda Ferrari facendo trasparire il suo disappunto – sono ‘solo’ 344, definiti un numero residuale”.

 

Più nel dettaglio stando ai dati forniti le classi di scuola primaria sono 1.400 di cui 134 hanno un numero tra 23 e 25 alunni per classe, 550 classi hanno più di 15 alunni e 260 tra i 16 e i 18 studenti. Nella scuola secondaria di primo grado su 778 classi, la metà ha un numero di alunni tra 21 e 23, mentre 60 (le classi terminali) registrano tra i 23 e i 25 studenti. Nella scuola secondaria di secondo grado su 1.048 classi solo 150 hanno un numero di ragazzi tra 23 e 25, mentre 153 hanno tra 21 e 22 studenti; le altre classi non superano i 20 studenti per classe. Questi numeri tracciano il quadro completo della situazione, ha aggiunto Bisesti, riportando il dato reale e fugando i dubbi innescati dalle strumentalizzazioni sul tema, la presenza di classi con un numero di studenti tra 23 e 25 alunni è residuale.

 

La consigliera del Partito Democratico però non ci sta e attacca: “Fermo restando che non si possono considerare ‘residuali’ gruppi di bambini e ragazzi che si troveranno a vivere il prossimo anno con nuove difficoltà, mantenere le classi attuali non creerebbe un grosso problema di sostenibilità finanziaria per la Provincia. L’incertezza della pandemia in un territorio che oggi risulta ultimo in Italia per copertura vaccinale, con proiezioni che dicono che verrà raggiunta l’immunità di gregge solo in ottobre, quindi ad anno scolastico iniziato, farebbero propendere per maggior cautela nel ripristinare la situazione pre-Covid”.

 

Nel frattempo Bisesti ha assicurato l’attenzione del Dipartimento per le casistiche più complesse. Dal canto suo Ferrari chiede di rendere chiari i criteri con i quali eventualmente verranno considerate le situazioni speciali, “perché – afferma – senza criteri oggettivi trasparenti e conosciuti si rischia che ci siano ‘dirigenti con il cappello in mano’ a chiedere alla Giunta una soluzione personalizzata, gruppi di genitori considerati più o meno potenti, amministrazioni comunali più o meno sensibili. Certamente non si vogliono scuole di serie A e di serie B sul nostro territorio, ma risposte adeguate ai bisogni dei nostri studenti in qualsiasi parte del Trentino si trovino”.

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