Referendum Eutanasia Legale, Mina Welby a Cavalese dopo il successo della raccolta firme in Trentino
Sono state oltre 12 mila le firma raccolte in provincia di Trento dall'associazione Luca Coscioni, ovvero più di quante ne dovessero apportare i cittadini trentini. Dopo il successo ottenuto Mina Welby si recherà a Cavalese per incontrare la popolazione e partecipare ad un dibattito sul fine vita

CAVALESE. Grande successo in Trentino per la raccolta firme a favore del referendum sull’eutanasia legale. Ad oggi l’associazione Luca Coscioni comunica che nella sola provincia di Trento sono state raccolte più di 12 mila firme, ovvero più di quante ne avrebbero dovute apportare i residenti nel rapporto fra le 500 mila firme necessarie (già raggiunte, qui articolo) e gli aventi diritto al voto.
Proprio dopo questo successo il Comitato trentino per l’eutanasia legale avrà l’onore di ospitare uno dei personaggi più in vista dell’Associazione Luca Coscioni: Wilhelmine Schett, comunemente conosciuta come Mina Welby, co-presidente dell’associazione. La presidente Welby incontrerà la popolazione a Cavalese, mercoledì 25 agosto, prima al gazebo di raccolta firme in Piazza Scopoli dalle 16.30 alle 19.00 e poi presso il PalaFiemme, dove si terrà una discussione sul quesito referendario e sul fine vita in Italia.
L’incontro verrà moderato da Simone Casciano e ospiterà, oltre a Mina Welby, il dottor Guido Cavagnoli, medico legale e vicepresidente dell’Ordine dei Medici. Inoltre troveranno posto nella conversazione anche Sara Ferrari, Maurizio Perego e molti altri. L’evento sarà anche occasione di dialogo con la stampa.
Mina Welby, al secolo Wilhelmine Schett, è nata a San Candido (Bz) il 31 maggio 1937. Dopo gli studi classici viene abilitata all’insegnamento e per qualche anno segue questa strada alle scuole medie di Merano. A Roma conosce il marito, Piergiorgio Welby, attivista, giornalista, politico, poeta e pittore italiano, impegnato per il riconoscimento legale del diritto al rifiuto dell'accanimento terapeutico in Italia e per il diritto all'eutanasia.
Assieme a Piergiorgio Mina si batte su temi come l’autodeterminazione di una persona, le scelte di vita e fine vita, nonché la rilevanza di un’assistenza adeguata alla persona malata e la vita indipendente della persona disabile.
Nel 2017 sale all’onore delle cronache assieme a Marco Cappato quando, in un atto di disobbedienza civile, i due accompagnano Davide Trentini in Svizzera, dove ottiene il suicidio assistito e si libera dalla sclerosi multipla. Cappato e Welby si autodenunciano, finendo davanti alla Corte d’assise di Massa, ma vengono assolti. Mina ha dichiarato di voler continuare la disobbedienza civile fino a quando il Parlamento non approverà una legge che tuteli il fine vita in Italia.







_0.jpeg?itok=dDaUf90k)










